6 Gli Uccelli.'
tutte le bande i figliuoli di questi paesani, e mconseguenza so buttare in uncantondeil’uc-costiera, e trucioli , e bucce , e foglie sec-che, e fieno, e paglia, e musco, e borra, ecrine, e cotone, e lana , e seta, e ragnate-le, e penne, e cent’ altre ciancianfruicole;che tutto serve per quésta faccendaSganasce-reste dalle risa , a veder tutti que’monnini con-correre a questa fiera, per provvedersi del lorbisogno. A questi s’attaglia un fil di musco ; aquegli una penna. Uno ha bisognod’una pa-gliucola; e due fi rincarano insieme un bioc-colettodi lana ; e vi so dire, che molte voltesuccedono delie gran quistioni . Ordinaria-mente però fi terminan su due piedi tutte lelor differenze ; perché ognun fa a tira tira;flrappa.quello,. che può, e se lo porta di ritta-mente alla voltadel nidio*
Cosi pure proccuro, che sian serviti di tutto’l bisognevole in ordine agli alimenti. Perlaqual cosa ho deputato a posta a posta un mastrodicala, o provveditore , che hai'incumben-zadi somministrare a’medesimi, e vermi, ebruchi, e mosche, e panico, ed ogni generedi semenze, sicché ciascuno sia governato a suogenio , secondo portano le stagioni . Giovamolto l’allevarli così alla verzura. Si manten-gon più sani, operan con più libertà, e dan-no meglio a conoscere la natura de’ loro diversigenj, e lavorii. Alcuni piantano il loro nidioin vetta in vetta degli alberi; ed altri amanpiuttosto di collocarlo m piana terra fra serba.Tutti però singegnan di fabbricarlo in un si-to, che sia ben difeso, e coperto. Van cer-cando dove l'erba è più folta, letame piùfic-s re,