Dialogo Primo. 7
te , le foglie pisi doppie ; sicché la pioggia,sdrucciolando al di sopra , come farebbe da unagronda, non possa penetrare in conto alcunonel oidio che sia appiattato a! di sorto. La su-perficie esteriore di esso, dovendo servire difondamento, è composta, di materiali più grosisolatii, di tutto’l retto. Ella è formata di pru-ni , di giunchi, di stoppie, e di foltissimo mu-sco. Su questa prima incamiciatura ben doz-zinale , ed informe , distendon de’materialipiù dilicati, che poi ridotti in figura rotonda,e combaciandosi a pelo a pelo Luti l'altro, chiu-don l’ingresso sì a’ venti, come a gì’ infetti.Ciascuna spezie però ha il suo genio, e la suamaniera, particolare di fabbricarti l'alloggio , eRaddobbarselo ° Terminato l’edificio, l’ador-nano per, di dentro di pennamatta, o di lana ,o di seta, affine di mantenervi il calore, nonmen giovevole al proprio individuo, che al te-nero corpo de’parti loro. In difetto di questecose studiati tutte le vie per sopperire al biso-gno . ( Questa fi è una lezione da me imparatada’primi,passerotti , che m’ho allevati. ) Nonaveva apprestato a’ lor genitori,, se non del fie-no, per far il oidio. I.a femmina, non tro-vando , né cotone, né seta, prese un ripiego,che mi fece trasecolare. Si mise a pelar io sto-maco del suo maschio , il qual fi lasciava strap-par le piume senza una minima renitenzaedella poi andava addobbando di quella peluriatutto il suo appartamento, in una maniera lapiù graziosa del mondo.
Cav. O questa, si, eh’ è curiosa !• Chi maiavea mostrato a cotesta madre, eh’ella do-veva avere dell’uova, e de’figliuoli p e cheA 4 quesl’