IO Gli Uccelli.
sco, ( quando l’intonico è fresco ) vi formanouna parete persi ttamente aggiustata, o per dirmeglio un appartamento ben addobbato, benfornito, e insieme acconcio a conservare il ca-lore. Ho veduta più, e più volte da’ fiìiei bal-coni la rondinella a principiare, o restaurareilsuonidio. Questa manifattura è in tutto intutto diversa dall’altre. Ella non adopra nètrucioli, nè stoppie, nè fila : costuma bensìIl màio di manipolare un certo terriccio, o spezie didella tufo, de! qual poi forma per proprio uso, erondine..p e lla/sua famigliuola un alloggio, non menvago a vederli, che sicura ed agiato per dimo-rarvi . Voi ben vedete , che la medesima nonha, nè secchie da attigner l’acqua , nè barellada trasportare la rena, nè badile da rimenarla.Indovinate, com’ella fa? La vedo andare, ctornare in su la pila della fontana del mio giar-dino, dove piantata coll’ale inasto, tiene afior d’acqua lo stomaco, per bagnarsi le piume,e poi,spruzzando quell’acquerugiolasuperla /polvere, ne forma una tenace poltiglia, di cuicompone il suo nidio col becco . Ma sento,che’l mio prolisso cianciare vi reca noia. Com-patitemi, Signor Cavaliere, s’io mi diffondopiù del dovere. Gli uccelli fono un ramo dellemie pazzie.
Cav. Ah! Madama, continuate, vi prego.Resto incantato, a sentire questi discorsi . Orbene .• fatto eh* è il nidio, che ne segue ?
Comes. Fatto eh’è il nidio, la femmina videpon le sue uova ; ( ora più, e ora meno, se-condo la qualità degli uccelli.) Ve ne sono talu-ni , che non ne portano più di due alla volta :astri ne buttan giù quattroocinque; ed astri
arri-