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Tomo II.
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IO Gli Uccelli.

sco, ( quando lintonico è fresco ) vi formanouna parete persi ttamente aggiustata, o per dirmeglio un appartamento ben addobbato, benfornito, e insieme acconcio a conservare il ca-lore. Ho veduta più, e più volte da fiìiei bal-coni la rondinella a principiare, o restaurareilsuonidio. Questa manifattura è in tutto intutto diversa dallaltre. Ella non adopratrucioli, stoppie, fila : costuma bensìIl màio di manipolare un certo terriccio, o spezie didella tufo, de! qual poi forma per proprio uso, erondine..p e lla/sua famigliuola un alloggio, non menvago a vederli, che sicura ed agiato per dimo-rarvi . Voi ben vedete , che la medesima nonha, secchie da attigner lacqua , barellada trasportare la rena, badile da rimenarla.Indovinate, comella fa? La vedo andare, ctornare in su la pila della fontana del mio giar-dino, dove piantata collale inasto, tiene afior dacqua lo stomaco, per bagnarsi le piume,e poi,spruzzando quellacquerugiolasuperla /polvere, ne forma una tenace poltiglia, di cuicompone il suo nidio col becco . Ma sento,chel mio prolisso cianciare vi reca noia. Com-patitemi, Signor Cavaliere, sio mi diffondopiù del dovere. Gli uccelli fono un ramo dellemie pazzie.

Cav. Ah! Madama, continuate, vi prego.Resto incantato, a sentire questi discorsi . Orbene . fatto eh* è il nidio, che ne segue ?

Comes. Fatto ehè il nidio, la femmina videpon le sue uova ; ( ora più, e ora meno, se-condo la qualità degli uccelli.) Ve ne sono talu-ni , che non ne portano più di due alla volta :astri ne buttan giù quattroocinque; ed astri

arri-