Dialogo Primo. ti
arrivano a scaricarne da diciassette o diciotto.Venute l'uova alia luce, tanto il maschio,quanto la femmina vanno a vicenda a covarle.Ordinariamente però la femmina è quella ,chese ne prende il pensiero. O qui si, che bisognaa viva forza ammirare la possente virtù d* unaragion soprannaturale , che influisce su questepìccole creatureEsse certo certo non sanno ,né ciò, che contieni! nell’ uova, nè che biso-gna covarle , affinchè nascano i loro, feti, nèin che maniera s’essettui tutta questa faccenda.E pure un animal così snello, cosi instabile,così inclinato a volare, si dimentica in un istan-te del suo medesimo naturale, e si pianta tena-cemente in sull’ uova , senza staccarsi di lì pertutto!tempo, che fa bisogno. La madre inparticolare vi s’accoccola sopra per morta-; ri-nunzia a tutti i piaceri ; e se ne sta per qualcheventi giorni continui ferma ferma sul covo conuna passione sì grande, che non si ricorda nèmen di cibarsi . Il padre dal!’ altro lato nonmanca di partecipare delle di lei sollecitudini,e d’alleviarle il travaglio. Le porta da man-giare • torna e ritorna , senz’ annoiarsi , a im-boccarla ; le pone per fino il cibo bell’e amma-nilo nel becco , ed accompagna questi servigicon maniere le più obbliganti, che mai dir sipossa. Se poi per breve ora, tralascia d’assister-la coll’ attuale, sua opera, non manca di ricrear-la colla melodia del suo canto, e mette tantofervore, tanto brio , e tanta grazia nelle sueandate, e venute per suo benefizio, che nonsi sa, se più si debba ammirare, o la penosa as-siduità della madre , o l’officiosa sollecitudinedel marito. Il Signor Cavaliere non avrà forse
La cova-tura .