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suona di voto, e va bucando prima la scorza ,e poi ’l legno ; quindi profonda il becco nel bu-co fatto, e gettando un gran strillo , o una spe-cie di fischio per entro la crepatura dell’ albe-ro , risveglia, e mette in moto quei tarli colàaddormentati ; ed allora vibra la lingua neldetto buco, e coll’ aiuto di quelle piccole pun-tereste , ond’ ella è fornita, e del vischio * on-d’è impaniata, attraea sè quanti tarli vi tro-va, e se li mangia .
t’aîrone L’airone per lo contrario è di statura assai al-ta. Ha le zampe, e le cosce lunghissime, dtutte quante pelate ; il suo collo è pur lungo,il becco smisurato , ben auzzo , ed in cimadentato. Or qual credete, che sia la ragioned’una figura così bizzarra? Vel dirò io. L’ai-rone vive di ranocchie, di conchiglie, ed’al-tri pesci, eh' ei può trovar verso le spiagge delmare, o presso aste rive delle lagune, e de’ fiu-mi. Essendo adunque costretto a camminareper l’acqua, e pel fango, non ha bisognosi 1aver intrighi di piume su per le cosce. Gli sonbensì d’un gran comodo le zampe lunghe, perpotersi avanzare più o meno verso l’acqua, amisura che la sua preda s’ingolfa , os’accostaasta riva, affine di procacciarsi il suo vitto.La lunghezza del collo, e del becco gli serveper rigiugnerla, e per pescarla giù a fondo.La dentatura, o puntereste del rostro , cheson come uncini ritorti allo ’ndietro, l’aiuta-no a tener saldo il pesce già preso, il qual guiz-zando , se ne potrebbe scapolar via. Finalmen-te le sue grandi ale, tuttoché paiano a primavista sproporzionate, ed incomode ad un uc-cello di si piccola corporatura, com’è staite-ne,