îl cigno,l’anitra,e l’oca.
3 6 Gli Uccel li.
sgtzià in quel rio, abbiano il collo si lungo ced il becco sì largo. I cigni, l’anitre, e l’ochefrugan continuamente nel fondo dell’acqua,perche vi trovano, secondo me , di quegl’ in-setti , o vermicciuoli, di cui faceste menzio-ne a questi giorni passati. Nuotando dunquea fior d’acqua , e non potendo ficcarsi sotto,han bisogno d’un becco lungo, per arrivar si-no in fondo. Quanto poi ali’ esser largo, e fattoa paletta contro la regola di tutti gli altri, fipuò dire cbe sia destinato ad abbrancare di mol-ta melma, o belletta alla volta, per fare unabuona presa di vermiccioii, nel mentre che lasparpagliano. Può darsi ancora, che il loro bec-co sia per di sopra forato, ad oggetto di spandersuora per quel pertugio l’acqua, che vi 5 insinuain un col pesce, e'd insetto, che han preso,neiringhiottirlo. Mi diviso altresì, che sic-come gli uccelli di rapina fon forniti d’artigliadunchi, per ghermire, ed aggavignare la pre-da, e per aggrapparsi alle rame, fu cui si posa-no ; i cigni, Pani tre, e l’ocheabbian le zam-pe piatte, ed intestine di tele, odi pelli, perdistenderle a foggia di pinne , e respigner 1’acqua da una banda, per innoltrarsi daîl'altra.Mirate, Signor Priore, s’io son sottile î Chimai averebhe saputo diciferar canti arcani ìPrior, Madama , il merito d’ un filosofo( giacché al presente vi ponghiamo in questoruolo ) non consiste mica sempre in penetrarele cose difficili : ma bensì in osservare ciò, chegli altri non osservano, tuttoché il più dellevolte vi zappin dentro co’piedi. Le personemeditative, edoilèrvatrici, fon tanto rare,che nulla più.
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