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Dialogo Secondo. 49
riofa. Quei, che s’ allevano per un sì fattoesercizio, o fono nidiaci, o fon boscherecci.Nidiaci , o novellini dicotili quelli, che fonpresi nel nidio, donde non fono usciti mai suo-ra . Boscherecci Cappellano gli uccelli di liber-tà , e che si prendono alla sorella. Questi ul-timi fon più difficili a farli manieri, cioè a diread agevolarsi. Ma colla pazienza, e coll’in-dustria s’arriva pure ( come suol dirsi in termi-ne di falconeria) a renderli manieri, e farlifare a nostro modo. Semai fosser troppo fero-ci , 5' affamano, nè li lasciano mai dormireper tre, o quattro giorni continui, stando die notte con esso loro ; e in questa guisa s’addo-mestican col falconiere , ed arrivano a fare tut-to ciò, eh’egli vuole. La sua principal curadev’essere d' avvezzarli a star saldi in fui pu-gno , a prender l’ambio, quand’ei dà loro lamossa, ed a tornare ad ogni suo cenno insti!medesimo pugno. Perimpedir, che non fug-gano allorché li richiama, si tengono da prin-cipio legati per una cordicella, o spaghetto,di nove o dieci pertiche di lunghezza ; nè que-sta si lascia mai, finché non son ben assicura-ti, e non mancano più di tornare al richiamodel falconiere. Ma per ridurre il falcone, egli altri uccelli da preda a un tal termi-ne , convien zimbellarli . Sentite ora checosa sia il zimbello , e in che maniera s’adopri.
Il zimbello non è altro, che un pezzo di car-tone, e di legno, fornito di becco, d’artigli,e d’ale. A questo uccello posticcio s’applicasempre una leccornia , che possa adescare ilfalcone : ed ogni volta che si vuol richiamare,Tiim. II. D o far
Il zimbello.