50 Gli Uccelli.
o far eh’ ei torni ’n sul pugno, si gira, o si sven-tola per aria il Limbello, sicché vedendolo, esentendo ad un 1 ora il cenno alni noto, per i'ingordigia della sopraccennata leccornia, to-stamente v’imbrocca. Col progresso del tempola sola voce del falconiere è bastante a farlo tor-nare . Quella massa di piume , ond’ è guernitoil zimbello, chiamasi comunemente col nomeli logo- di logoro. Volendosi dunque avvezzare il sal-va. conealla caccia del nibbio, o dell' airone, odella pernice, gli si presenta un zimbello, ilcui becco, ed artigli imitino la figura di dettiuccelli, e si ricopre ss un logoro, cioè a diredelle penne di essi. Per adescar poi l’uccello al-la detta preda, s’applica della carne di polla-stro , o qualche altra leccornia al zimbello, masempre «'asconde sotto il logoro, che vale a di-re sotto le piume deli’animale, che già «è pre-so di mira. Si condisce oltre a ciò la medesimaleccornia, o con zucchero, o con cannella, ocon midolla, o con altri ingredienti propor-zionati ad incitare il falcone pisi tosto a quellapreda, che a un’altra; intantochè a lungo an-dare 5 dove si tratti di cacciar da vero , egli«'avventa alla detta preda con un ardore incre-dibile . Dopo d’avergli fatto fare per tre o quat-tro settimane di seguito questo esercizio den-tro una stanza, o nel recinto d’un giardino, s’incomincia a provarlo a campo aperto. Gli s’attaccan de’ sonaglio]! a'piedi, per esser meglioavvertiti di tutti i loro andamenti. Si tien lem-,pre imbacuccato ,cioè a dire colla testa, e cogliocchi bendati di pelle , acciocché non vedaquel, che si vuole occultargli : e tosto che 1 ca-ni han fermata, o fatta levare la preda, di cui
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