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Tomo II.
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86 Gli Animali Terrestri. j

le pelli, il carbone , le legna, i tegoli, i mas- Ptoni, il gesso, la calcina, la paglia, il conci- ^me. Le some piti vili, e più sordide toccano §tutte a lui. Ora egli è un bel vantaggio per Ptucti questi operieri, e per noi, laverealno- Istro comando un animal p;acevole , fi roba- ; i*sto, instancabile, che ne fornisca senza spesa, de senza baldanza i nostri villaggi, e le nostrecittà di tanti comodi. Ma per darvi meglio a «conoscere il frutto, che fi ricava da suoi -servi- Jlgj, e metterli un popiù in chiaro, mi servodella seguente fimilitudine, e poi finisco.

Il cavallo puù assomigliarsi a certe nazioni P 1bizzarre , e focose , che sempre saltano, o bai- »lano; che impiegano tutto il suo forte nellap- >|pare» za esteriore, e metton del brio in ogni S|cosa. Costorosi rendono ammirabili in certe j J»congiunture più singolari, e improvvise. Ma ' ®il più delle volte il loro fuoco è un falò. Si sner- ®vano, fi consumano, e perdono le lor più bel- sdle prerogative, per mancanza di economia, edi risparmio. pt

Lalino per lo contrario può paragonarsi a I®quepopoli di sua natura mogj, e pacifichi, i 1quali, ( prescindendo dal lor mestiero, o com- ®mercio ) non sintendono daltro: badano, |Mcome suol dirli, al telonio, senza distrarsi ; e Miproseguono seriamente, e con costanza queir îaffare, che hanno intrapreso. 8

Contef. Sentite, se non par vero ciò ehei jne dice, e se non colorisce le cose in maniera, j fda farle credere ? S 8

Cmt. Certo, che il suo parlare ha più del ' tiserio, che del giocoso. Ma laver preso a eneo - 1 limiare un animale abbietto è una cosa trop- j i