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Tomo II.
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aria, e della boccia pesa meno di quella dose dacqua, la cui estensione egl ingombra. In unaparola ogni corpo va a fondo , quando non tro-va in una quantità dacqua consimile alla suaestensione tanto peso, quanto n ha egli.

Or ciò supposto, il corpo del pesce, che èpisi pesante duna dose dacqua consimile allasua estensione, dovrebbe necessariamente af-fondarsi , nèpotrebbein effetto far altro, cheandar carpone , o strascinarsi, come le serpi,su periarena, sei non avesse nelle lue visce-re un vaso ripieno daria, che il sosteneste inquella linea, o sito dacqua, ehei si vuol reg-gere. Questa boccetta lo gonfia alquanto, elo fa crescer di mole, senza aggiugnerli puntodipeso: il che bisogna osservare. Per questomezzo il detto pesce ingombra uno spaziomaggiore di quello ne ingombrerebbe senza lasupposta boccetta, e cosi viene a mettersi inequilibrio colla massa dellacqua, il di cui po-sto egli occupa. Sicché, se il pesce , senza laboccetta, pesasse sodici,once, e I acqua, ildi cui posto egli ingombra, non ne pelasse senon quindici, il pesce dovrebbe a viva forzaaffondarsi. Ma se dentro al medesimo pesce voiponete una boccetta piena d'aria, la qualenon aggiunga niente al suo peso, ma solamen-te lo gonfi, e lingrossi, eccoti, ehegli oc-cupa col suo medesimo corpo uno spazio mag-giore di prima, ed ecco, che se l'acqua, neldi cui posto si trova, arriva in tal caso a pesarsedici once, egli sta con questa libbra di più inun perfetto equilibrio coiiacqua ; ed allora po-trà sostenersi in qualunque sito, cb egli fi trova.

Cav. Tutto questo va bene sin qui. Il pe-

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