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aria, e della boccia pesa meno di quella dose d’acqua, la cui estensione egl’ ingombra. In unaparola ogni corpo va a fondo , quando non tro-va in una quantità d’acqua consimile alla suaestensione tanto peso, quanto n’ ha egli.
Or ciò supposto, il corpo del pesce, che èpisi pesante d’una dose d’acqua consimile allasua estensione, dovrebbe necessariamente af-fondarsi , nèpotrebbein effetto far altro, cheandar carpone , o strascinarsi, come le serpi,su peri’arena, s’ei non avesse nelle lue visce-re un vaso ripieno d’aria, che il sosteneste inquella linea, o sito d’acqua, eh’ei si vuol reg-gere. Questa boccetta lo gonfia alquanto, elo fa crescer di mole, senza aggiugnerli puntodipeso: il che bisogna osservare. Per questomezzo il detto pesce ingombra uno spaziomaggiore di quello ne ingombrerebbe senza lasupposta boccetta, e cosi viene a mettersi inequilibrio colla massa dell’acqua, il di cui po-sto egli occupa. Sicché, se il pesce , senza laboccetta, pesasse sodici,once, e I’ acqua, ildi cui posto egli ingombra, non ne pelasse senon quindici, il pesce dovrebbe a viva forzaaffondarsi. Ma se dentro al medesimo pesce voiponete una boccetta piena d'aria, la qualenon aggiunga niente al suo peso, ma solamen-te lo gonfi, e l’ingrossi, eccoti, eh’egli oc-cupa col suo medesimo corpo uno spazio mag-giore di prima, ed ecco, che se l'acqua, neldi cui posto si trova, arriva in tal caso a pesarsedici once, egli sta con questa libbra di più inun perfetto equilibrio coii’acqua ; ed allora po-trà sostenersi in qualunque sito, cb egli fi trova.
Cav. Tutto questo va bene sin qui. Il pe-
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