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Tomo II.
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lofi Le Piante;

vomparazione, al mele dell api; ta'nto sti-mato da tutti gli antichi . Adesso non ciprendiam più fastidio degli accidenti , chéposson nascere alle api , onde il mele ven-ga a mancarci. Concioffiachè nel cuor del-la zona torrida vha delle vaste campagne;e delle Isole intere , che li rivestono ognianno di foltissime canne , donde fi spremeil, giulebbe , e successivamente quel dolcesale j eh è tanto in ufo ; per conservarquelle frutta , che non fon di durata; eancora per condir quelle ; che di loro na-tura sarebbe no insipide , senz aiutarle conquesto leccume, o dun sapore troppo pic-cante , se si condissero col sai comune , òacide j o forti , od amare , se non si spo-gliassero della lor natural proprietade colzucchero :

Cav. Voi mi fate restare attonito, adir-mi , che in una pianta li trovi del sale.

Prìor. Tutte le piante, Cavaliere mio ca-ro , e quel ehè più, tutti i corpi hanno ilor sali . Allorché i chimici disfanno uncorpo a forza di fuoco, dal più al manco,trovan sempre de sali nelle reliquie , cheavanzano dopo la distillazione. Le ceneri,che cadono dalle legna, che noi bruciamo,non son altro, che le parti terree, edi sa-li della pianta, tormentati col fuoco.

Cent. Di grazia rimettiam questi sali, é que-sta chimica alianno futuro, ci curiamotampoco di trattare metodicamente deliequa-lità di ciascuna pianta in particolare. Potremoun giorno scandagliare le piante medicinali,le piante aromatiche; e quelle pure i che so-no