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Tomo II.
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Dialogo S é s ?x> . 205

îk e stemperandola nellacqua calda, se ne servi*

vano di bevanda per cavarli Ja sete.à Gli Spagnuoli, che trovarono una fatta!<i composizione giovevole, ben intesa, e sopraH tutto di grande spaccio, supplicaron talmen-Mi te a perfezionarla, ed a metterla in credito,jìlj che oggigiorno un orticello mediocre di can-ài cao rende al proprietario più di ventimila scu-sili!: distanno. La cioccolata però, che esili mani-î|î poiane, non è molto gradita, pel costume ,li» che hanno di caricare il caccao di troppi ghero-fani, di troppa cannella, e daltre innurne-itfc radili droghe . Nenostri paesi non vi si frammi-ioj sedia nissuna di queste cose ; e molto men si co-llisti stuma di darle stodore col muschio, e collam-ii|*. bra grigia, i quali ammari offendono a molti emolti la testa. Si prescieglie il caccao più per-sa setto, che è quel di Caracca, nomato così ,perché si raccoglie dal territorio diCarracos,

« Città situata in terraferma; e vi si tramischiaun po di cannella , e una porzione aggiusta-gli ta di vainiglia recente, con zucchero fino ,

| tE e con qualche gherofano e in questa guisaàà siamo arrivati a comporre una cioccolata sa-,

]| (> mosa, ed apprezzata in supremo grado per

tUttO *

àà Cav. Cotesta vainiglia, che avete pur or no-ni,; mata, non so che cosa si sia e nella siestaju'd» ignoranza mi trovo rispetto asta cannella, e. ,j; al gherofano.

jjl Gont. La vainiglia è un baccello pieno dun 1 s vai-sugo melato , con certi semetti neri , che isigha..ipirano una fragranza soavissima . Ella na-j; ice in America , e spezialmente nella nuo-^ va Spagna , syr un frutice , il qual siner-ti»