Band 
Tomo II.
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Priore di Gionvalle. 237

à ciuta bensì di fornirci duncotal lume albeg-,gian te , per poterci avanzare verso la meta( ; della nostra eterna beatitudine, ma non havoluto per anche dileguarci affatto le ombre.Che se al bagliore della ragione ha pureag-?! giunta la guida delle sue Divine rivdazio-' ®, ni, 1 ha fatto , per additarci la vera stra-^ da, che noi dobbiamo tenere ; ma non pertorci quel velo , che appanna i nostri 00â c , e che non ci lascia vedere pienamen»te le cose . Questa è una grazia , che ad® altro tempo ci è «serbata.

® Ma se giusto, e necessario egli è pure ,riconóscere linsufficienza della nostra ragio-à ne, d sottomettersi, senza rimbrotti , alla®.iF legge autorevole di colui , che il tutto ham ; rególato secondo il suo retto consiglio, nonalile è men dovere , che riconoscasi il pregio dià questa siesta ragione , e che si traffichi un si pregiato talento a misura della sua eslensio-1 ne, e valore. Dopo il dono della fede, il cuiS' 1 ® lume, senza sofisticare collintelletto, ci mo-à stra tutto ciò, che s ha da credere , opera-eijt rCj e sperare , il più prezioso tesoro , cheabbiamo, è la ragione. S 1 ella non arriva a® penetrare a fondo la natura degli oggetti ,A,- fa però riconoscerne il merito sa distin-!fc guere lun dallaltro: ne ravvisa 1 esterno :È* ne sperimenta fazione e gli effetti nediscer-)î® ne le relazioni ne annoveralaquantità: nenfM ravvisa le proporzioni, la simmetria, futilità.Mi- In somma, se la maniera, con cui li conce-jjlf pisce, non è chiara , e distinta , vede peròfc benissimo, come potersene approfittare, edi0 attualmente se napprofitca. Partecipa di tuttieia - quei