( VII )
« 11MÌ abbarrenù reni anno vede mettere in «lampa o qualche Testo a penna raccomandato dagli Accademici, oqualche novello vocabolario,® qualche libro di osservazioni e giunte a’ vooabolani. E gli scrittori del buon secolo an-corché impressi vengono ristampati, a miglior lezione ridotti, annotali, spogliati. Anzi di colali spogli di parolesignificali clic la Crusca non registrò, oomechè di tanto onore degnissimi, si van pure dando separatamente alla luce, equasi non v’ ha regimai studioso del sonante idioma che già non abbia fatto o che non faccia^il suo Le quali pubblicazioniognun comprendere bene vengano in concio de’recenti vocabolaristi. Nè v’ha menomo dubbio
nostra non tocchi il fine, il loro numero sarà divenuto maggiore. 11 perche profittando per al presente delle co*ehg*si hanno a stampa, serberemo a’Supplementi di ciascuna lettera dell’alfabeto^ quelle che si avranno ne tra tor nilicalo, e le altre già ottenute dì cui ci fallì l’opportunità di valerci nelle parti che furono precedentemente asso •
Or questo è il luogo di enunciare, come meglio ci torni, le novelle opere venuteci in mano a lavoroinccmmcatoe dalle quali i nostri aiutatori o noi medesimi attignemmo. Diremo prima le citate dalla Crusca, poi quelle degli autounelle sue serie non compresi , ma riputali generalmente degnissimi di addursi in difetto o confermazion degli antichii. Quel Comenlo di Dante , da molli detto l’Antico , il Buono c più comunemente l Ottimo , testo a penna i cprima impressione fece in Pisa il sig. Torri, con molla diligenza e gran corredo di note e avvertimenti, sebbene m-volta nella lezione non ben s’apponesse. E però mossegli guerra il sig. Piccioli, aspramente ripigliandolo,^ cori e -gendo aiicldegli taluna fiata ciò che bene stava; ma sia che vuoisi di tali censure, vero e che la fatica dei Kart nogli meritava d’esser trattato con tanta acrimonia. Noi gli abbiamo obbligo dello Spoglio appostovi a a ine e e quasin dal terzo fascicolo, cioè al terminare dell’A, ci fu dato giovarci. 2. Le Prediche di Fra Giordano, delle quali p -reethi codici adoperarono gli Accademici, e vanno giustamente’tra le più caste scritture del seco . oro e a ave *
Noi guardammo in quelle recitate dall’oralor di Rivallo dal i3o3 al i3o6, raccolte in due volumi e stampale in li
lenze nel i83i per le cure del sig. can. Morenì, il più zelante promulgatore di Testi di lingua che or ci viva in a ia.3. La Leggenda della Beata Umìlkma de’ Cerchi. Abbenchè del manoscritto di questa Vita abbiano tatto spoglio i ompii avori della Crusca, pure la stampa proccuratane dallo stesso Moreni somministra qualche buona giunta a nostio pioPresulti. 4. Un’ altra antica Leggenda più recentemente mandata in prima luce nella medesima città, a stu io ì ons gStefano Rossi, ha pur confortalo della sua autorità parecchi modi o vocaboli che ne andiamo allegando. Vogltamo parlaredella Leggenda detta natività di Santo Giovanni Batista scritta in latino dal B. Jacopo da Voragine e volgarizzata ne
U lesto riccurdiano, onde questo volgarizzaniento fu trailo, non era stato tocco nella compilazione c e oca 3
non è ricca la messe che se ne può raccogliere. 5. Notissima oggimai per due edizioni pi occupate a p , ,
da due Accademici residenti della Crusca signori Fiacchi e Poggi, la seconda in Napo i a c • arc e * e ’
Relazione d’un Viaggio al Monte Sinai fiuto da sei Fiorentini nel i 384- Delle tre diverse descrizioni che se n -
stesero, due sono a stampa: quella del Frescobaldi da noi citata nella precedente prefazione, e questa di inmone >- )goelle secondo la fiorentina impressione andiamo adoperando. 6. Le Lettere di Anriibal Caro trovansi certamente ira e°pere citale dalla Crusca; ma non altre allora se ne conoscevano che quelle della stampa de Giunti del i 1 ®la edizion padovana del 1725. Altre in questi ultimi tempi se ne inserirono in parecchie opere perio 10 e >
Centuria ne mise in luce il conte Giulio Bernardino Tornitane. Ma la più ampia e pregiata collezione di tali lettere, 1-fiedite per la più parte, è quella dovuta all’illuslree non mai abbastanza rimpianto Marchese Gio\ an ìacomo iv ,
venuta fuori in Milano con annotazioni ed ìndici di quel prefetto dell’Ambrosiana, signor Pietro Mazzucc ìe i. on U
volumi il cav.Pezzana e noi andiamo non poco immcgliando la napolitana compilazione. 7.L0 stesso parmense 1
felle giunte estrae da altre inedite Lettere; e quelle sono che il can. Moreni per il primo fece di ragion pu ica ne 1 o,
'fidiritte da Lorenzo il Magnifico ad Innocenzo VITI, e dal Salvini, dal Filicaja ec. adulili letteiali e lemp
èlitre alle versioni salviniane de’ tre poemi e degl’inni omerici, quell’erudito, medesimo ha tia mano P aie
* 1 ' 1 libri o non ancora o non accuratamente ricerchi , massime la Storia del Concilio di Lento scritta f a . .
^allavicino : non è da dire quante nuove locuzioni ei vi .noti. 9. Altre ancora ne cava da que 1 10 1
vfe Va sotto il lil0 i 0 di Lepidezze-di Spiriti bizzarrie curiosi avvenimenti, non prima dei 1829 Slan -T a
bagheri. 10. Del Poliziano allegarono gli Accademici le Stanze e 1’Orfeo: le Rime non già; e queste sono'
‘enti doviziosa miniera pe’nostri volumi. 11. Egli alcun che toglie pure dalle Poesie di Feo Beicari pu ica e
fissinramente in Firenze e non mai prima esaminate. 12. Ne toglie dall ’Agricoltore del Trinci, non perciesiaqu
8 r °iioino pistojese del passato secolo un buono scrittole, ma perchè di.voci tecniche abbonda, e ognun sa q '
Poveri sono di tal merce italiana gl’italiani dizionari! di quella scienza, infarciti peri opposto di fiati cesismi
‘deìpafi idiotismi. i3. Ne toglie in fine dalle operette del P. Daniello Barloli , ingegno maraviglioso, che «settato,
anzi s colpì , ed il quale darebbe egli solo per avventura modo ed opportunità di poter ricompone, ove fosse.per uto ' lI *
vocabolario della prosa italiana, ed anche più ricco che oggi non è. Dall’ Ortografia , dal Torto e Diritto, a
j dal Savio , da’ trattali di fisica e dalle altre sue opere minori seppero ed egli il eh. Parenti ed i signori cocco
Rio molte preziosità rinvenire non mai prima osservale. 14. Questi due ultimi con egli al frutto parimente ìovistaro
oper e di (J as p er0 Gozzi, specialmente i LSermoni, citati , ma raramente e senza distinzione,dall Alberti. 1 . iv
Sgi'ignere a questo catalogo la Disfida di Caccia .tra i Piacevoli e Piattelli descritta da Giulio Dati nè mai
l’ af sa in l uce fino al 1824. 11 Moreni la corredò d’una lista dì vocaboli mancanti o affatto o in qualche nuovo sigmficpi- ..-1 — - -
_ ~ .” iel u"che ivi sono ma privi d’esempio^ Usoi
u-ucato nel Vocabolario dell’nUima edizion Ze libri di Filippo Buofiarmti # figure,.
agevole ne fu u-av partito. 16. Meritano parlicolar n ■ framrnm ti di Vasi , antichi
avvertili da
z,oni sopra alcuni Medaglioni antichi e quelle sop ì a. «« genere. Non erano * taU ” ^ buona lega onde
entrambi dì grandissimo pregio , ed i migliori che si al “ ‘ J 0 de lle tante voci a.xheologamnessun altro compilatore ; e dobbiamo ora al can. 1 ac 1