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» dalle lungaggini scientifiche del Dizionario bolognese. Insomma che volete ch’io dica? Quanto più supera per una parte» 1’ espilazione , tanto più mi rincresce dall’ altra che gli manchi il pregio dell’ onestà. »
II Cav. Pezzana , cui tanto dee il nostro Vocabolario , richiesto d’esserci cortese delle sue giunte ed osservazioni,cosi ci rispondeva da Parma il 1. settembre 1829. a Non doveva io aspettarmi che la povertà del mio nome fosse ac-» colta tanto amorevolmente infra le ricchezze letterarie de’ più giudiziosi compilatori d’italiani Vocabolarii che fos-» sero giammai. Gran mercè, per ver dire, io debbo rendere alle mie, quali si sieno , Osservazioni intorno la divina» nostra favella, se valsero a procacciarmi tanta indulgenza appo sì eletta manata di sapienti da indurli a presentarmi» spontanei d’un esemplare della loro egregia compilazione, accompagnato da lettera che leverebbe in superbia qual si» sia uomo stesse meno di me in guardia contro questo brutto peccato. Del nobilissimo donativo io rendo a lei, non» che ai dotti Colleglli suoi, le maggiori grazie. E volendo , come che sia, dar segno efficace di vera riconoscenza, e» di animo deliberalo di corrispondere, secondo il potere , alla onorevole domanda loro di alcuna mia Giunta nuo-» va al Vocabolario , l o tolto a questi passati giorni di dare una scorsa al volgarizzamento dell’ Odissea fatto dal Sal-ii vini ; e ne ho cominciato a trarre qualche modo e vocabolo che porrò qui sotto in ischiera alfabetica per prima» arra del mio buon volere. Ma ben le raccomando , ove pure ci trovi per entro alcun che da non rifiutarsi, di veri-» ficare ogni cosa con somma diligenza; poiché, avendo io fallò questo piccolo spoglio in grande pressa, ed in mezzo» al frastuono di mille svariatissime cure, ci saranno sdrucciolale di molte inavvertenze: forse intromesse eziandio cose» già osservate da altri, le quali pregola di sbattere al tulio dal resto. Ben più ampia derrata di voci io avrei potuto» offerirle ne’passati mesi, se fossemi giunta avanti la sua domanda. In servigio dell’illustre mio amico Giuseppe Grassi» avendo io spogliato nel passato inverno il Cirifpo Calvaneo , e mandatone a lui le cose pertinenti a milizia, inviai» le altre ad un’Accademia. E poscia feci ad un modo dell’ Iliade volgarizzata dal Salvini; che, toltone le militari, pre-» sentai di tutte l’altre mie osservazioni i Compilatori Padovani. »
» Con diletto e profitto assai ho letta e riletta la sugosa, dotta , modesta, elegante, profonda , riguardosa , alla
» condizione de’tempi bene acconcia, e d’italiano amore ripiena Prefazione àpi. Vocabolario universale. Parmi,e così è» paruio a più amici miei che molto addentro sanno del fatto delle lingue, eli’essa stia in cima d’ogn’altra prece-» dente ne’ rispetti filosofici, e che, ove in ogni sua parte sia mandato ad effetto il disegno di colesto Vocabolario, deb-» ba esso vincere per gran maniera quanti ne videro la luce sino ad ora, non solo per ricchezza di modi e di vocaboli,
>> ma per ordinamento, e sovratutto per quel beato e indarno sin qui aspettato corredo delle Etimologie. Non vor-» rei portar nottole ad Atene , nel proposito di queste ricordandole quanto ne fossero caldi dopo il mezzo del brutto» secolo i Vocabolaristi Pedi, Dati, ccc., ed altresì il Parmigiano Card. Pallavicino che ne lasciò una raccolta di» cui parla esso il Redi nelle sue Lettere rimbrottandolo a ragione di alcune storture, in grazia d’esempio di quella dello» Zucchero candito, che il Porporato desume dal candore di esso , ed il Redi, rettamente, dallo Zucchero di Canditi.
» Già ella avrà vedute le lettere del Dati pubblicate nel 1825, ove molto si parla delle Etimologie del Pallavicino.
» Converrebbe procacciarsi il MS. di quest’ ultimo. Sarebb'esso mai in Roma appo i Gesuiti ? »
E dopo non poche sue giunte ed avvertenze delle quale ci giovammo assai utilmente, egli conchiudeva : » A que-» sta lunga tiritera clic la prego di perdonarmi in grazia della buona volontà che ho di servirla e di mostrare la mia» riconoscenza a lei non meno che agli egregi suoi colleglli , faccio fine profferendomele con ogni osservanza cc. »
Finalmente rapporteremo le parole da cui comincia il sig. abate Brambilla la sua Appendice al Saggio da noi mentovato ,e ch’egli soggiunse a quel suo pregevol lavoro dopo ch’ebbe avuti in mano alcuni fascicoli del Vocabolario di Napoli .
» Mentrechè procedeva la stampa di questo Saggio , mi vennero alle mani i primi sette quaderni del Vocabolario 11 universale della lingua italiana, che si compila novellamente nella dotta città di Napoli . Da sola questa parte ar-11 fomentando la qualità di lutto il lavoro, io sicuramente asserisco, eli’esso riuscirà il più compiuto vocabolario della“ nostra favella, che mai vedesse l’Italia . Oltre alle moltissime giunte e correzioni ch’ivi son fatte, qu e’sapienti com-*' pilalori ne danno il sovranissimo ajuto a imparare la proprietà delle voci e de’modi, ed a prenderne gusto e sapore.
“ Voglio dire, ne vengono con chiarezza indicando le differenze delle parole, comunemente appellate sinonimie; e le” derivazioni di quelle tanl’ altre, che , dondechè sia, guadagnammo. Coteste due cose vi son discorse con perspicace” intelletto, e quasi direi, con insuperabile perfezione; se 1’amor che ha taluno di filosofare intorno alle dette difiGe-* renze sempre con un metodo generale, e di sottilizzare troppo nel cavarne l’etimologie, non vi si conoscesse pure a” tal fiata. »
(3) V. il N. to6dell’Antologia, fascicolo di ottobre. L’articolo è del sig. Montani.
(4) Nel primo volume V indice del compilator veneziano ( sig. Bazzarini e non già Bergantini come par isbaglio èsbórso nel testo ) era separato da quello della Minerva: ora gli abbiamo riuniti.
(5) Non riuscirà discaro nè al Barone Ferrari nè ai nostri leggitori se qui faccioni palesi le considerazioni cheStille cose militari del nostro Vocabolario ei ci mandava da Parma il 22 agosto i83o ; era egli allora Maggiore di Staloìrta ggiore ed Ajutanle generale del Comando delle truppe di Parma.
» La parte militare stata sempre al disotto di tutte 1’altre nell’opera dei Vocabolarii di qualsisia lingua, per-" ciocché per sua naturai condizione meno le fosse dato di essere vantaggiata di spositori che avessero conoscenza delso ggeU° non unicamente nella generalità di letterati , ma nelle speciali e proprie ragioni di uomini dell’ arte,v enne a maggiore scadimento nel Vocabolario nostro a cagione delle straniere signorie onde non durava agl’lta-" fiani il proprio linguaggio militare, quale già l’ebbero innanzi a tutti, siccome coloro che di ogni cosa insegnatorialtrui^ furono anche primi a dettare precetti nelle arti e discipline della milìzia. Nè valse che non mai da questacessando vi facessero dovunque cospicue prove di sapere non meno che di valore. Con armi straniere tennero stra-bere favelle, e nulla mostravano d’italiano , sebbene di genti italiane , quelle medesime schiere che presso a venti