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Vol. III.
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XV
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( XV )

» dalle lungaggini scientifiche del Dizionario bolognese. Insomma che volete chio dica? Quanto più supera per una parte» 1 espilazione , tanto più mi rincresce dall altra che gli manchi il pregio dell onestà. »

II Cav. Pezzana , cui tanto dee il nostro Vocabolario , richiesto desserci cortese delle sue giunte ed osservazioni,cosi ci rispondeva da Parma il 1. settembre 1829. a Non doveva io aspettarmi che la povertà del mio nome fosse ac-» colta tanto amorevolmente infra le ricchezze letterarie de più giudiziosi compilatori ditaliani Vocabolarii che fos-» sero giammai. Gran mercè, per ver dire, io debbo rendere alle mie, quali si sieno , Osservazioni intorno la divina» nostra favella, se valsero a procacciarmi tanta indulgenza appo eletta manata di sapienti da indurli a presentarmi» spontanei dun esemplare della loro egregia compilazione, accompagnato da lettera che leverebbe in superbia qual si» sia uomo stesse meno di me in guardia contro questo brutto peccato. Del nobilissimo donativo io rendo a lei, non» che ai dotti Colleglli suoi, le maggiori grazie. E volendo , come che sia, dar segno efficace di vera riconoscenza, e» di animo deliberalo di corrispondere, secondo il potere , alla onorevole domanda loro di alcuna mia Giunta nuo-» va al Vocabolario , l o tolto a questi passati giorni di dare una scorsa al volgarizzamento dell Odissea fatto dal Sal-ii vini ; e ne ho cominciato a trarre qualche modo e vocabolo che porrò qui sotto in ischiera alfabetica per prima» arra del mio buon volere. Ma ben le raccomando , ove pure ci trovi per entro alcun che da non rifiutarsi, di veri-» ficare ogni cosa con somma diligenza; poiché, avendo io fallò questo piccolo spoglio in grande pressa, ed in mezzo» al frastuono di mille svariatissime cure, ci saranno sdrucciolale di molte inavvertenze: forse intromesse eziandio cose» già osservate da altri, le quali pregola di sbattere al tulio dal resto. Ben più ampia derrata di voci io avrei potuto» offerirle nepassati mesi, se fossemi giunta avanti la sua domanda. In servigio dellillustre mio amico Giuseppe Grassi» avendo io spogliato nel passato inverno il Cirifpo Calvaneo , e mandatone a lui le cose pertinenti a milizia, inviai» le altre ad unAccademia. E poscia feci ad un modo dell Iliade volgarizzata dal Salvini; che, toltone le militari, pre-» sentai di tutte laltre mie osservazioni i Compilatori Padovani. »

» Con diletto e profitto assai ho letta e riletta la sugosa, dotta , modesta, elegante, profonda , riguardosa , alla

» condizione detempi bene acconcia, e ditaliano amore ripiena Prefazione àpi. Vocabolario universale. Parmi,e così è» paruio a più amici miei che molto addentro sanno del fatto delle lingue, eliessa stia in cima dognaltra prece-» dente ne rispetti filosofici, e che, ove in ogni sua parte sia mandato ad effetto il disegno di colesto Vocabolario, deb-» ba esso vincere per gran maniera quanti ne videro la luce sino ad ora, non solo per ricchezza di modi e di vocaboli,

>> ma per ordinamento, e sovratutto per quel beato e indarno sin qui aspettato corredo delle Etimologie. Non vor-» rei portar nottole ad Atene , nel proposito di queste ricordandole quanto ne fossero caldi dopo il mezzo del brutto» secolo i Vocabolaristi Pedi, Dati, ccc., ed altresì il Parmigiano Card. Pallavicino che ne lasciò una raccolta di» cui parla esso il Redi nelle sue Lettere rimbrottandolo a ragione di alcune storture, in grazia desempio di quella dello» Zucchero candito, che il Porporato desume dal candore di esso , ed il Redi, rettamente, dallo Zucchero di Canditi.

» Già ella avrà vedute le lettere del Dati pubblicate nel 1825, ove molto si parla delle Etimologie del Pallavicino.

» Converrebbe procacciarsi il MS. di quest ultimo. Sarebb'esso mai in Roma appo i Gesuiti ? »

E dopo non poche sue giunte ed avvertenze delle quale ci giovammo assai utilmente, egli conchiudeva : » A que-» sta lunga tiritera clic la prego di perdonarmi in grazia della buona volontà che ho di servirla e di mostrare la mia» riconoscenza a lei non meno che agli egregi suoi colleglli , faccio fine profferendomele con ogni osservanza cc. »

Finalmente rapporteremo le parole da cui comincia il sig. abate Brambilla la sua Appendice al Saggio da noi mentovato ,e chegli soggiunse a quel suo pregevol lavoro dopo chebbe avuti in mano alcuni fascicoli del Vocabolario di Napoli .

» Mentrechè procedeva la stampa di questo Saggio , mi vennero alle mani i primi sette quaderni del Vocabolario 11 universale della lingua italiana, che si compila novellamente nella dotta città di Napoli . Da sola questa parte ar-11 fomentando la qualità di lutto il lavoro, io sicuramente asserisco, eliesso riuscirà il più compiuto vocabolario della nostra favella, che mai vedesse lItalia . Oltre alle moltissime giunte e correzioni chivi son fatte, qu esapienti com-*' pilalori ne danno il sovranissimo ajuto a imparare la proprietà delle voci e demodi, ed a prenderne gusto e sapore.

Voglio dire, ne vengono con chiarezza indicando le differenze delle parole, comunemente appellate sinonimie; e le derivazioni di quelle tanl altre, che , dondechè sia, guadagnammo. Coteste due cose vi son discorse con perspicace intelletto, e quasi direi, con insuperabile perfezione; se 1amor che ha taluno di filosofare intorno alle dette difiGe-* renze sempre con un metodo generale, e di sottilizzare troppo nel cavarne letimologie, non vi si conoscesse pure a tal fiata. »

(3) V. il N. to6dellAntologia, fascicolo di ottobre. Larticolo è del sig. Montani.

(4) Nel primo volume V indice del compilator veneziano ( sig. Bazzarini e non già Bergantini come par isbaglio èsbórso nel testo ) era separato da quello della Minerva: ora gli abbiamo riuniti.

(5) Non riuscirà discaro al Barone Ferrari ai nostri leggitori se qui faccioni palesi le considerazioni cheStille cose militari del nostro Vocabolario ei ci mandava da Parma il 22 agosto i83o ; era egli allora Maggiore di Staloìrta ggiore ed Ajutanle generale del Comando delle truppe di Parma.

» La parte militare stata sempre al disotto di tutte 1altre nellopera dei Vocabolarii di qualsisia lingua, per-" ciocché per sua naturai condizione meno le fosse dato di essere vantaggiata di spositori che avessero conoscenza delso ggeU° non unicamente nella generalità di letterati , ma nelle speciali e proprie ragioni di uomini dell arte,v enne a maggiore scadimento nel Vocabolario nostro a cagione delle straniere signorie onde non durava agllta-" fiani il proprio linguaggio militare, quale già lebbero innanzi a tutti, siccome coloro che di ogni cosa insegnatorialtrui^ furono anche primi a dettare precetti nelle arti e discipline della milìzia. valse che non mai da questacessando vi facessero dovunque cospicue prove di sapere non meno che di valore. Con armi straniere tennero stra-bere favelle, e nulla mostravano ditaliano , sebbene di genti italiane , quelle medesime schiere che presso a venti