( XVII )
)) morire. Benché 1 ’ Alighieri confessasse egli stesso , che alle volte volgca le parole a dir altro da quello che suonati» comunemente ; ad ogni modo il dar espressione di Galleggiare al verbo jiccaffare ( che propriamente significa» Dar di inatto a una cosa, Stringerla nella palma della mano, dall’ebraico capii, palma della mano ), sarebbe, con» riverenza al Tassoni, una così fatta stranezza, che lo svisceratissimo amore eh’ io porto alla Divina Commedia ,» male mi camperebbe dal non più leggerne verso , non che tirarmela tuttaquanta fuori della memoria. Oltre di ciò,a la novella interpretazione non s’ accorda al contesto. Dante vide venire su per lo scoglio un diavolo , che avea su» le spalle Martin Bottai (per questo intendono alcuni l’anziano di santa Zita; ma non rileva che fosse un altro ),» e che, giunto al lago della pece bollente , lo buttò quindi giuso. Il barattiere altuffossi , e subito emerse; ma i» demonii veggendolo sorto su , gli gridarono, che in quel lago dovevasi nuotar d’ altra foggia che ne’ fiumi del no-li slro mondo, cioè sempre sotto la pegola. E afferratolo pieni di mal talento , gli —Disser: coverto convictt che qui» balli, Sì che , se puoi , nascosamente accaflì. ■—Con le quali parole que’valenti retori dell’inferno trafiggono il cat-ti livello , traendo cagione dalla qualità delle colpe di lui, che furono per appunto nell’ accattare ; quasi gli dices-ti sero per istrazio : sta sotto, mal bestiuolo , e quivi imprigionato accaffa pure a tuo senno se ti vieti fatto, die noni> crediamo. Ironia non mollo diversa da quella clic all’entrata di Dite fu scoccala a Dante medesimo : — Sol si ritor-ti ni per la folle strada ; Provi se sa. >1
Noi temperammo con un forse la nostra opinione , dubbiosi per le medesime ragioni che or pone in campo il Si-gnor Brambilla. Non così il Tassoni che asseveratamente , ed in margine del Vocabolario e nelle sue postille a Dante ,scrisse: —Qui Accaffare è V istesso che Galleggiare. Il Caffo è l’opposto del concavo, e l’accaffare è il proprio de’ delfiniche coll’ cavo della schiena vengono al sommo dell’ acque.
Dopo questa osservazione noi non veggiatno più stranezza nel dare ad Accaffare espressione di Galleggiare, e soltanto cirimati dubbio l’animo in quale de’ due sensi T adoperasse VAlighieri. Ecco il motivo che c’ indusse a mitigare con un forse1 1 novella interpretazione. Che poi questa noti si accordi col contesto, come il eh. critico avvisa, chi ha fior di senno il decida.
» Acerbo. 4 — Aspro , fiero , crudele, bestiale, severo_ Petr. son. 6. Sol per venire al lauro, orde si coglie
» Acerbo frullo. E son. 45 . Dolce alla fine e nel principio acerba. E son. 124. Quel sempre acerbo ed onorato giorno.
« Osserv. Mi maraviglio, e quasi stupisco , che quo’ finissimi discernitori napolitani siano stati abbacinati dall’ autorità» della Crusca. Ognun vede che in questi esempi Acerbo vai Disgustoso , Che apporta dispiacere o dolore: ciò è chiaro» in tutti a tre, ma, nel terzo in ispezie , chiarissimo. Il giorno sempre acerbo e .sempre onoralo, clic lamenta il Petrarca ,
» è quello in cui egli vide il pianto della sua Venere ; c a lui sarà stato senza alcun fallo dispiacevole e doloroso;
» ma non mai aspro, fiero, crudele, bestiale, severo. Anche Enea tornando con la memoria al dì della morte del suott carissimo genitore, lo chiamò onorato ed acerbo: — Jatnqus dies, ni fallar, adest; quem setnper acerbutn, Setnper» honoratum (sic dii voluistis ) habebo —; ma cpicsli sono gli accenti di un uomo compunto di dolorosa mestizia, a
Negli esempi addotti del Petrarca basta sostituire la voce Aspro senza ricorrere «^Disgustoso o Che apporta dispiacereo dolore , spiegazione che, a chi volesse alquanto sottilizzare, noti conviene a veruno di quegli esempi. Ma senza en-trar in discettazioni nojose, a noi basta il dire a nostra difesa che non abbiamo promesso di fare pia di quel che permi si poteva: non ci si dee adunque apptorre a mancanza l’aver lasciato tal quale un paraninfo della Crusca, quandocoloro che ci precedettero operarono eziandio alla stessa guisa. Troppo abbiam fatto perchè non debba esser giusto incol-parci di quello che non facemmo.
» Acquattato. Add.da Acquattate. (N) Buon. Fier. 4. f. 12. Stando acquattato in questo abito bigio, Non sarò riguardalo,
» nè veduto.)) Il Brambilla vorrebbe che in questo esempio si spiegasse Acquattalo per Iti rivolto; ma Acquattalo in un aiòlosignifica Nascosto , ed essendosi sotto la voce Acquattale appesta la distinzione di questo significato , non accadeva farnedi qui bel nuovo. Si sa che i participii ritengono le significazioni del verbo onde nascono.
» Addimandare.... ( Att. Chiedere... ) Lat. interrogare. .. accersirc. (N) Osserv. Accersire significa Aver a sè uno, Chia~
» viario a sè , e doveva omettersi ; perciocché non consuona punto a veruno degli esempi allegali, ove Addimandare» non ha che il senso de’ verbi latini potere, postulare. »
Se il lat. accersire non consuona con veruno degli esempi allegati, conviene generalmente al verbo Addimandare checome sinonimo di Addomandare ne ha tutti i significati, e quindi anche quello di Richiedere uno per terza persona.
» Altezza. 9 — Metafi. (Sublimità, Eccellenza.) Bocc. nov. tj. 3 . Saliti all’altezza de’regni ec. (A) Osserv. Questo» esempio conviene al $. susscguen m ; perché qui esprime Dignità , Principato , e non ha da far nulla coll’ altezza dei-» V ingegno c della filosofia, n
Sta bene Sublimità , Eccellenza, poiché è appunto in opposizione del basso stalo dal quale, dice il Boccaccio , altrisono saliti all’altezza de’regni. Insignificante riuscirebbe la frase salire al principato de’regni o alla dignità de’regni,nè jùù vi sarebbe quel contrapposto che piacque al Certaldese.
» Ambasciare. N. pass, ma nel medesimo senso dell ’ ass. Sannaz. Are. Egl. 2. E i nostri col fiatar par che» s’ ambascino. »
Oltre che questa giunta 'è ne’ precedenti Vocabolarii, il vederla nel nostro poteva far restare il Signor Bram-billa dal darla come sua nell’ Appendice . Tanto più che da antichissimi tempi, per le mani del Porcacchi delBtipi e del Bergantini, pervenne tal giunta all’ Alberti.
» Annidare. 2 — N. pass. Posarsi nel nido. Cr. 9. 8y. 3 . Alcune colombe essere, che più volentieri in muro covano,
» che in cestelle s’ annidino. Dant. Par. 29. tifi. Ma tale uccel nel becchetto *’ annida. (N) Osserv. Per P amor di Dio,
» si scompagnino questi esempi! Ognun s’accorge che P Alighieri parla dell’uccello infernale, annidatosi nel eappue-” ciò della gema de’ frati predicatori ; e che quindi il detto cappuccio non è vero nido, come quello clic si forma nelle» cei>tifile; che il diavolo è alquanto differente dalle colombe; e che non si posa nel nido confesse fanno.
focah. III , q