ij ere - *
In-oa-v
1NGAVJNARE
Ut * 'or Empier di gavine. Lat. tonsillis im.»
"s*lo I 9 ' Qual cagione lo tuo volto lise iogavinato?^ lw, S"e ’.y "'", a ‘ v *' n a-to. Add. m. da lugavinare. ff. [Piagala nelleìi ^Ssga’vi ''"Fioso.]
‘ ’ ’• ifì. » t Pigliato per le gayignc , cioè pel collo.] Fr, Jac.
Imi inzampaglialo , Ingavonato in catene.
Sso in Add. ni. Rinvigorito , Ringagliardito
> ì n ' ' slaa. m, ììimh gonio , mngitguaruiiv ,
tlC\i { Q Z u Urro ' stesso che Ingarzullito:[^. basse e poco usale.
I» luti v ^ a Uiz ‘to o lngalln’zzato.] Maini, y. iy. Poiché dal cibo ,i^Urro p C ie smaglia, Si sente tutto quanto ingazzullito.
J l illr »o n t ° St0 av verb. =: In festa , hi giolito ; che anche diciamo
.fe.iiU"""'■ ■ ■ -
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si unisce co' v. Essere , Stare o sonili] jal *Crr. yoi.vpiv.v , ayxWifffù'cct. ( V. gazzarra . ) t itiaff»:t , l,J RGA ftM . 44 T Ulro slatino » ciabbattieri.
cant n‘S^ùr-ga, Ingellmtga. iV. pr.f.{Dn\ ted. enget angelo,li fri 0; àngolo del castello .)—principessa danese^ sorella ai» t sposata a Fdippa Augusto re di bianda, (Van)
N-;’ in ?®'g n ». *V/: A Z'- e c/i* Ingegno,
L 3 sua vi ^ 0 ,o non v’overasse la sua ingegna, Con*’ fe m Èva,
(V)
I ^
In
]ge-gnàc-cio.
_ „- -- d’ Ingegno. Ingegno capace
L)” a ' :e »To’ i ^ ingegno. Leoni Leti, Rerg. (Mio)
Wi'^Us s ’ o .S^gna-nién-to. [Sm.} Astuzia, Salacità , Industria.
Aia > industria. Gr. ita.mvj,ylx> vieitrrf t$uce,
C(1 lu °go a ji l' 2 ■ il- Grave lussuria arde cui ozioso truova , ma ollaJ' $. Lq Cose e all’ opera, allo ’ngegnamento c alla fatica. Albert.io ì rc * C ‘ en? ' a c ^’ ù rimossa dalla giustizia, è più avaccio da ap-t a ‘^ ;i rcQ rp IT ! 0 !"o che savere. Dicer. div. Gotali cose non temost a | Var iati n "*°t nè in questi temporali , ma nella gran città moltifct ,^ 01 e non |? nan,en tì- S'allusi. Jug. li. Era un uomo di pacifico[P 0 S4B6 , In „ battaglia, nè d’ingegnamcnto malizioso.
!% ,ìft . u fier a ° c 'o n ù“re. A. pass. AJfalicarsi coll’ ingegno e coll arte,, Adon i ingegno per fare , ottenere ec. ; Studiarsi, A-
"(tl 1 ’’ ’ r!, pù^ ars ‘ > ^ Industriarsi. Lai. studere , conari. Gr. cct'oii-?tsr dc-J f. Hocc. nov. 77 , 3g. In lui t’ingegna di metter te-l4“» «li proli , 0 Otlole ‘ Lab. < 7 . E quella , quanto puoi il più, t’in-iioj? "tenie £. ngare - Dant. Par. zi. io. S'ingegna. Indarno di riducer’* *. 2 9-94* Per apnarcr ciascun s f ingegna, e face Sue inveii*
lagrime
54 . Tenucsi fussc congiura
i di
t ? "'«"k P° 8arc - Eant- Par. zì.b ( . ".Pet». ' 2 9-04- Per apparcr ciascun s’ingegna, e face Sue in ven-
fàl ^' 11 Sien , a,ìz ' ù 1 - 5. E par ben eh’ io m’ingegni Che diì C>lp‘'Il' ^lu mie,. Dui. " , " "
Ee»K 0slr uii„ 1 ^rancia, perché il Papa s’ingegnava d’abbassarlo.is.^,?va a I „ co/f A. rA. S. Frane. ’
'«lì"' a sem,li r “• «J• m.- lauti. iS 3 . In ogni atto e modo s’in-
b-Ui. 'Ì'f 'erro ar 0 (f-risto) in farsi piccolo. (V)
G- V A C,1S0 di cosa a ' “ ’
III '
ti si tende /’ ingegno per conseguirla.
S-'ao. a <Iuello al quale per un certo istinto di volontà an-
Nf >e sll .f;rè.ra. Fem. d’Ingcgnere.Salvin.Disc.3.i5. La povertà'l'ì ('I?° r ''.(A'| ]I ar *h l’ingegnerà e la dispensatrice di tu Ite le
do ^ Ol po nf9 Eellin. Disc.z. Quelle macchine, delle quali nel teatrob,l c «i g ra „ I 10 ha voluto la Divinità ingegnerà far pompa nel con-Scì Cli ore & .1 ; l | a ' , °io. F Disc. < 2 . Vere scienze che , sempre vcghanti
■■ SS''"».'. 1 " 5 ''""' .
ministre de’ suoi voleri. E poco dopo .,,• su e "sol di lui fabbricatrice e intendente ed ìngegne-
} «ta s ;! lra di lui. (Min) Pros. Tose. 1 . 7*. La medesima natura,tiin dcn lQ tana ed ingegnerà quaggiù , che piglia P er ^ esempio0 ,Cll te i° to Suo facitore ec. E i4f Nulla imparan di nuovo, e dallatt, G! " >IÌS ,= e S n era natura con tante macchine spinti e girati sono. (N)C 1 " 0 " it ;‘ ge '§ n c-re. [Add. e sm. Fem. Ingegnerà. ] Ingegnoso ri-'"0’%’tu e di macchine, [e più spesso Chi fa professione die ma cehinei e nette milizie chi professa la scienzaK fiaccare e difendere le piazze , e quella delta castra-kH'hanM 1 creiti, o che ha la scienza e V arie di descrivereit!SL. ilC0 /aW o de’ paesi o de’ regni. — , Ingespero_, fin. } Lai.
‘Sri^aior;i e
architi
S "on)i nc " ec ^ us : Gr. àpxiTi'x.TW. Stor. Aiolf. Molto si turbò,3 jJ piovere; allora il maestro ingegnere s’atlrcltò ec.i- r "ito ,* e ine ? ece ven i*' e di Costantinopoli cinque eccellentiSi» °'^' e ccA ,c. e ^ n< r ‘i dando loro di salario trecento scudi il
''"tll ' Cecc/, S '
J’tla ji? Poi lolp 1 ' 2 ' 1 ' ^gii era ottimo semplicista, E stillatoree alclii-l» c P c ra ì j 0 ltlv « 02 io^ e ? n A r S 0 P ra mano. » tialdin. Dee■ Ingegnere in ogniJìe in 0 „ n ; macchine, ili apparati, di scene e di ogni altra
n^SEn. IH n„„-..accimie, ui apparali, ui sci.u«.
A'iil,. ], In-o e . 1 co ? a appartenente al disegno. (A)
'S 30 ^
l»Sav a l ' lfa Uur a r ! l , ì P’ ,rcb c si badino. (A)°
'V^eo 08 ", 1 B a lantrrL enz ^ 0ne - a ’ Ing< ' snere - BeìUn ’ Bucch ’ ibq.Epro-
/ Cl <ei, ’ in-ge-ffì, ' ’ ■ Flon ■ “
.Gì Mo, , fe'- gne-r.
i\f. L’arte dell'ingegnere. Tialdin. Dee.Archh ?. 0sfl ° atdehee non pure nelle tre arti di Pittura ;t "‘He sola lla ’ ma eziandio nella ingegneria. Betlin. Disc.r "se r ^i. "e manifatture dell’ ingegneria dell’ Altissimo , che
. «.ir, „„ , pitture ed ogni ingegneria. (A) (H)
in„ ’ .^"•geL n à,° f ‘ ^ e sm. Lo stesso che ] Ingegnere . F.
dim ' ^’ In g e S no - —i Ingegnuolo , sin.cA*^vo.J 1 ' 1 di ’ . c [ sm - 7». E già vi aveva ingegnetti che da’
K l«Sì ’ I >.- K r/ n T n,a bcevano il veleno. 8 b
*vo-le. Add . com. Pieno d’ingegno» Lo stesso^-49*. fcrg. (Min)
cm hi» cr fezi nn . . Acutezza d’inventare o et apprendete chec-! e efln °ì L‘Inv lrUend ‘ ment0 '* Perspicacia, Talento, Mente ,°t(a| e CCt *lent e , ge § no è acuto, angelico, alto, bizzarro , capace,SvAl't'oe! j Q biIe \ a Z V ° ’■ f? r ' , ‘do , fecondo , grosso , felice , industre ,, 1 °! pigro aVl § 10s °ì ottuso, pellegrino, penetrativo, perspi-: C2 ?a, E u “*ini c , S0 , 11 fl Ovsro ! pronto, ra<o, riflessivo, rozzo, soprumano,ÌWm,/j C ^ c UZa g, ! "> t" r do, vasto, vivace, voIgare.-Diecsi Acutezza,,tr, ’'5v|i''"l'ià d'ingegno ec.—,Ingegna, Ingeuio,«n.j£n<.
1 " r .s. Ingegno ec. è una virtù interior d’animo,
x;
INGEGNOSISSIMO 7 55
per la quale l’uomo da sè truova quello che dagli altri non ha imparato.E altrove. Ingegno chiamano gli autori Io naturale intendimento che l’uo-mo ha , e arte quella clic, ammaestra l’ uomo con regole e ammaestra-'menti. E Par.z. 2. È ingi glio quella virtù dell'anima, colla quale lo’n-telletto fa 1’ operazioni egli atti suoi; e impropriamente si dice ingegnoquello delle mani , ma deesi chiamare attitudine. Baco. nov. ig. 7. Nonti sento di si grosso ingegno , che tu non avessi in quella conosciutocose che ec. Lab. zi. Delle quali a pena le particelle estreme si pos-sono da’più sublimi ingegni comprendere. Dant. Inf. 2. 7. OMuse, oalto ingegno, or m'ajulatc. E Purg.l. 2. Per correr miglior acqua alzale vele Ornai la navicella del mio ingegno Che lascia dietro a sé mar6i crudele. Petr. son. 18. Però l’ingegno, che sua forza estima, NellVperazion tutto s’agghiaccia. Arrigh. 75. Avvegnaché i membri del corposreno neri , non gli dispregiare , ne’ quali lo ’ugegno più che la biltàvale. Lem. Ori. 2. 1. 1. Per correr maggior acqua alza le vele, Odebil navicella del mio àrgegno.» Cavale. Alt. Aposi. 108. Non dob-biamo essere si stolti che crediamo o diciamo ch’egli sia simile a nullascultura ec. fatta per mano o per ingegno d’uomo.(V) Ovid.Met.Strad.Dedalo nominatissimo per ingegno dell’arte fabbrile, ordinò lolavorio.(N)
2 — Indole, Natura. Alla tutina ingcnium.- Bocc. g. 4. 1. Tan-
credi, principe di Salerno , fu signore assai umano, c di benigno in-gegno, s’egli nell’amoroso sangue ec. non s’avesse le mani bruttate.(V)Tit. Liv. I. ». c. 33. Anco fu di mezzano ingegno perchè lisovvenìadi Romolo e di Noma la memoria. (/? testo dice medium erat iningcnium, et Numae et Romuli meinor.) (N)
3 — * Volontà. Dant. Purg. »». Venga ver noi la pace, Che noi ailessa non polem da noi, S’ella non vieti, con tutto nostro ingegno.(N)
4 — Inganno, Astuzia , Stratagemma- Lai. dolns, astus. Gr. èoVos, «-l'zvpyix. (Anche in vecchio frane, trovasi engin pet inganno, ed cit-gtgner, engeigner, engiuer per ingannare.) Bocc. nov. q8. 36. Non-dimeno dovete sapere che io non corcai nè con ingegno nè con fialided’imporre alcuna macula all’onestà ed alla chiarezza del vostro san-gue. Petr. canz. fi. 5. Che giova, Amor, tuo’ingegni ritentare?Tratl. ben viv. Sono ingegni del diavolo , per li quali egli ingannal’animo. Liv. M. E per tale ingegno fu la legge tutto l’anno gabba-ta. » Bocc. g. 3. a. 2. Nè altro ingegno nè via c’era, se non trovarmodo come egli in persona del Ite cc. potesse a lei pervenire. (V)Tratl. pece. mori.Quegli che sono maestri d'ingegni e di baratti e ihfrollamenti. (N)
2 — Onde A ingegno, posto avverb. = Ingannevolmente, Astu-tamente , [Ad arte. F. A ingegno.] Lai. data opera. Gr. ix irporolxs.M. F. 7 .8. Gt’Inghilesi , maestri di baratti, avevano mandati ca-valieri de’loro a ’ngegno , che tornassono la notte per quel cammino.Dittom. 1. 27. A ingegno prese e per forza Cartago. » ( V edizioneveneta ha '■ Prese ad ingegno 0 per forza Cartago.) (B)
5 — (Ar. Mes.) Strumento ingegnoso , Istrumento che abbia deilinge -gno , Ordigno [composto, in cui n’entrano parecchi semplici, comeruote , molle, leve, viti ec. combinate insieme per t uopo d’inalzare,di gettare e di sostenere pesi, o di produrre qualche altro conside-rabile effetto , così che si risparmi molto di tempo e di forza. In que-sto s'gn. si usa quasi sempre nel num. del più.] Lai. machina, ma-chùiameatum. Gr. fxrycp zir ,, tsrc/x'.rax. Bocc. nov. ig. i5. E con certisuoi ’ngegni apertala, chetamente nella camera usci. Ovìd. Pisi. San-za ingegno ti saranno aperti gli usci paterni. Sagg.nat.esp. 22. Nonsolamente vengono a perfettamente uguagliarsi i tempi delle vibrazio-ni , ma eziandio a correggersi in certo modo i diletti degli altri in-gegni d’esso orivolo.
1 — Quella parie delle chiavi che serve ad aprire le serrature.Fav. Esop. iz. E ’l signor del celliere cominciò ad aprir l’uscio, eal mormorio dello ’ngegno della chiave il topo della città temendodi morire , abbandonò quello della villa. Frane. Sacch. Rim .Benchésavio non sia, e le mie chiavi Non abbiali tanti ingegni. Morg. 2 J.58. Quest' ultimo parlar fu quella chiave, La qual con mille ingegniaperse il cuore A Ganellone.
3 — * Ingegni chiamami pure Que’ ferri che sì fissano sulla pia-stra d'una serratura nel luogo ove poggia la cima della chiave e ovequesta gira. (D. T.)
6 — (Milit.) [ Macchina da guerra.] Lib. Mnccab. M. Uscirono dellaciltade e alfocaron gl' ingegni, a Fit. Plut. Con tutte generazioni d'ar-madure combatteano quelli eh’ erano dentro allo ’ngegno. (N)
7 — * (Med.) In un senso generale prendesi per Qualunque cosa ado-perata a guarire , che dicesi anche Argomento. Cant. Cam. 85. Al>biam certe medicine, Lime e ingegni da curare Natte , nei , scrofe egavine. (Se pur qui non è nieluf. ) (N)
8 — (Comm.) Industria mercantile , Il mercantare. Lat, mercaturaindustria , mcrcatio. Gr. svvopia. Pros. Fior. P. 4■ rof 3. pag. 6.Dicono che e’ tiene gran corte , con molti paggi e cavalli , e spendel'anno in sua casa meglio di scudi cinque mila; e’snoi negozii sonoingegni di zuccheri. (N. S.)
Ingegnosa , In-ge-gnó-sa. [A/i] Cosi in gergo ti dice la chiave. Cr.aìlav. Gergo .
Ingegnosamente , In-ge-gno-sa-mén-te. Avv. Con ingegno. —•, Jngenio-samente , sin. Lat. ingcniose , acute. Gr. , tìi-iJs|Lf«. Fdoa. ».
57. Noi ingegnosamente gliele sottraemmo, sicché noi volgemmo i suoipassi alle nostre case, Fit. SS. Pad. Ringranziòa Iddio e san Mac-cario , che così Ingegnosamente l’avea fatta liinoAniera. Gal. Sist.28.Voi ec. molto ingegnosamente conducete Aristotile al medesimo incon-veniente.
Ingegnosissimasiente, In-ge-gno-sis-si-ma-roén-te. [Avv.] superi, d log"-gnosamente. f’arch. Ercol. 326. Come fece quel nuovo pesce, chescrisse ingegnosissimumentc in lingua pedantesca.
Ingegnosissimo , Iu-gc-gm sìs-si-mo. [Add. m.] superi. S in
Ingeniosissuno , sin. Lai. maxime ingeniosiis. Bui Ella ebbe Deano,il quale era ingegnosissimo. Ciro. Geli. 5. 114• P ;,rla P ,ir 8,ci,ra '
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