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Pone
IKVEZIOJNfi
In-vc-sì-ó-ne. [Sfi F,A.F. e di* Invettiva.] But. lnf.2^.2.Usa iuvfzione, ovvero fsdamazioiic, couU'a la patria. E 33 .
^^Ur 6 r U01 ' C illvt - >zi °uc contra Pisa .
S|,t ' s ccre */’~ V ^ S " r ^’ lc ' P asSt ^ -D y* e D’Avvezzare. Lat. as-cila f 0 jj- r ’ Emnc. Barò. i 30 . 5 . Tanto s* invezza il folle
>3 ^(itt l // V ■’ s P‘ ata sna via , Nel più sicuro picciolprun Io piglia,s alla n J?: ™b.cliuto dall' Ubaldini nella 2 \n>. Tanto salvezza la gattaKv, W ft TQ , 0 Y» P«dc la grafìa. (V)
^khif ■ ln ~ Vl 'a-ir.én-to. [ Sm. Il mettere in via , L* indirizzare, Il9 *H /’ e per trastato,} Avviamento, Indirizzo o Indirizzamento al>V ^ i J u Hvgozio o affare . Lat. direct io. Or: iv&vcopicc. Cron.^ v ‘«tiUcri r ^l c ‘Ue in Firenze quindici o venti anni , prima avessei^ e tluve " r 11110 1 ° inasàcr ^ a * E 25 ^. Seguitò il settimo ( danno ),,°Ho c *. prendono ammaestramento e inYÌamento-e ogni
F 0s l,,ne dal padre , noi rimanemmo ganza capo e sanza guida.Pìfllia^ ,f * ^dlequattrocento uomini da cavallo ec. venieno per^'iKo a 1I1 'j I£i,15o, d° di loro mestiere. Tratt. Oiamb. Per dare invia-I pi. C0 or ? c * ie son più savii di me , di compiere e di ammendareL V, * R tE * P 1 . 0 rweno per me fosse detto.
V,AllE [, ln : vi 'àn*te. Purt. d* Inviare. Che invia. F. di reg. ( 0 )
^ Vl ' a ' r , c - Au. Mettere in vìa, Indirizzare , Mandare. Lat .àlb'^* 7ra ^ 7rfit '* Bocc. nov. gg. 11. Avvisando d’essere al mi-* elr ‘ *>/| W /v° ! nvut ‘? con messer Torello alle sue case pei vennero.
ni' a c | quanto richiamando più J’invìo Perla scema strada,
V Sn Un 0 Cf l * ^ ^ a donna che colui , che a te ne ’nvia, Spessoi/^chio j 1 ia grimaudo, desta. Dani. In fi 9• log. Confi’ fu’dentro,
J Ufj* Jo Uoiai o invio, E veggio ad ogni man grande campagna. E1() iiivì a .' ne Ameranno agli aiti gradi. Cas. teU. 6. Io
signor Annibale Itucellai al Re Cristianissimo.» ( JSelDi, ” 1 ? 1 ? Pctr. I* ediz. di Cornino legge Envio. A r .Enviare.)(N)Y ,v iar salute per Salutare. Ta&s. Ger . 18. 5 /. Al Signor^ d j C{ ' a scritto ) Invia salute il Capitan d’ Egitto. (N)
io}' Educare , Istradare.] Cron. Murell. 255 . Se i’ho fi-^ *nyi a ?. voglio potere allevare, .io voglio vedergli uomini,i'yo-
cì,^' P«.!S r» Coric Sgi-‘rgli a mio senno.
5 tSc F , (|u '. Avviarsi, Indirizzarsi, Incamminarsi.] Pctr. canz. g. 1.f * Parti °i r s ' n via Per partirsi da noi l’eterna luce.
( ] l| ’ n ) A||,j 0t * °perare checchessia seguendo altrui. G. P~. i. 35 . Ma-li' ■ “la all' 0 apparecchiati di fornimenti e di maestri .. vennero
6 ^ v >»iin 0 J’ ■'..‘i'Ilacte che Cesare edificava, e inviandosi con Cesare sif " P e 0 ,i ', Cai ' u * n questo modo.(/,n Cr. legge invidiandosi.)(Pr)
7 \rvJ' U ' e accompagnature. Pacar, g. 0. n. 1. La fanciulla ec.
« 'inviar, U ' la cit,;V - (V)
fon 0 , fioco' a" ca,nm ‘ no = Pigliarlo , Mettersi in quello. Modoliivn Ci| omih, . 1 f 4 2 - Acciò eh’ io vegga il viso, Per cui veder° ’ Lt-vi-à 7 l ‘ 1VÌ °' ^ Br )
3 . . ' l0 - Add. m. da Inviare. Indirizzato , Mandato, lìed.
conte Giovai! Teotilo Plater, cavaliere inviato da
ili i
3 ' n,c illustriss. al serenissimo Gran Duca, ricevo umams-
Ti,di:
“un,;
ed
esri r,zznt0 ! [Instrnito.] Bocc. g. 4 . p. 6. Ricco, c benesu' l''ìi _,* cl ' tQ llelle cose. Cron. Mordi. 235 . Bartolomineo,aven-/? i'' i „ ,' lle a vcte mi eeal e <L, i /. ,C5to onore.
lut ... !
i.>;
, . -.•*"p'sràndi~è inviati) faceva poca
, «ui». ■ | " > ciiiue avete inteso innanzi , e y ...
1 questo onore. . 0 danna Repnhbhca
sm.Persona inviata da .. m0 nto.C^"*Andiasciadoru)
Lit-ata °'E not 'a a cagion di negozio o di coU> P .. T , al , a le viene a lang 11 ° tli'-cfnéwv.Red.lett.i. 9 • p lica mio signore.
,uli 'iss. sig. Inviato del serenissimo fe l ,- n rm , L/te
Pu-vi-a-tó-rc. Perl. ni. d’ Inviare- c , ,, f c ^ c cristiana, c, : Pii. S. Gir. 122. Io fui precursore dell .
)' v '*iii,cr Vi viat . 0l ' c dei popoio Gentile. . V. ^ ir eg-(S )
V 1 "'’ l r a | ri-ce. Perb.f. rf’Inviare. Che j^i a . Lo slesso che, hiviu ’ iu-vi-iU-n-te. Parti d’iuvidcrc. Che
*¥• F - -R«o Inceli, 'io. Btrg. {f (U cui non trova.»
Us «(u cì ^‘VÌ'dtM’e. JY. ass. Vf - verbo J ' • . j nv idiarc.
, P'tir 5 le d participio c il gerundio. Lo stf (O)
V, u \7- Crudele-amore al mìo stato inveendo- U ) ^un 6e ;/-yì-di-a rnr> "
Jì'U
J e/, e
C h
hi Iphidl,
i,, t a * Dispiacere eli altri, che tu non ami , si godanon hai. È una degenerazione della emulazione; eL,.: •_ _ V _ ■ •_;/o.aa.,.,r/rv nove,'
virtuoso il primo, vizioso il secondo, stassiPartecipa dell' uno e dell’ altro. Astio, Livore, Livi-
‘/'testi affetti,
de**' 1 Che parte ‘ -, . hiosa , maligna,cieca,pes-
S ’ ^astiarne ,,lo ec. V Invidia e vile, ®l ata cc.-,I“, v ^S ia >
p ^ra, amara, trista, infame, torva, p J | » % p. 0 ’nvidia c dolore'iellah ■^■ sl ' o 0 Lal.inviilia. Gr. (fS-óros .Allert. j utililadi.^'d-/’*/?
•^a., '“vveiitur;,,^ allrni, ovvero dolore de ‘, clUlu per' a i‘* ic ' ta
«Uri dentro nata '; l ' l ' f ,1, “°chfò incontra alla ca-
'>là ii. 1 . La ’nvidia e Iredda, V u = - idjia ì cioè ma-
''ì"alrio ° flcddo fa '’«omo lìvido, h a PJ >,e . i; n ,' 0 'vrde il bene al f"°»itì.i 0 1 0 conlrawcdcrc, imperocché lo nv t , j d - ta odio del-
r,, no '\ v orrehhe vedergliele mente d’alcuno
>ata .> ‘. f '. ta s o vogliamo dell’altrui ichc'.a ntu ^ alc disi;
baia. E altrove : Invidia e volontà, suo / Il)V jdw e
tsscr senza li suoi beni. D r uJ f - ^ e *uÓ u ì Ou/si. Ld° s /1 • ' s '- TV cl ! c lla i a mente umana de hein . senza uti-
ì 1 ^ dtU n V » ldia ® dolore deila felicità e ben del \ con tvadio
S ■ nvid >ante. Fior. Pirt. A. M- Invidia eSe - U dell’ --
un vidiàtore 83 7
gliono i savii dire, die sola la miseria è senza invidia nelle cose presenti.Dani. Jnf 1. m. Là onde invidia prima dipartila. Peti-, son. i'jn.O invidia , nemica di virtute. Fr. Jac. Cess. Invidia si è un doloredeli’ anima , il quale nasce dall’altrui utililade. Cavale. Discipl. spir.La ’uvidia è pessimo di tutti i vizii, peiciocché non ha nè modoné fine, anzi quanto più quegli, a cui s’ha invidia , mègliora, tantopiù s’ accende. Cose. S. Beni. La ’nvidia è tignuola dell’ animo , laquale si mangia il senno e ’l sentimento , e arde il petto, trafigge lamente , e pasce il cuor dell’ nomo , divora tutti i beni con ardor pe-stifero. » Pit.S.Gio. Bai. 236 . Pareva una cotale cortese invidia.(V)
a — Avere invidia = Invidiare. P. Avere invidia. » Pii. US.Pad. 1. 215 . Procede per sola impugnazione del nimico, il quale hainvidia al desiderio e allo studio nostro di castitade. (V)
3 —; [Portare invidia "Invidiare.'] Bocc. Lett. Piti. Boss. 282. Madove si vegga solo a’notabili uomini esser invidia portata. » Albert,cap. 33 . Gl invidiosi portano invidia a’ buoni, e di loro tali cosesospecciano , clienti egli far sogliono. (N)
4 * Odio. Pii. £iS. Pad. 1. 5 i. IYon era ec. Antonio aspro ec.ma tutto giocondo, e affabile e grazioso, e discreto ec. sicché nullogli aveva invidia , e ogni uomo gli aveva amore. {Non si faceva malvolere a niuno.) (V 7
5 — * Per estens. Odio legittimo contra l’ingiustizia e la super-bia altrui, nel qual caso dicesi meglio Indignazione. Tit. Liv. I. 1.c. 3 g. Ma del sangue de’Re di Roma esci esempio di tragedia: acciòche per la invidia de’ regi il popolo di Roma venisse piu tosto a li-bertà. E l. 2. c. 20. Poi tolte via le legioni de’campì romani, si diceche’l fu fatto morire per invidia di questa cosa. (N)
2 — (Bot.) Indivia, erba nota. [ Idiotismo fiorentino da fuggirsi.] Lat.intubus sativus. Lasc. Spir. 1. 1. E per istasera comperare due cestid’invidia. Cant. Cam. Pool. Oli. 58 . Nasce lappola, invidia, o qual-che pruno Che guasta tutto l’ orto- E 70. Invidia da lcgnaja c na-turale Vendiam, tenera , bianca, fresca e bella. Buon. Eier. 4.1.11.Cipolle, ramolacci , e invidia acerba.
3 — * (Mit.) I Greci ne 'avean fatto un Dio , perchè Phlhonos è ma-scolino. I Romani ne fecero una dea , figliuola della Nolte. Il suonome latino Invidia significa Colei che non vede dibuonocchio. (Dain che talvolta indica contrarietà , e da video veggo.) (Mit)
4 — * (Icon.) Pecchia spettro femminino col caper cinto di serpenti,gli occhi foschi ed incavati, livido colore, orribile magrezza, serpinelle mani, ed uno che le rode il cuore : talora ha al fianco un’idradi sette leste, talora ha in mano un cuore e lo va lacerando , alfianco un cane. D’ordinario guida la Calunnia. (Mit)
Invidiabile , In-vi-dià-bi-le. Add. coni . Da essere invidiato. Lai. invi-dendus. Gr. ìfXwTÓs. Piv. Disc. Arn. 55 . Delizie invero sulle portedella stessa città dominante invidiabili da ogni monarca. » .Segncr.Mann. Apr. 7. 2. Questa gloria cc. li rende invidiabile agli angelicattivi , venerabile ai buoni. (V')
Invidiaste, In-vi-di-àn-te. [Part. d’ Invidiare.] Che invidia. —, Invidcnfc,sin. Lat. invidens , invidus. Gr. 0 , fòovtpós.Amm.Anr. 2g. 2.6.
Come è grande il popolo de’ maravigliatiti, cosi è grande quello drgl’in-vidianti. Capi-, Boll. 7. i 58 . Nascendo la invidia dalla mala intenzionedell’invidiarne , c l'odio da qualche colpa che è nella cosa odiata. E161. Che la cagione dell’invidia, o per meglio dire, la colpa, è nelloinvidiatile , e nasce in lui dalla mala natura sna. Tac. JDav. Perd.eloq. 4 o 5 . Qual arte è più sicura , clic sempre difendere amici,, aiu-tare stranieri , salvare pericolanti, impaurire invidiatiti e niniici ?
Invidiare, Iu-vi-di-à-re.CadHj^aejie invidia, [Portare invidia, Struggersidi dispiacere dell’altrui bene. —,Itivcggiarc, Invidere, sin.] Lai. invi-dere. Gr-. QDorsiv. G.P. f'■ 20.6. Invidiavano i suoi filici avvenimenti.
a _ [Talvolta si prende anche in buona parte, per Desiderare un bene
simile a quello di che altri gode, senza provarne dolore .] Peli -, son.i2g. Quanto v’invidio gli atti onesti e cari! E 160. Ambrosia c net-tar non invidio a Giove. .,
3 — Scemare, Togliere e simili. Dant.lnf.26.24 . .E piu l’ingegno alfre-'no, che non soglio , Perchè non corra , che virtù noi guidi ; Sì che,se stella buona 0 miglior cosa M’ ha dato ’l ben , eh io stesso noim’inyidi. {Cioè non io tolga a me, come se me i’ invidiassi. E faselatina. Orazio dice che il poeta invidet orco le belle opere degli croi,togliendole alla dimenticanza.) (V) 'Pass. Ger. j.i 5 .Sejapn t’ invidii
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;• amore .
«lira a
<jd è in due maniere : 1’ una
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. .. . . _ _ .. dolersi del
'"'■idi, 7 ’ ■ecoiidrT' a rallp «*' ars i del male altrui. Coni . Purg. 16.««'ile i ® b'islizia _ g°st ln °, dolore dell’altrui felicità. E appresso:
(ì'dia , r. ov CR | iente dagli altrui beni. E appresso: Ha ellaIdi.. : Ani umidendo _ ■ rr - - • .. -
ri , "ì
d dla
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edere li beni altrui.
--.«eucio , quasi non possa v ., ral .; 0 il male3- Ninna Virtù è, che non: *]£«“““ ° a .Perchè
‘baniVu e s °'° la lmseria è 8enza mvld !f 4 f C ro che so-
ulaiacnte posso comprendere , quell" e!!
Tutti sossopra ha volti ec. Bentiv. Teb. lib. 1 ■ Perchè d’Argo a meinvidie il bel soggiorno? E ivi: Di placida quiete un sol momentoInvidiate a voi stessi e un breve senso. E lib. 3 . Sdegnoso e mestoChe gl’invidiasse il Fato orrevol morte. (Hi)
4 — lN. ass. nel primo sign .] jTant.Par. ij.gj. Non vo' però eh’a’tuo’vicini invidie , Posciacché s’infutura la tua vita.
5 — [E n. pass.] G.P. 1. 38 . 2. E invidiandosi con Cesare,si diviserolo edificare ili questo modo. » {Le migliori ediz. leggono inviandosi.P. Inviare , <j. 4.) (N)
6 —*E nel sigiiif. del §. 2. S'egner. Mann.Ag. 1 5 . 4 - Udì per essi { donicelesti) lodarsi’da Elisabetta , c quasi invidiarsi, ( V')
Invidiatissimo, Iii-vi-dia-tìs-si-mo. [Add. ai.] superi, ri Invidialo. Lai.invidiosissimus. Segn. Prcd. 12. 1. Invidiatissimo dovette egli esser,didi’ io , perciocché ec.
Invidiato, In-vi-di-à-to. Add. ni. da Invidiare . Lat. invisus. C/’./AunjS'sis,Buon. Eier. 3 . 4 • 2 • Invidiose, invidiate, Secondoché ì favori E’l pa-gar della fiera Ila girato per questa, O corso ben per quella.
2 — Ed in forza di sia. Amm. ani. 2g. 1. 6. Tanti ha P invidiosotormentatori di giusta pena, quanti lo invidiato ha lodatori.
Invidiatore , In-vi-dia-tó-re. [Perb. m. di Invidiare. ! Che invidia.Lat ..invidus. Gr. ìidfòcm. G- P. 12. 108. 9. Nienti meno la faccia dei