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noi snppfcv rguarire. (V)
■ 4 — [Salsi per Se lo sa ; Sassi per Si sa. esano composizioni divoci tuttora permesse.'] Dani. Pterg. 5. i3ò. Salsi colui clic innanrl-laia pria , Disposando , in’ avea colla sua gemma. li 3». 90. Salsicolei che la ragion mi porse. E 3i.3p.N011 fora meu nota Da colpatua , da tal giudice sassi.
1 Conoscere, Aver cognizione. Onde i modi de' 55-3 < e 3z. Cecch.Dissim. i. 1. Io non so grandezza, colla quale facessi baratto. Dil.S.S.Pud. 2,3. li domandogli, se sapevano questo diserto, dove questi servidi Dio abitavano : al quale tutti rispuosono, che di ciò nulla non sa-pevano. E 2.292.Dimandarono se in quella villa fosse nullo forcaticiocc. con due suoi figlinoli i c. e rispondendo egli, che non gli visapeva cc.(non sapea che vi /ùssero.) Tue. Dav. Ann. i5. 190. Sapendo la volu-bil gente che ella è a’pericoli tarda, vedendo il bello, traditore. (V)— * Conoscere per esperienza, detto di cosa inanimala. Daut.Pun3o. Quando q settentrion del primo cielo , Clic nè occaso mai seppeuè orto , Nè ri’ altra nebbia che di colpa velo cc. ( Non sa che siaoccaso , non è soggetto ad occaso.) ( V)
Provarsi, Trovar via, Tentare, Prorcurarc , Veder modo cc.Star. Bari . -;3. Aiacbino disse , che amabilmente e con dolci parolesapesse se egli lo potesse convertire. Vil. S. M. Madd. y/j. ltaccor-dossi eh’ ella s’aveva messo allato un bossoletto di prezioso unguentoJu sera , quando ondarono a sapere se lo potcssono adoperare in lui.Ji appresso : Venite, Angeli santi , e sappiate se potete riconoscereJn faccia (1<1 nostio Re (Ci isto crocifisso ,) Foce. g, 3 • nov. 1 . Scippise egli sa lavorare (fa di sapere), ed ingegnati di ritenercelo. E7. n. 6. Io ti porrò a casa tua sano c salvo j e tu poi sappi far cer-care quello clic con lui hai a fare, (proccum, vedi modo.) Vii. SS.
I ad. 2. 25. Andate a lui, e sappiate come sta ( informatevi.) Frane .ò aceti, nov. 11. Vattene al Vescovo, e di’cc-, e sappi quello clic tivuol dire ( odi , senti.) (V)
— Oleosi Sai, ed è modo ironico di rimproverare altrui o tardanzao sciocchezza 0 altro . Lasc. Gelos. 6. 3. Quante volte gli dissi cheegli stesse alla posta c in orecchi ! E sai che io non gli ho dato l’ agio{cioè, eppure gli ho ben dato tutto il tempo c l’agio.) (V)
— [ Dicesi Sai clic è , Sai corri’ è, e sono forme di slil familiare ,usate cqW interrogativo e quasi per riempimento 0 conchiusione didiscorso.'] Foce. nov. 77. ig. Ma sai che è? portatelo in pace, chequello che stanotte non è potuto essere, sarà un’ altra volta. » Pecor.gy 4. n. 1. Disse M. Ansaldo , quando ebbe inteso tolto: Sai come,Giannetto? Non li dare punto di maninconia ; poich’io t’ho riavuto,io son contento. (V)
7 — Dtcesi Sai quel che fai ? cioè che dei fare ? E dicesi quando sivuol fare avvertito uno della cosa che gli si vuol comandare. Lasc.Gelos, 4. 4> Ma sai quel che tu fai ?
8 — Dtcesi Sappi, e posto cosi assolutamente senza altro caso, signi -fica Veramente , Al certo , Per mia fede. Foce. nov. 8. 3. Sappi, chisarebbe stato sì stollo che avesse creduto che in Mugnone si dovessetrovare una cosi virtuosa pietra altri che noi? (A) (N)
0 — Diccsi Sapere alcuna cosa di buon luogo e vale Averne certa echiara notizia.Fir. Din. prol. Questa sera si fa la scritta , ed io loso di buon luogo.
10 —* Diccsi Saper chiedere o simile alcuna cosa e vale Volerla ra-gionevolmente. Pecor. Nov . Che qualunque maestro volesse torre aconciare il detto campanile, venisse a lui, e ch’egli avrebbe que’da-nari ch’egli sapesse chiedere e domandare. (A)
11 — * Dicesi Saperne poca e vale Saper poche cose del proprio me-stiere , Non saper mezze le messe. Salvia. Disc. Acc. 3. 206. Ve-dendo un giuocatore di braccia , o lottatore , che ne sapeva poca ,fare il medico , Perchè questo ? disse 5 forse il fai per battere a terracoloro che una velia ti viusero. (Pe)
12 — * Dtcesi Saperne un punto più d’nn altro e vale Essere piu a-stato di quello. V. Punto , 5-3/. (N)
13 —* Dicesi Sapersela o simile e vale Saper il fallo suo , Esser ac-corto. Amhr. Cof 4. 2, Egli ha cera d’unni pratico e d’un che sela sappia h ne. (V) Vardi. Evcol. 1. i4 2. Quando alcuno, per esserpratico del mondo , non è uomo da essere aggirato nò fatto fare, sidice : egli se le sa , cc. (N)
i/j. —* Dicesi Dare a sapere = Far conoscere, Manifestare, V . Darea sapere. (N)
i5 — Di cesi Dovete sapere, Dobbiamo sapere, e sono frasi dello sulfamiliare , con cui &' introduce qualche parte del discorso , e. per lopiù una narrazione o dichiarazione. Cavale.Specoli. Cr. 4‘ Veggiamoadunque come questo modo fu più convenevole c più efficace , cheninno apro modo. Dobbiamo sapere , come dice santo Anseimo, cheIddio fece 1’ uomo per dargli beatitudine perfetta. (P)
10 —^ Dicesi Far sapere per Riferire, Annunziare , Informare. Dnnt.lpf. 10. E s’io fui dianzi alia risposta muto , Fate saper che il feiperchè pensava ec. (P)
17 — [Dicesi Esser saputo, et una novella o simile , quando è sparsain modo che tutti la conoscano .] Lat,. rescirc. Gr. (xtx.v§ccvuv. Foco,nov. 3 g. 11. La mattina seguente fu saputo per tutta la contrada comequesta cosa era stala.
18 Dicesi Esser saputo , m signifìc. pass, e vale Esser nominato,lodato o riputato savio. Pass.3z3, Sono alcuni altri, che voglio» sapereper esser saputi, cioè per esser coguosciuti e tenuti snvii.Cavale.Frutt.ling. Sono alcuni che studiano per sapere, e questo studio è curiosità ;alcuni per esser sapuli, cioè nominati e laudati, e quesla è vanità.
19 — * Dicesi Mettersi a sapere e. vale Melici si a cercare , Spiare ,Rintracciare. V . Mettersi a sapere. (N)
20 — Dicesi Venire a noli si sapere alcuna cosa e vale Venire in dimenli-canza.Fovgh.F csc.F10r.4g*. Ec cose intanto si imitano, omancano, ecosì vengono per difetto di se*.” timi a non si sapore. (V)
SAPERE
2T — Dicasi Ei sa molto , Io so molto, Che so io? Che sai tu?e sonomaniere particolari del popolo [fiorentino e romano ], che vogliono :Io noti so, Ei non sa. Lat. bene uovit, sat scio, qui sciain ? nescio.[V. Molto noe. 1 2.] Rocc. nov. 10.g. Che so io, madonna, se nello
eleggere degli amanti voi vi faceste il simigliantc ? Fir. Lue . 5. 3. Eisa molto dove s’ è colui.» Borgh. Fìr.lib. 330. Cavillar ch’ci fusse su-breptizìo, e finalmente (che so io?) negar che 1 ’avesse mai fatto.(V)
22 —* D'.cesi Non so, Non so clic , Non so a chi, Non so cui, Non socome , Non so donde, Non so quando Non so dove, Non sose, ec.V * Non so. (A)
23 — [ Dicesi in forza di nome , Un non so che, Un non sapea cheper Un certo che, Alcuna cosa d’indiai nto cc. V. Non so , §. 5.3Dani. Plug. 2. 23. Poi d’ ogni parte ad esso m’ apparìo U11 non sa-pea che bianco.
2 t — Dicesi Se tu sai, soggiunto a modo di confermazione all' ante-cederne detto ; v. g. Fa, se tu sai; Fate pur, se sapete ec.\ vale lostesso che Quanto tu puoi, Per quanC e dalla vostra parte dal cautovostro. Lai. quautum vis. Foco. nov. 7 g. 21. Sic pur infermo, se tusai, clic mai di mio mestiere io non ti torrò un denajo.
25 — Dicesi Sapere a mente e vale Avere impresta alcuna cosa nellamemoria in maniera che si possa ridire, fmt. memoria tenere. Or.'}rccpoc.xa.Tsx i siv rfj pvèp'/i. [ V. Mente , § 32.] Foce. nov. 7 0. 10. Si fuuno , il qual pareva che tutti i miei peccati sapesse a mente. Gas.lett. 5i. Manderò i sonetti con le prime , che il libro è a Murano ,e io non gli so bene a mente.
2 — * Usato anche fuor di materia discorsiva , vale Averla cosacome presente. Domenich. Ist. Glov. Uh. 25. Essendo egli pratico de’boschi e de’ tragetti , sapeva a mente le strade e sentieri, i qualisono per Terra di Lavoro. (N)
— appena dir pappa * o simile — Cominciar appena a parlare. V*Pappa , 5. 2. (N)
27 — bene = Esser gradito. [ E così Saper meglio , Saper miglioreper Esser più grato.] Lai. piacere. Gr. àpsVxsw. Cav. lett. 1. 100.Al ritorno ci sapranno meglio le nostre camere e i nostri Jeltini.
28 — buono , [ di buono] ~ Aver buon odore ; e fìg. Parer buono.{V. Buono sm. §. i3. E così il suo contrario. V. §. 54 -] Lat. piacere,pcrplaccrc Gr. apì<rxeip. Fr.Giord. Pred.S. Nondimeno sono dell’ani-ma, che gii ama c vuole , e salinole buoni. Cant. Cam. 2ji. Ildolce uostro suono Vi saprà tanto buono , Che non ci parrà invanoesser venuti.» Guitt. lett. 1. 4' Ma su tutto il ben loro non sa I01’quasi buono , sa loro lo inai si grave , che catuna cosa di noja parT uccida . unde ben scuton poco , c male assai ; che a picciulettouomo bene piccini sagrando , e male grande quasi niente. (V)
2 — E vale anche Aver buon sapore. Fior. S. Frane. 55. La veraastincrizia è temperarsi da quelle cose clic sanil i buone alla bocca.(V)
29 — che w' è di una cosA*=ò'a/;mn? quel che se ne pub sapere. (À)
3 0 — che si dire , che musi , che si f a i\ B * zzz. A vai ' presa la sua riso-luzione , Essere diliùevato. E cosi il suo contrario. V. 53 .Salv,Avveri. 1.2.12. Onde ben seppe clic dirsi Dante , quando nel cantodecimo di 11 Infèrno indusse Farinata a dirgli quelle parole. (V)
di di geometria, di gra.matica e simili=zEsser dotto in quelle scien-2-fi , o facoltà.
2 — E così dicesi Saper delle cose del mondo o Saper del mondo,Saper d’ arme ec. Foce. g. 7. n. 2. Tu, che se’ uomo , e vai attorno,fi dovresti sapere delle cose del mondo, hai venduto un doglio cinipepglìati , il quale io femminella ec. l’ho venduto sette. (V) Ar. Fui %35. 35. Possa io trovare un eh’a colui regista, E sappia tanto d’ar-mt‘ 0 di. battaglia, Clic ’l fiume e’l ponte al Pagan poco vaglia. (Pe)Dant.Purg. o*. Del mondo seppi, fi quel valore amai AI quale haor ciascun disteso l’arco. ( 13 r)
32 — ni lettera, LETTERA* Essere addoitcinato, Sapere scrivere ,o anche Saper di latino ec. V. Lettera ,§. 4 ì 5 e 6. Buon. Tane.1.1. Be si tu sa’di lettera. E Salviti . Atmot. ivi . Fe sì, cioè Bensi. Tu sa* di lettera , cioè di latino, di grammatica, di letteratura. (N)
33 — di ti uno “ Esser dotto assolutamente. Modo busso.
Sq — di trucido : * Detto della carne , quando vicina a putrefarsiacquista cattivo odore. V. Mucido , §. j. (N)
35 — Di muffa* 1= Malfa ve , e fìg. Parer molesto, Tornar dispiace -vale. Pule. Ctriff. Calv. 49 • (ediz. dell’ A uditi. ) Chi gli dà certisorgozzoni strani , Chi per la gola talvolta lo cinlla : Tanto che ’lcacio li saprà di inulta. (Gli parrà molto molesto.) (Po)
35 — dire.* Dicesi Ti so dire , Vi so dire , e sono modi di asseve-rare. Dicesi anche Non saper che si dire 0 simili. V. C. 53 c Vi Di-re §. 33. (N)
37 — d’uso o uno * = Sapere che sia di lui. V. Uno. (A)
38 — fare , si dice deli'Usar modi industriosi per arrivare vi suoi fini»
[E così il suo contrario. V. §. 53.] Lai . calUdìtatc uti , callidui»esse, astu contendere. Gr. itocvovpyùv. Seti. Fen. Varch, 2. 28. Coluinon è pari a me nè di virtù , nè di meriti, ma ha saputo fare.
3 q — fare il suo conto , * fg. ~Operare con ogni avvedutezza-.^ A)
40 — grado di checchessia —Averne obbligazione, [E così il suo con-trario. V. §. 65 e V, Grado, §. 8,] Lat. habere gratiam. Gr. uh?**X^piv. Seti. Fen. Varch. 2. 5. Cosi ci sa migliore il dono , e nesapremo maggior grado, quanto meno ne saremo stati in pendoni*’»
2 —*R Saper grado a’bi 1 ri zzz Andar debitore agente vile , ° ^mala natura . Car. Leu. ined. 1. uj. Se non basta quello che s’è fattoper lui fino a ora , ricorrete da mia parte al favore di Mosignore >ch’io non ne voglio saper grado a’birri. (N)
41 —l’ intrinseco*:^ Sapeve che cosa voglia farsi. ^.Intrinseco,
42 — male , reo e situili e Saperne male ec. = Pavere strano , p l ~spiacene. .Reo add. J. 10 .] Lat. displicerc. Gr. atvxpipKsiv.s> Efftìg. Rice. 1- 45. Ija dolce madre mia .. . .Per l’acerbo dolor c ^ 1 'venne tale, Che a tutta Spagna uè sapeva male.(B) Benv . Celi.
t. 2. />. 2o 3. À noi ha sapulo grandemente male c’è parso che ( l uC '‘