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[Vol. VI. - Vol. VII.]
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SAPERE

Star. Bari . y. Da questa ftrfta lo rappo troppo bene

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noi snppfcv rguarire. (V)

4 [Salsi per Se lo sa ; Sassi per Si sa. esano composizioni divoci tuttora permesse.'] Dani. Pterg. 5. i3ò. Salsi colui clic innanrl-laia pria , Disposando , in avea colla sua gemma. li 3». 90. Salsicolei che la ragion mi porse. E 3i.3p.N011 fora meu nota Da colpatua , da tal giudice sassi.

1 Conoscere, Aver cognizione. Onde i modi de' 55-3 < e 3z. Cecch.Dissim. i. 1. Io non so grandezza, colla quale facessi baratto. Dil.S.S.Pud. 2,3. li domandogli, se sapevano questo diserto, dove questi servidi Dio abitavano : al quale tutti rispuosono, che di ciò nulla non sa-pevano. E 2.292.Dimandarono se in quella villa fosse nullo forcaticiocc. con due suoi figlinoli i c. e rispondendo egli, che non gli visapeva cc.(non sapea che vi /ùssero.) Tue. Dav. Ann. i5. 190. Sapendo la volu-bil gente che ella è apericoli tarda, vedendo il bello, traditore. (V) * Conoscere per esperienza, detto di cosa inanimala. Daut.Pun3o. Quando q settentrion del primo cielo , Clic occaso mai seppe orto , ri altra nebbia che di colpa velo cc. ( Non sa che siaoccaso , non è soggetto ad occaso.) ( V)

Provarsi, Trovar via, Tentare, Prorcurarc , Veder modo cc.Star. Bari . -;3. Aiacbino disse , che amabilmente e con dolci parolesapesse se egli lo potesse convertire. Vil. S. M. Madd. y/j. ltaccor-dossi eh ella saveva messo allato un bossoletto di prezioso unguentoJu sera , quando ondarono a sapere se lo potcssono adoperare in lui.Ji appresso : Venite, Angeli santi , e sappiate se potete riconoscereJn faccia (1<1 nostio Re (Ci isto crocifisso ,) Foce. g, 3 nov. 1 . Scippise egli sa lavorare (fa di sapere), ed ingegnati di ritenercelo. E7. n. 6. Io ti porrò a casa tua sano c salvo j e tu poi sappi far cer-care quello clic con lui hai a fare, (proccum, vedi modo.) Vii. SS.

I ad. 2. 25. Andate a lui, e sappiate come sta ( informatevi.) Frane .ò aceti, nov. 11. Vattene al Vescovo, e dicc-, e sappi quello clic tivuol dire ( odi , senti.) (V)

Oleosi Sai, ed è modo ironico di rimproverare altrui o tardanzao sciocchezza 0 altro . Lasc. Gelos. 6. 3. Quante volte gli dissi cheegli stesse alla posta c in orecchi ! E sai che io non gli ho dato l agio{cioè, eppure gli ho ben dato tutto il tempo c lagio.) (V)

[ Dicesi Sai clic è , Sai corri è, e sono forme di slil familiare ,usate cqW interrogativo e quasi per riempimento 0 conchiusione didiscorso.'] Foce. nov. 77. ig. Ma sai che è? portatelo in pace, chequello che stanotte non è potuto essere, sarà un altra volta. » Pecor.gy 4. n. 1. Disse M. Ansaldo , quando ebbe inteso tolto: Sai come,Giannetto? Non li dare punto di maninconia ; poichio tho riavuto,io son contento. (V)

7 Dtcesi Sai quel che fai ? cioè che dei fare ? E dicesi quando sivuol fare avvertito uno della cosa che gli si vuol comandare. Lasc.Gelos, 4. 4> Ma sai quel che tu fai ?

8 Dtcesi Sappi, e posto cosi assolutamente senza altro caso, signi -fica Veramente , Al certo , Per mia fede. Foce. nov. 8. 3. Sappi, chisarebbe stato stollo che avesse creduto che in Mugnone si dovessetrovare una cosi virtuosa pietra altri che noi? (A) (N)

0 Diccsi Sapere alcuna cosa di buon luogo e vale Averne certa echiara notizia.Fir. Din. prol. Questa sera si fa la scritta , ed io loso di buon luogo.

10* Diccsi Saper chiedere o simile alcuna cosa e vale Volerla ra-gionevolmente. Pecor. Nov . Che qualunque maestro volesse torre aconciare il detto campanile, venisse a lui, e chegli avrebbe queda-nari chegli sapesse chiedere e domandare. (A)

11 * Dicesi Saperne poca e vale Saper poche cose del proprio me-stiere , Non saper mezze le messe. Salvia. Disc. Acc. 3. 206. Ve-dendo un giuocatore di braccia , o lottatore , che ne sapeva poca ,fare il medico , Perchè questo ? disse 5 forse il fai per battere a terracoloro che una velia ti viusero. (Pe)

12 * Dtcesi Saperne un punto più dnn altro e vale Essere piu a-stato di quello. V. Punto , 5-3/. (N)

13* Dicesi Sapersela o simile e vale Saper il fallo suo , Esser ac-corto. Amhr. Cof 4. 2, Egli ha cera dunni pratico e dun che sela sappia h ne. (V) Vardi. Evcol. 1. i4 2. Quando alcuno, per esserpratico del mondo , non è uomo da essere aggirato fatto fare, sidice : egli se le sa , cc. (N)

i/j.* Dicesi Dare a sapere = Far conoscere, Manifestare, V . Darea sapere. (N)

i5 Di cesi Dovete sapere, Dobbiamo sapere, e sono frasi dello sulfamiliare , con cui &' introduce qualche parte del discorso , e. per lopiù una narrazione o dichiarazione. Cavale.Specoli. Cr. 4 Veggiamoadunque come questo modo fu più convenevole c più efficace , cheninno apro modo. Dobbiamo sapere , come dice santo Anseimo, cheIddio fece 1 uomo per dargli beatitudine perfetta. (P)

10^ Dicesi Far sapere per Riferire, Annunziare , Informare. Dnnt.lpf. 10. E sio fui dianzi alia risposta muto , Fate saper che il feiperchè pensava ec. (P)

17 [Dicesi Esser saputo, et una novella o simile , quando è sparsain modo che tutti la conoscano .] Lat,. rescirc. Gr. (xtx.v§ccvuv. Foco,nov. 3 g. 11. La mattina seguente fu saputo per tutta la contrada comequesta cosa era stala.

18 Dicesi Esser saputo , m signifìc. pass, e vale Esser nominato,lodato o riputato savio. Pass.3z3, Sono alcuni altri, che voglio» sapereper esser saputi, cioè per esser coguosciuti e tenuti snvii.Cavale.Frutt.ling. Sono alcuni che studiano per sapere, e questo studio è curiosità ;alcuni per esser sapuli, cioè nominati e laudati, e quesla è vanità.

19 * Dicesi Mettersi a sapere e. vale Melici si a cercare , Spiare ,Rintracciare. V . Mettersi a sapere. (N)

20 Dicesi Venire a noli si sapere alcuna cosa e vale Venire in dimenli-canza.Fovgh.F csc.F10r.4g*. Ec cose intanto si imitano, omancano, ecosì vengono per difetto di se*. timi a non si sapore. (V)

SAPERE

2T Dicasi Ei sa molto , Io so molto, Che so io? Che sai tu?e sonomaniere particolari del popolo [fiorentino e romano ], che vogliono :Io noti so, Ei non sa. Lat. bene uovit, sat scio, qui sciain ? nescio.[V. Molto noe. 1 2.] Rocc. nov. 10.g. Che so io, madonna, se nello

eleggere degli amanti voi vi faceste il simigliantc ? Fir. Lue . 5. 3. Eisa molto dove s è colui.» Borgh. Fìr.lib. 330. Cavillar chci fusse su-breptizìo, e finalmente (che so io?) negar che 1avesse mai fatto.(V)

22* D'.cesi Non so, Non so clic , Non so a chi, Non so cui, Non socome , Non so donde, Non so quando Non so dove, Non sose, ec.V * Non so. (A)

23 [ Dicesi in forza di nome , Un non so che, Un non sapea cheper Un certo che, Alcuna cosa dindiai nto cc. V. Non so , §. 5.3Dani. Plug. 2. 23. Poi d ogni parte ad esso m apparìo U11 non sa-pea che bianco.

2 t Dicesi Se tu sai, soggiunto a modo di confermazione all' ante-cederne detto ; v. g. Fa, se tu sai; Fate pur, se sapete ec.\ vale lostesso che Quanto tu puoi, Per quanC e dalla vostra parte dal cautovostro. Lai. quautum vis. Foco. nov. 7 g. 21. Sic pur infermo, se tusai, clic mai di mio mestiere io non ti torrò un denajo.

25 Dicesi Sapere a mente e vale Avere impresta alcuna cosa nellamemoria in maniera che si possa ridire, fmt. memoria tenere. Or.'}rccpoc.xa.Tsx i siv rfj pvèp'/i. [ V. Mente , § 32.] Foce. nov. 7 0. 10. Si fuuno , il qual pareva che tutti i miei peccati sapesse a mente. Gas.lett. 5i. Manderò i sonetti con le prime , che il libro è a Murano ,e io non gli so bene a mente.

2 * Usato anche fuor di materia discorsiva , vale Averla cosacome presente. Domenich. Ist. Glov. Uh. 25. Essendo egli pratico deboschi e de tragetti , sapeva a mente le strade e sentieri, i qualisono per Terra di Lavoro. (N)

appena dir pappa * o simile Cominciar appena a parlare. V*Pappa , 5. 2. (N)

27 bene = Esser gradito. [ E così Saper meglio , Saper miglioreper Esser più grato.] Lai. piacere. Gr. àpsVxsw. Cav. lett. 1. 100.Al ritorno ci sapranno meglio le nostre camere e i nostri Jeltini.

28 buono , [ di buono] ~ Aver buon odore ; e fìg. Parer buono.{V. Buono sm. §. i3. E così il suo contrario. V. §. 54 -] Lat. piacere,pcrplaccrc Gr. apì<rxeip. Fr.Giord. Pred.S. Nondimeno sono dellani-ma, che gii ama c vuole , e salinole buoni. Cant. Cam. 2ji. Ildolce uostro suono Vi saprà tanto buono , Che non ci parrà invanoesser venuti.» Guitt. lett. 1. 4' Ma su tutto il ben loro non sa I01quasi buono , sa loro lo inai si grave , che catuna cosa di noja parT uccida . unde ben scuton poco , c male assai ; che a picciulettouomo bene piccini sagrando , e male grande quasi niente. (V)

2 E vale anche Aver buon sapore. Fior. S. Frane. 55. La veraastincrizia è temperarsi da quelle cose clic sanil i buone alla bocca.(V)

29 che w' è di una cosA*=ò'a/;mn? quel che se ne pub sapere. (À)

3 0 che si dire , che musi , che si f a i\ B * zzz. A vai ' presa la sua riso-luzione , Essere diliùevato. E cosi il suo contrario. V. 53 .Salv,Avveri. 1.2.12. Onde ben seppe clic dirsi Dante , quando nel cantodecimo di 11 Infèrno indusse Farinata a dirgli quelle parole. (V)

di di geometria, di gra.matica e simili=zEsser dotto in quelle scien-2-fi , o facoltà.

2 E così dicesi Saper delle cose del mondo o Saper del mondo,Saper d arme ec. Foce. g. 7. n. 2. Tu, che se uomo , e vai attorno,fi dovresti sapere delle cose del mondo, hai venduto un doglio cinipepglìati , il quale io femminella ec. lho venduto sette. (V) Ar. Fui %35. 35. Possa io trovare un eha colui regista, E sappia tanto dar-mt 0 di. battaglia, Clicl fiume el ponte al Pagan poco vaglia. (Pe)Dant.Purg. o*. Del mondo seppi, fi quel valore amai AI quale haor ciascun disteso larco. ( 13 r)

32 ni lettera, LETTERA* Essere addoitcinato, Sapere scrivere ,o anche Saper di latino ec. V. Lettera ,§. 4 ì 5 e 6. Buon. Tane.1.1. Be si tu sadi lettera. E Salviti . Atmot. ivi . Fe, cioè Bensi. Tu sa* di lettera , cioè di latino, di grammatica, di letteratura. (N)

33 di ti uno Esser dotto assolutamente. Modo busso.

Sq di trucido : * Detto della carne , quando vicina a putrefarsiacquista cattivo odore. V. Mucido , §. j. (N)

35 Di muffa* 1= Malfa ve , e fìg. Parer molesto, Tornar dispiace -vale. Pule. Ctriff. Calv. 49 (ediz. dell A uditi. ) Chi gli certisorgozzoni strani , Chi per la gola talvolta lo cinlla : Tanto chelcacio li saprà di inulta. (Gli parrà molto molesto.) (Po)

35 dire.* Dicesi Ti so dire , Vi so dire , e sono modi di asseve-rare. Dicesi anche Non saper che si dire 0 simili. V. C. 53 c Vi Di-re §. 33. (N)

37 duso o uno * = Sapere che sia di lui. V. Uno. (A)

38 fare , si dice deli'Usar modi industriosi per arrivare vi suoi fini»

[E così il suo contrario. V. §. 53.] Lai . calUdìtatc uti , callidui»esse, astu contendere. Gr. itocvovpyùv. Seti. Fen. Varch, 2. 28. Coluinon è pari a me di virtù , di meriti, ma ha saputo fare.

3 q fare il suo conto , * fg. ~Operare con ogni avvedutezza-.^ A)

40 grado di checchessiaAverne obbligazione, [E così il suo con-trario. V. §. 65 e V, Grado, §. 8,] Lat. habere gratiam. Gr. uh?**X^piv. Seti. Fen. Varch. 2. 5. Cosi ci sa migliore il dono , e nesapremo maggior grado, quanto meno ne saremo stati in pendoni*»

2*R Saper grado abi 1 ri zzz Andar debitore agente vile , ° ^mala natura . Car. Leu. ined. 1. uj. Se non basta quello che sè fattoper lui fino a ora , ricorrete da mia parte al favore di Mosignore >chio non ne voglio saper grado abirri. (N)

41l intrinseco*:^ Sapeve che cosa voglia farsi. ^.Intrinseco,

42 male , reo e situili e Saperne male ec. = Pavere strano , p l ~spiacene. .Reo add. J. 10 .] Lat. displicerc. Gr. atvxpipKsiv.s> Efftìg. Rice. 1- 45. Ija dolce madre mia .. . .Per lacerbo dolor c ^ 1 'venne tale, Che a tutta Spagna sapeva male.(B) Benv . Celi.

t. 2. />. 2o 3. À noi ha sapulo grandemente male cè parso che ( l uC '