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SCORDEO
,l ianfì^ ITlTnCni0r * J ^ S ' i 4°' ^ on Scordatosi Zcfiìro del regale co-diò 5.Pisele m i grembo della spirante aura ec., le pose a
ULl bellissimo palagio.
c’JtcpV Scùr-de-o. {Sm. V • e di' Scordio.] Lat. scordium.Gr.
delpa^r S r * sckorodon aglio; perché questa pianta ha l’odore
Hiiic ® i0 v Ricett. Fior. 6/j. Lo scordco è un’erba che ha la foglia si-Con a t Ì' KÌIa d‘Ha querciuola, ma maggiore, e non tanto intagliala,^trin^ 1 b 0co lanuggine , ed ha odore d’aglio, e sapore amaro cds<ntc < e i fusti quadri, sopra i quali nasce il fiore rossigno ,.. J '’ *" n 7 ^'“ 1 specie d’erba
SCORIA
*79
Obblioso.]
C Tino . ■"“» , av|'iu * ijtiuii imov
c ( (e c>; negli acquitrini de’ monli.nPasiaDiz. Scordcof r .. tu 8l*e la soverchia coerenza delle particelle de’ fluiiWd" * ' tu c otl ° de’solidi. (N)l (lt . E » Scor-de-vo-le. Add. [ com. Di poca memoria
2 ^ rp [n, P le, Dor, obliviosus. Gr. Kfxvrifjtwv.
M 0S ( aci * u a dimenticarsi,] Diinentichevole.i'zr.LeH. domi. Prat.333.ini , . an ° di tenere tanto conto di questo infelice mio libretto, ch’elleiiiscu ai t Cla " 0 d’uno non iscordcvole odio, perchè io non ce le ho
3 ac * ite» flent.ru.bis
C|_ . ls ^ 0| dc, [Discordevole : aferesi da non imitarsi .] Lat , discors.dcvnl^ l ? t ^ K . |,0S ‘ y er ‘ M‘ tss - Égli aveva intanto pacificati gli scor-Sco n „ 1 lenrionanicnti.
/,„j A > Scòr-di-a. [di'/! sinc.^ di Discordia.] P. A. V. e di' Discordia,liuto’ ì ,SCor d>a. Gr. hu$wvicc. Liv. M. Intra i padri e ’l popolo mi- 3^ C|) °Dia . S'^nde scordia.
, $ir„ r ',._ (G-eog.) Scor-di-a. Piccola città di Sicilia nel distretto di
Sc°, ;i) '® c, «a- (G)
. (Gcog.) Scòr-di-ci. Lat. Scordiccs. Antichi popoli Celti o AeC( )BDj[( > 1 più bellicosi dell’ Ilhria. (Mit)rc Q)rf EMA - * (Med.) Scor-di-rie-ma. Sf. V.G. Lai. scordineina. (Datest a “ laorne io stendo le membra sbadigliando. ) Ingombramento di" COl >D|\ C °' i sensazione di peso. Dicesi anche Stendimento. (Aq) 5
à'col-n? 10 ' * (Med.) Scoi- di-nì smo. Sm. P. G. Lat. scordinima. (V.d e / tr ' nenia ) Molo conu-altivo de’muscoli estensori delle braccia ,e Vm-te °'ì C0 e S am ^ e i dipendente in parte dalla libertà ed in«Com,, “ f dèa natura, ed indicante noja o sonno. (Aq)ch e i (Bot.) Sròr-di-o. Sm. Specie di pianta del genere Teucrium,
(5 li iteli villosi quadrangolari ramosi dalla base , con fogliefi uv i apposte , ristrette alla base , dentate , glabretle co’ verticilli de'di a r ltìle zzati . i\asce fic 1 umidi’, tutta la pianta spira odor
lin 5 /° d'onde il suo nome. — , Scordeo, si». I-,-
s ^ i O- - Sccrcle0 •) ( B ) (N) . .
cìl tJtcesi Scordio falso una Specie di pianta dello stesso generel(n <i ffl er isce dalla precedente per le foglie bislunghe cordate nelladell ’ a bbracciafuslo, crenate, lanuginose. Nasce negli stessi luoghiScrj 8t) “ precedente. Lat. teucrium scordioidcs. (N)
Stona 1 - * (Geog.) Scor-di-sci. Antichi popoli della Tracia . (Mit)
(j * 1 ' Scor do. [Sm.'] V. A. V. e di Discordia. Lat. dissidium.su'“'Xovrao-èz. M. P. 1. y6. E i Sanesi non fossouo cagione di que-stuiti SCord o.
r 0 Hn PllASO - * (Bot.) Scor-dò-pra-so. Sm.
< 2 ( 4 >
V» G. Lo stesso che Sco-
9 «ii/ G|4 ì (Àr.Mes.) Sco-rég-gia. [Sf] Striscia di cuofo, o simile, collaultic S! percuote altrui ; [più comunemente Staffile, Frusta, Sferza,0 «m; Coreggia.] Lat. scotica. Gr. trx.vTtx.Xri. (Dal lat. corrigia
j _ Ti I] —.11 ^ T ». Iaì-h t f r lertv mi ~ — A... ^
skor
gia* SC ' a di cuojo.°ln celi. gali, croie pelle. In bret’t. skourjez scoreg-sc,y’ fkouijeza scoreggiare , sferzare , skourgezed sferzato. In ar.% D 0lt S §ia ’ legame de’calzari. In ebr. seroch coreggia. ) Tac.bitte' ^ erd - eloq. 414. Fugga le buffonerie da scoreggia, le clau ule* ■*. e. a . Un modo. (Il testo lat. ha : foedam et insulsam scurrilitatem.)P a , tris cia da legare i vestimenti o simili. Frane. Sacch. noe. 80.ar " 1 ~ uno , che era vestito mezzo bianco e mezzo nero tutto da
rapo ’ uno .
° c, iit»!i Ulf mo a piede , eziandio scoreggia e scarpette.
, Sco-reg-già-le. Sm. Cintola, Scheggiale. Salvia. Annoi.1. Scheggiale-, cintura femminile; cintola, credo io, di
. c Uo
c °itEr? ’ 1 llas i scoreggiale. (B) .
bea U “ E > Sco-reg-già-rc. [Alt.] Percuoter colla scoreggia. Lat. scu-G atl Cac dere. Gr. axvràk-r, vXyittslv. Morg. 11. log. E farlo tanto a, sco r< ggiarc , Che sia segnato dal capo a’ talloni.
No".'? l >cr metaf. Atlcg. 15. Quel bastardello impiccatuzzo di Cu-in * la (li maniera scoreggiato il cervello , eli’ e’ m ha , non so5 - » q . n mdo , fatto mettere una sua favola in canzona.
ecir", 1 • ■ " reggia o Sciorre assolutamente.Lasc.
ove scoreggia, Portava nello scudo.Ci,i tUr ‘ S j ’ .P°‘chè l’ arcobaleno rende sembianza d’ una coreggia o, Ntav” c ,v ^ 5aia di più colori-, e vuol dire il poeta che quel mostro' ^ ]’,, * ne llo scudo 1 ’ arcobaleno che Giove spiega nell aria.) (Br)* delle coregge o pi ta. Lai. podere. Gr. trìpSsiv.
Nti Ca T ^> Sco-reg-già-ta. [A/!] Colpo di scoreggia, [Staffilata.] Lat.Np j *' *dtus. Gr. ax.vró.\ns . Sul. Inf. 18. 1. Ahi come fa-
c op | e or * ev M' le berze! cioè, le gambe a correre a quelli peccatori(l a v 0 j S . C0ll 'goiate. Frane. Sacch. nov. ig5. Il dono che io voglioG’iz„ ( a > che mi facciate dare cinquanta o bastonate o scoreggiate.51111 In,ir 11,1 ' 4 ,e - Ma troppo già di lor non vi fidate , Che tutti[„■, 0,1 da scoreggiate.
.''‘ale : COre 8gia stessa, [La scuriata.] Fav. Esop. Cavalcando il vet-ti'a ln sulla - - . ...
q .‘ u oao , tatto mettere una sula coreggia o dalla coreg(Q ai f , 7’ L’arcobaleno che GioviCi, ìi,,9 poiché l’ arcobaleno rei
Ss 11 ' 4
, I * an ° la
sna mula , e tenendo il freno dall’ una mano, e dall’ al-scoreggiata.
^ Sco-rcg-già-to. Sm. Careggiato da battere . Salvin. AnnoUa,8t ^o uì xii ' corc §giato , 0 coreggiato , strumento da battere il granoSecche UUa Ì a .. ’ .
. , detto. .. dalla coreggia mobile attaccata alla perti-V .% ln vo |la. (A) (B)
A»' 1 ° r 'g en *te. Part. di Scorgere. Che scorge. V . direg. ( 0 )% c’ ruc 0, '-e-re. [Att.anom.] Vedere, Discernere . (^.Guardare.)lc > Nidcie ? perspicere. Gr. (Dali’tbi. sdoghila,
aspKrefe, conspicerc, attendere, ovvero da hiscghùihh aspicrre, m-tiu ri, ]irospicere. Nella stessa lingua sciaghuar stimare, pensare, volgernell animo. In ar . sciaruhha, o come altri pronunzia, sciaraca com-prese, percepì, scia-ara comprese, seppe, conobbe. In celi. gali, roagfocchio , veduta, intelletto.) Dant. Inf. 6. 27. Quando ci scorse Cer-bero il gran verino , Le bocche aperse. E 14. SS. Cosa non fudagli (u’occhi scorta Notabile. E 33 . 56. Ed io scorsi Per quattrovisi il mio aspetto stesso. Bocc. nov . Si. i5. E similmente aveascorto, Alessandro esser vestito de’panni di Scannadio. Petr. jo/z.201. Subito scorse il buon giudicio intero Fra tanti e sì bei volti ilpiu perfetto. Erano. Sacch. nov. 7 8. .Egli era sì per teinj’io , chenoi non lo potemmo scorgere.
— Guidare, Mostrare il cammino, Far la scorta. Lat. ducere, de-ci Licere , ducent se praebere , pracire. Gr. n^oct. (In ted schasgcheiss comando della schiera. Nella stessa lingua schar schiera ,gehen andare: Andare in ischicra. In gr. co ros fanciullo, ed ago ioconduco. V. Scoila.) Dant.ìnf.S. g3. Tu qui rimarrai, Che gli haiscorta sì buja contrada. E Purg. 21 . 21. Chi v’ha per la sua scalatanto scorte? Petr. son. 273. Quella clic già co'begli occhi mi scorse,Ed or convcn che col pcnsier la segua. E 3oS. Quella mi scorge ,onde ogni Lene imparo. E canz. 49 • *°* Scorgimi ai miglior guado,E prendi in grado i cangiati disiri.
— Guidare altrui con sicurtà , Accompagnare con sicurezza , Scor-tare. G. V. 7. 4 • 4’ 1 delti nostri usciti poi gli scorsono , e con-dussono per la Lombardia a Bologna . E cap. n4- f. Da’Fiorentinifurono scorti c accompagnati insino a Monteguarchi.
—7 C Onde Fare scorgere alcuno — Vario scortare.] M. V. 3 . *07.Sicurava i compcratori, e facevagli scorgere lealmente, per dare cor-so alla sua mcrcatanzia. Stor. Pist . 62. Lo fece scorgere fuori diLucca sano e salvo con tutta sua compagnia.
5 — * Fare scorgere vale anche Far conoscere. V. Fare scorgere. (N)
6 - Di cesi Scorger la voce e vale Distinguerla , Conoscerla , trasfe-rita V operazion dell' occhio all' orecchio , siccome diciamo taloraSentire in cambio di Vedere. Lat. discerncre. Gr. $ixx.plv$iv. Bocc .nov. 26. 16. Senza favellare in guisa, che iscorger si poiesse la voce.
7 — *iV. pass, nel primo sign. Dani. Par. 10. E Beatrice, quella chesi scorge Di bene in meglio sì subitamente. (N)
8 — Mostrare, Manifestare. (Dal celi. gali, sorchaich manifestare. Inpers. aseikar manifesto.) Chiabr. Guerr.Got. 2. 6. Voi , lodali finP’iinu' frde , Non vi macchiate di novello errore ; Questi dal-
n _ ilzèeVFarsi scorge^ iXÌBS£. r .. dovcte con gf imperli suoi. (A) (B)re. [ V. Farsi scorgere. 3 Lai. se irridendum yfmA’irfa'e o beffa-esse , fabulam fieri. Gr. pìSov yintàcLi* Tac . Dav. ann. i3.i65 . Pernon farsi tra que’ forestieri scorgere, la rimisero nelli statichi, c neloro conducenti. (IL testo lat. ha : ne diutius externis spcctaculo essct.)Eir. Trin. 3. 5. Tuo’ tu eh’ i’ mi faccia scorgere seco
10 —Dicesi Farsi scorgere un balordo o per balordo, ignorante, tri-sto e simili , e vale Parsi conoscer per tale. {.V. Farsi scorgere.!Lat. se improbum etc. ostendere , pracseferTre suam improbitatem. Gr.xft.jt/ai' ifMpotlveiv. Lib. Son. 121. Per farti bene scorgere un arlotto.
11 — * (Vcter.) Domare e Ammaestrare i cavalli, Scozzonare. (Dallat. ex superfluo, e da corrigere correggere.) Vranc* * 5 acch. nov-155*Se torrete un poltraccbiello , iu che spendiate Olto in dieci fiorini,ile l’addoppierete i danari in meno d’un anno, perocché i vostri parigli scorgono bene , che tutto di gli menano in qua e in là , e poiriescono i migliori cavalli e i più sicuri che si scorgano. E appresso :Gliene fu menato uno , ch’era d’Ormannocco del Bianco Deti , ilquale sempre si dilettava di scorgere puledri. (A) (V)
ScoitGUifcNTO , Scor-gi-mén-to. *V/«. Lo scorgere.Bellin. Disc. 11. Delsuo grossolano scorgimento rimproverandolo. (^J in )
Scorgitore, Scor-gì-tó-re. [ Verb. m. eh'Scorgere.] Che scorge. Lat . spe-ctator. Gr. 'éfyopos.
2 — Guida. Lat. dux. Gr. Bat. Purg. 33. 2. Lo quale va
dinanti a gente per iscorta , cioè per guidatore della gente , e scor-gitore della via. E Par. 11. 1 . Fussono alla delta sposa guidatori escorgitori per Luna e per l’altra via virtuosa in Paradiso.
Scoria. (Chim.) Scò-ri-a. iSf Materia vetrosa , di aspeVo latteo opa-lino, di. color biancastro o verdastro, che cola dagli alti forni quan-do si fondono i metalli ;] e si dice anche Scoria qu-tla Materia chesi. separa dal ferro già fondato ne'forni allorché si ribolle nelle. Cu-cine ; e con altro nome comunemente s' appella Rosticci. Lat. scoria,rccrcmentum. Gr. antupla.. Er.Jac.T.2. 2.48. E sia spogliato d* ognimala scoria. Ricett.Eior. 63. La «coria de’ nntalli, chiamata da’Latinirecremento , c differente dalla scaglia detta di sopra , imperocché sichiama scoria quello che si separa dal metallo, quando nelle fornacisi è cotto insieme colla sua vena , e poi si fonde in altro vaso , cquello che si trae fuori quando è così fuso.
2 — * Dicesi Scoria di piombo , Quell' ossido bigio che sì formaalla superficie del piombo in fusione. ( 0 ) Ricett. Fior. 63. EIcggesi,secondo Dioscoride , della scoria del piombo quella che tende al gial-lo , ed è simile al vetro, densa, non frangibile, senz# parte alcunadi piombo. (N)
2 _ * (Med.) Scorie dicono i medici Quelle materie che vengono eli-
minate pe' diversi emwUorii del corpo umano come superflue allavita organica. (Aq)
Scoria eli li da Squama , e da Scaglia. Scoria c una feccia , dellaquale, a guisa di spuma , si purgano i metalli nella loro fusione ; es’adopera in senso traslato con le nozioni d’impurità, di Sordizie ,d’Immondizia , oc» Scaglia è una sottile scheggia che si stacca o na-turalmente , o per forza esterna, da un corpo solido, come sono leSchegge de'metalli, del marmo, del pesce, e d’altri simili corpi solidi.Laddove Scaglia è generico, Squama è nome particolare, ed indicasolo la Scaglia di cui sono ^coperte le pelli di alcuni pesci > e di