• *(">M'-
’ nd
rosee
!ii> #
«fffi
SERMOKATO
swmonflndo , dis-putonilo ec. , dicemmo. E < 5 . 5 . 8. E 1 nostro Vo-7 <lv ° . strmoniii.fi), molto il lodò e magli Beò. Leti, Lèder. Itnp.'"A. Non soffri cado suo messo e legato venir nelle vostre terre a««nonaie , o a convertir la gente eh’ è sotto voi. lìurch. 1. .07.j limonando Ovvidio alle guzzuole , Griduvan tutti: va , uccella>i corte , Clic ti si pigliata colle vangaiuole. Pareli. Ermi. So. Scr-ollare ec. vuole propriamente significare ]
1101 diciamo , fa,
propriare un sermone.
parlare a lungo, e, come
—/r> ~ 5 ltU t: un surmouc.
U)i Inforza di nume , Quella figura da'reiterici detta la-
gemente sermocinalo. Reti. Tuli. iof. E un’altra sentenzia , che
^, a PpcUa scrmonare, cd ha luogo quando il dicitore l'avelia in luogoV\j UU alf *’ a P ers <>na. (V)
Iq j Ser-ino-nà-lo. Add. m. da Scrmonare. — , Sermoneggia-j sin* O, y. y, f E in quello , per lo detto Legato nobile-55 strillonato ec. , si fece baciare in bocca i sindachi. » E 6 .a * f - E ciò detto e scrmonato, fece piuvicare il processo contraiSeiìÌ 9 Iuj P*radore. (B)
f ONat ore , Ser-mo-na-tó-re. [ Verb. m. di Scrmonare.] Che sermona.^ • orator , scrmocinator ? concionato!’. Or. sxjc\7ja'iao'r;fc, br^riyópos.
■ Pisi* Anzi lascerei tutte queste cose a’ scmmnutori. Corn.Par.S E(s ‘ _ lui tocca tutto quello che bisogna a sennonatorc.
• osatri CE ì Ser-mo-na-tri-co. Kerb. fi [di Scrmonare. Che sermona.}0 t ,orii ^[x.Guitt.lett. 34 * Dicendo lei, poiché ripreso spirilo ebbi :
ttonc
OjjjIj? 1110 , P . Lenii. òtOT'.n.iò^.Questo sermoncello detto daLoreilano,Siii, M 1 a lui e a’magistrati dissero se essere apparecchiati ec. (A)(V)„ senio , Ser-mon-ci-no. clini, di Sermone. — , Sermoncello,
«nonetto ■ ' ’ ~
Eri
■o , sin. Lai. perhrevis sermo. Or. \oyó.piov. Meiiz. sat. zf.
, c F Co Bchinchiiimria , che mi dice Un sermonciuo , cd anco un
O 11 - -
spi** ’ Se*-mó-ne. [Nik.] Ragionamento in adunanza, e propriamentedica ‘ n*' Poedcanieule Senno; [altrimenti Discorso, Orazione, Pre-« Sermone è dotto, elegante, grave ec.] (^.Aringa .) Lat. oratio,
die:
Ofivio, sermo Gr. Aoyos. (Dal 1 ’ ebr. ernia sermoni'. La S ha supplito,■Oc per solito, l'aspirazione della lettera iniziale alef. In gali, sermoni«none, e par fatto dall’ ingl. sermon che vidi dal latino. In gali,jl’r™ melodia. In pois, sermes'k esemplare di scrittura.il Bullet haJj fi |£ lt. surmonn per sermone : non lo trovo in altri dizionarii. )d 1 "*' Par. 8. 14-;. Ma voi torcete alla religione Tal che fu nato ap'Bersi la spaila, E fate Re di tal eh’ è da sermone. Cavale. Specoli.Seri tu ll,3S ' occupato , c non puoi attendere a leggere tutta laa ' tui ’a , e li molti sermoni.
’o3 iv'ldK^ ragionamento. Lat. sermo. Gr. Kòyos. Dani. lnf. 21 ■“la quel demonio , che tenne sermone Col Duca mio, si volse<j a Presto. E 2g. 70. Passo passo andavam senza sermone, Guar-iti , C ° ° Voltando gli ammalati. E 32 . 6 7. E perchè non mi metti75 g ««nuni, Sappi eh’i’fui il Camicion de’Pazzi. E Par. ig.deùil n * a P eccat * in vita , od in sermoni. Bocc. nov. 82. 12. ’Vc-(_> 0 da tutte veduto era, nè aveva ricoperta, mutò sermone.
s Cr a “" Prua. Ling. Dice san Gregorio , che cibo della mente è ild‘slr°h le - ^dio , il quale i predicatori, come dispensatori d’iddio ,PfttT i * scono a H* poveri spirituali. G. P. 11. 23 . 2. Le dette sue» “un erano però di sottili sermoni, nè di profonda iscicnza.
all, Domiti!. 27<5. Non è sermone, clic possa dire la grande
Cer^ H - Zza di quella gloria. Bocc. g. 1. canz. Si fa incontro al pia-Pur'T Tailt0 „ soave a sentir , che sermone Dir noi potria.( V) Ar.e , ' _ Si. E venne con Grifon , con Aquilante ec. A cheti passi,! .".ffi alcun sermone. (Pe)
•ern* Wlna > favella , Lingua , Linguaggio.] (JP. Linguaggio.) Lat.0, , 10 1,lingua. Cr.hix\£KT0s, yXvcax. Petr. son. 32 . Tra lo sòl de’li n cril i e '1 sermon prisco. Mor. eV. Gieg. 4• 1 '■ La quale in nostraEoi tl ' as lata dell'ebreo ed arabico sermone. Dura. Cono . 61.far at ‘Uo molte cose manifesta concepute uella mente, che ’l volgare4 n°. 11 P l >ò, siccome sanno quelli che hanno 1 ’ imo e P altro scrmpnc.
ed Jlce *i Far sermone , un sermone e vale Parlare , Scrmonare ;S. “"eòe Parlare a lungo. F. Fare sermone, e P. Sermonare ,Se n ,| 0 ^ [A) (N)
pih' ^°ol.) [Nni. Idiotismo toscano . ] Sona di pesce di mare,titani m ' i " enie nte Salamoile. [P. Salamoile, §. 2.) Lat. salmo. » Bin.fa ven'. *’ 11 4 - Chi le vuole spagnuole e chi fiamminglie, E chi le° 6 iis, Oneg 1 SUl dTnghiUerra , Come se fossili sermoni e aringhe. ( 13 )"•onee °- ,4STE > Ser-mo-ucg-giàn-tc. Pari, di Sermoneggiare. Che senluci Lo stesso che Serinonante, P. Libarli. Uccorr. iti ., Bat-
16 ? 3 ’ 11 ■ Ker 9 : C Miu >
"file ^- IAre > Ser-mo-neg-già-re. [_dlt. e n. ass. Lo stesso che] Sermo-oriii.2 a e"'" «rmfifilnari, concionari. Gr. hnp.iryopòv. Tue, Dav.f. Berne ?c‘molleggiava , grave essere alla modestia sua tanti elog-El, ' s, o»e OG aUtl “ifiudarue in lungo. (// testo lai. ha disseruil.)
E sle i»o AT t ° ’ Ser-mo-neg-già-to. Add. m. da Sermoneggiare. [ LoEKl, o* E Tro Se ‘' ,1,ollal0 , P.1- , ,
la °"ciiu> ’ «“‘■■mo-nél-to. Jm. dim. di Sermone .Lo stesso che Ser-s v 'i'tnd c ’ r-Boez. Si. Lasciata 1 ’ eccellenza della coscienza c della6 ki, Ost A j :,s P*ttatc guiderdone de’srriiionrtli altrui. (V)
SrpC; ' Se r-mon-tà-no. Sm. Specie di pian
SER0T1NE 2 65
presto (fa Enrico Cassini \ sono cosi denominate dal vivere ne'tuo»ghi aridi ■— , Xcrobio , sin. (Aq)
Serocciiia, Se-ròc-cbia. [Add. e sf. F.A. P r . e di J Siroccbia. G. F".1. i'ò. f detta Elena fu-scrocchia di Castore e di Polluce. E8. 20. 5 . Il Ec d’Inghilterra-prese per moglie la scrocchia del Redi Francia .E 9. 77. 2. Venne in quel tempo ha figliuola del re Al-berto della Magna , scrocchia del Dogio di Osterich.
Serocziko. * (GeogA Sc-ro-czì-no. Città della Polonia . (G)
Serofagia.* (Eccl.) Sc-ro-fa-gi-a. Sf.y.G, Rat. xcrupbagia. (Da xeros 9arido , e phago io mangio.) Abitudine degli Atleti , de' Solìiarii , egeneralmente de* primitivi Cristiani di astenersi, non che dalla, carnee dal vino , ma anche da frutti secchi -, XerofugLa, sin. (Aq)
Serofilt-o. * (Bot.) Se-ro-fil-lo.A/w. E. G. Lat. xerophilhim. (Da xeres,arido , e phyllon foglia.) Nuovo genere di piante dell ’ esandria tri -ginia , famiglia delle giuncacee , stabilito da Miciiaux , con una spe-cie del genere hcìonias di Linneo , le cui foglie filiformi sembranosecche. Pien caratterizzalo dalla corolla quasi ivtala , dai filamentidelle antere schiacciati nella base cosicché si toccano , e da unacasella a ire logge 9 ciascuna con due semi. —, Scrollilo, sin.(Aq') (N)
Serofito.*(B ot.) Se-rò-fi-to.<ym. P.G. Lat. xerophyta. ( Da xeros arido,e phyon pianta.) Arbusto del Madagascar , che forma U'i generestabilito da Cfìmmerson nell esandria monoginia , e nella famigliadelle sarmenlacee , il quale apparisce arido e secco. La corolla n espallila in sei struttigli , gli esterni più stretti, e la casella inferio-re a tre cellette con molli semi. (Aq ) (N)
Seroftai.mia. * (Chir.) Se-ro-ftal-mi-a. Sf. P. G. V. e di' Scroltal-mia. (0)
Seroftalìhco. * (Chir.) Se-ro-ftàl-mi-co. Add. m. V. G. P. e di’ Se-roltalniico. (O)
Sero£omi.a.. * (Grog.) Se-ro-kòm-la. Città della Polonia . (G)
Serolone. (ZooI.) Se-ro-Ió-nc. [A’m. Lo stesso che] Segatone, V.Red.Oss. an. i 5 j. Merghi o marangoni , che cc. iti Toscana dall’avereil rostro fatto a foggia di sega son detti segaioni o seroloui.
Serojuci. * (Bot.) Se-rò-mi-ci. S'm. pi. P. G. Lai. xeromyces. ( Daxeros arido, e myces fungo.) Nome di un genere di funghi, propo-sto da Browne per un fungo dell'Africa , che ha molta simigliati -za col cantarellus , ed è di tessuto arido. — , Xeromìci , sin. (Aq!
?Rr*Atinrt * flT'at-n-» "N C/v -A — f--- rr t .
Specie di pianta del generi
’ Silcr montano , sin. Lat. lascrpitium siici-. (IN)
R v Avey rn '*- no S-) Scr-ni-no. Città di E rancia nel dipartimento del-° E «o. .Y»,”’ ( (i )
K-^'iiva , ^fi' 1 ’ 0 - Dio del tempo opportuno, cosi chiamalo perchè
60 ’ * 2 / T rc tardi ■ (Dal lat. scio tardi.) (Mit)
P. ,2 r ,^' ^ ‘ f - e A. P. e dì Tardo. Polg, Liv. d.l. lib. 6.
R C °PS ®«oi
l 'fi} cacciar durò itisino alla sera notte. (N)ai ° s \ y.G. Lat. xerobius. (Da xeros arido,
•) Genere di piante delia famiglia delle sinanterce , prò-
vo e* c fJiyjuut i, u, nsuivere ia t flussione ect a togliere i odore cat-tivo dalla superficie del corpo.È singolarmente usata dagli Orien-tali .— , Xeronnro , sin. (Aq)
Sekone , * Sc-ró-ne. N. pr. tn. Lat. Seron. ( Dall’ ebr. sur principe,ed on dolore, mestizia : Principe di mestizia.) (B)
SeRongb. * (Geog.) Se-ròn-ge. Città dell ’ Indostan. (G)
SeRopetalo. * (Bot.) Se-ro-pè-ta-ìo. Sm. KG. Lat. xrropetabim. ( Daare/’os arido, e petalon petalo.) Genere di piante della famiglia delietighacee , stabdito da Delille , e così denominato dai petali aridi epersistenti , de' quali è formata la loro corolla. — , Xeropetalo ,sin. (Aq)
Sf.ROPIllv. * (Geog.) Se-ro-pil-ly. Città dell' Indostan inglese . (G)Seror , * Sc-ror. N. pr. m. Lat . Scror. (Dall’ebr. tsir dolore , ang^stia , ovvero nunzio , ambasciadore.) ( 13 )
Serosco. * (Mit. Pois.) Se-rò-sco. Nome del Genio della TeiTa pressoi Persiani. (Mit)
Serosi. * (Med.) Sè-ro-si. Sf. KG. Lo stesso che Serasmo, K • (A.O-)Serosita'. (Fisiol.) Se'i'O-si'tà. tSf.} Lo stesso che Sierosità , KRed.Cons. 1. 77. Io presuppongo per cosa verissima, che la serosità deisangue [del nobilissimo ...] sia una serosità salsuginosa, acre e mor-dace. E y8. Poiché coll' urina si purga il sangue dalle serosità sen-za pericolo.
Seroso , Sc-ró-so. [Add. /«.] Lo stesso che Sieroso, V. Red.Cons.i*1 °1• Ma bensì congiunta con umori pituitosi , freddi, umidi e se-rosi. E igy. Egli è ben vero, che è necessario ec. addolcire quellesanguigne , serose, livide e mordaci escrezioni. E leu. 2. 84 • Conesso credo che il petto si sìa un poco scaricalo dalle materie scinse,le quali cagionano quell’ affanno che talvolta sciite la signora.Serote. * (Bot.) Se-ró-te. Sf Genere di piatile della esandria vigi-lila, famiglia delle giuncacee, i di cui fiori dioici variamente dispo-sti nelle diverse specie si compongono di un perianzio colorato di-viso in sei parti, cogli stami attaccati alla base , le aulet e peliatecol lembo membranoso trasparente , e fa casella triloculare coi semipeltati. Lat. xerofes. (N)
Sbrotina/ Se-rò-tbna.iV.pr. £Lu«.Serotma.(Dal lat.serolòia tardiva.)(B]Serotinamekte, Se-ro-ti-na-inéii-te'. Avv. [L r • E-} leardi. Quasi fuoidi tempo. — , Serotino , sin. Lat. seroline , tarde. Gr. a'!'* >b&us. Pallad. Marz. 21. Se vuoi fare elici fico maturi serotinamen*te , scuotilo quando cc.
Serotjne , Se-rò-ti-ne. [Add.com. V. L.] Prossimo a sera, [o Che suc-cede nella sera-, ed è propriamente opposto a Mattutino.] — , Sero-tino, sin. Dant. Purg. i 5 . 141. ]\oi andavam per lo vespcro at-tenti Oltre, quanto poten gli occhi allungarsi, Conira i raggi sero-tini e lucenti. Rut. ivi. Contra ì raggi serotini, cioè contea i raggidel sole , clic si calava in ver la sera,
3 — Per metaf. Tardo , Con indugio. [K Serotino , $• 2.] Rat. sc-rotinus , serus. Gr. 6'^iixos, fyadyy.
3 [Per simil.] Detto de' frutti che vengono allo scorcio della loro
stagione. Lat . serotinus . Gr. tyt/tos. Cr. 5 . 19. 10. Quello che dfarà dell ulive serotini, ricompenserà la sua tardezza in abbondanza»E" , m l^ssonsi eziandio acconciamente seminare (i navoni) in-
tra 1 miglio e 1 panico massimamente seroline , quando si sarchieràla seconda volta. Annoi. Eanq, Come T erba serotiue, che uasceuella terra.
4 —* Dello di Pecore e simili jvr Autunnali. V. Serotino, 5 -