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[Vol. VI. - Vol. VII.]
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ttJltfTUo V verbi, in quattro, modi : perché alcuna volta non operacosa nessuna, ed è non altramente clic se ella non vi fosse, come chi^mandasse alcuno : che fa il tale ? c colui gli rispondesse, vivesi ; die

tanto è quanto vive, percliè il verbo vivo è uno di quelli, il quale puòmancare della particella mi , dicendosi liti medesimo significato ap-punto io vivo e Io mi vivo-, alcuna volta dimostra quel verbo esserclic non può stare senza essa, come: clic fa il tale? slassi-, cioèS1 sta, clic in questo caso non basterebbe dire sla semplicemente; alcii-na volta a divedere il verbo essere passivo , e ciò tanto nel nu-mero del meno , quanto in quello del più . . . Alcuna volta signi-nea il verbo essere impersonale, come a chi dimandasse che si fa? sitls Pondesse, godesi, cantasi, e altri tali. (Cin)

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y (ì dopo di essi , ma pure alcuna volta ancora ci si pose dinanzi.j Pad. i. 202. E dìcea , che non sapea bene die si rispon-re. (V) Geli. Caprico. Rag. 6. Come fanno tutti quelli che a-an o più la gloria del mondo, clic la verità; che quando non sanno cosa , per non si torre di reputazione, non lo vogliono cou-cssare. Bemb. Asot. ìib. i. Niuna lor foglia fuori del comandatodlne parca che ardisse di, si mostrare. Ar. Riti'. 44- tot. Perchèn sa dove si por, cammina Tutta la notte , d'arcion maiscende. ( C i)

, . Accompagnandosi co gerundii, dordinario li segue , ma pul-ii i° ni li precede , ed anche elegantemente, quando nel concetto siap Adotta la negazione .] Bocc . nov. 1. 6. Dandosi a que tempi inancia asaramcnti grandissima fede.» Stor. Semf 3. Molti sono|if nìe 2zi per gli quali , lasciandosi lo tristo cammino , si appiglia^ a s hada della virtù. (V) Macchia#. Novell . Belfeg. E non si (ro-be, 0 alc uno j che volontariamente prendesse questa impresa, deli-^*r°n°, c he la sorte fosse quella che lo dichiarasse. Castigl.Corteg.

* Correggendo in se stesso quelli ( difetti ) che amorevolmenteJ iranno ricordati , non si anteponendo mai agli altri con cercarra^ rWìl * C 0ll0l ' at * luoghi. Borghin. Rip. ìib. /. eziandio sa-^ conosciute le ligure , fatte agli Ufiìcii nuovi da Vincenzioc ntl Perugino, per lEquità e per lo Rigore, non si vedendo loro5 ^J^asscgno , ciò dimostrante. (Cin)

^ Ed accompagnato co participii passivi. F. il §. 7. Bocc. g .

9» Allora la contessa , cominciatasi dal suo primo innamora-

c hi eli era ec. le raccontò. Fit. SS, Pad. 1. 176. Gli parca8 ^, G * e Ven< licatosi della puntura ricevuta. (V)

^ Talora si trova distaccata dalla voce del verbo per parola in -oy^ 0l .* a ' ficee, g. 7. n. 3 . Io son morta , che ecco il marito mio,c |, e s * P»re avvedrà egli , qual sia la cagione della nostra dimesti-? -. e . Iz ì, (Dm)

^ Talvolta si replicò senza necessità, giugnendosi tanto alla vocelib V f r ^° > quanto al participio dependente da quello. F arch.fi tor.Pii ^'ansi queste genti di qua dal Tevere in una villa chiamala, ni ;yp-csso a Pontenuovo , non più lungi da Perugia che quattro>Hem , ritiratesi , per quindi , secondocbè dicevano , più comoda-6e ,e * Perugia e Firenze e Urbino , e ovunque il bisogno ricercas-eli' So . ccorr ere. (Cin) Passar. i33. Concede la ragione che si pos-

8_ 1 e Jvggersi confessore. dlt.Aposl.Sg.Xoìvndosi congiungerai ec.(V)

j, Talora si tacque allorché si avrebbe dovuto replicarla. Morg.dai- diceva Diliante e mi dispiace , ma d ogni cosa allin si vuoiPace . '

(Cin)

v j. t v .

t ace al °ra senza essere espressa in certi verbi si sottintende , [o siPolit P er Proprietà di linguaggio.'] Petr. son. s6g. Dmi bel chiaro,(C 7 * C . v ' vo ghiaccio Muove la fiamma che m incende e strugge.f Q e Muove.) E canz. 1^2. 4 Al bel seggio riposto, ombroso ct . e e pastori appressavan bifolci- (Cioè, s appressavano.) Cr.p'to I Dotale acqua è quasi sempre dolce , ed è leggieri a pesarla.

y 0 _ _ 0 vallredda e tosto riscalda. (Cioè, si raffredda e si riscalda.)

, Talora alla terza voce de verbi nel numero del meno, renduta

del W ". < ? essa particella, tennero dietro i casi espressi nel numero6ern ?'"- Cr. lib. 2, E massimamente nasce la palma , quanto piùg|j a l ginguc insieme, onde per un sol mese , rade volte sappi-più" Capricc. Rag. 5. Sappi finalmente questo, che quante

t h 0 C 5e 51 > a laute più s ha a aver cura. E Ragion. 6. Non

Perfe *° *^ 11 ° > ohe di mano in mano , quando le lingue vanno a las °gni ? 10 ft C c ^ c 0 s ' * u , c pigliasi devocaboli nuovi secondo i bi-Segr'Jr. ern - Ori. 67. 54- Quivi ore, campane non sudiva.(Cin)che sn 'v'"' ~^ s ' ca P' 6- Dd anche in quella parte si laguna Fieredo s - ^ a* maggior conoscenza. Salvili. Annoi. F. B. 4- Inir. Quan-i ..ostia le cose , come per barbagrazia. (N)

pi-epa,, e s j§ n {ficati di pronome, e di] particella riempitiva, siiSebi e e n aUe particelle Mi, Ti, Si, Vi [o Ve, Ci,] Me, Te, Se, Ne.G abbati,/ <! osseri are eòe quivi la Si non è mai perfettamente so-ia senso < d >le 0z,05a 1 ma piuttosto assume la forza di Si o Cosìsaniig dl ^" rc > Almeno , A questo modo , Per certo , Allora, o^avreìi s<!c:nn do che si richiede dalla qualità del concetto ; e peròla Luni es t rf C 'c' e,e anzI c ^ e Si : ossei razione riguardante ancoraMi'* SS- 2, 12, (3 e 14.] Bocc. riov. 1. 29. Se tu fossi stato

[1 Ve a J- c he il posero in croce , avendo la contrizione chio u °Ha veni Vere - tl P erc l 01, erehbe egli. E nqv. 20. 1J. Voi collae se dgu , a S1 ve ne andate il più tosto che voi potete.Cui.60. Io so;par 0 ] ei P^rte non sapessi, si mel fecero poco avanti chiaro le tue

^' Sse àio" ^ ® Toalunche castello o fortezza non ubhi-

Ptr dime *11 cola andamenti, si vi poneano assedio. E 12. t2i. j.Maa Co pia li 'e.' 0 e 11011 errare nel nostro trattato, si ci metteremo* nei 'catami eUa 'r llcra c . he di ne mandaro certi nostri fiorentini^ a . re ed -ir.* , e ^ c 8 n ^ di fede. Pass. 286. Certe persone udendo lo-^° r ano * * > f )10V£l ^ dalle genti le buone gpere di efanno, si ne rne-40 ^* <7 q* disse quello savio, che la virtù lodata cresce. Peir.

* ùon P ail eroda , e si seI vede. » Bove. Leti.

Scompagnandosi con gl' injìniti de verbi per V ordinario si col-

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Ma se già quello che io dico si si fece, molto maggiormente è, nonsecondo le mense di Sardananalo , ma ad esempio tU Xenocrate, luvostra famiglia ordinare. (Cin)

12 F si antipatie alle particelle, Mi Ti, Mi Si, Mi Vi, Mi Gli ec.pant.Par.5.i36 . Per più letizia si mi si nascose Dentro alsuo raggiola figura santa.

1 3 Si prepone ancora aprenomi II, Lo, Gli, io Li, o Gliene o Gliele,]La, Le. Bocc.nov.54'2 . Con un suo falcone avendo un di presso a Pere-tota una gru ammazzata ec., quella mandò ad un suo buon cuoco ec. .egli mandò dicendo che a cena i'arrostisse, e governassela bene. Enov. 63. 11. K perciocché tu ci bisognavi , per dir certe orazioni,e non ti seppe trovar la fante , si le fece dire al compagno suo, ec.E nov. 6y. 6. Per quel modo , che miglior ti parrà , il mio amoregli significherai, e si il pregherai da mia parte , clie gli piaccia divenire a me , quando tu per lui andrai. E nani. 7. La prima cosache io farò domattina , io andrò per esso , e si il ti recherò. G. F.2. 11. 2. Carlo re di Francia passò in Lombardia gli anni di Cristo; , e dopo molte battaglie c vittorie avute contra a Desiderio , silo assediò nella città di Pavia . E 6. 34. 10. X Ghibellini, facendotagliare dappiè la detta torre , la fecero puntellare. E io. 22^.2. Avuta il He d-Inghilterra la detta vittoria , pochi appresso sig|i si arrcndèo la terra di Vernicile liberamente. JSoV. ani. 7 3 . 1.Quando furo maturi (z Jìchi) , si gliene portò una sòma.

*4 Talora si pospone alle particelle Mi , Ti, Ci, Vi , t renden-do per Io più il verbo di forma impersonale. ] Bocc . nov. 1. 36.E voi, maladetti da Dio , per ogni fuscello di paglia che vi si volgetra piedi , bestemmiate Iddio e la Madre , e tutta la corte di Pa-radiso. E now 16. 3o. Egli non ini si lascia credere che i dolorido suoi sventurati accidenti ! abbian tanto lasciata viva. E nov. 35 .5. Se tu ne domanderai più, noi ti faremo quella risposta che ti siconviene. Fiamm. 4 *7 2 ' O per piacere a Iddio o agli uomini siviene a questi tempii. Se per piacere a Iddio ci si viene , I animaornata di virtù basta, forza fa, sel corpo di cilicio fosse vestito.E 188 . Dunque se minor male è il mio amante tenere , siccome iogià tenui, che insieme col corpo uccider lanima trista, siccome iocredo , tornì e rendamisi, Petr. canz . 1J. 5. Ma me , che così a^ntro < )0 n discerno, Abbaglia il bel che mi si mostra intorno. Eày.3. Or ti solleva a più beata spene, Mirandot ciel che tisi volveintorno. E 44 Vi si vedea nel mezzo uu seggio altero, Ove solasedea la bella donna. Dant . Purg. 2g , 35 . Dinanzi a noi tal, qualeun fuoco acceso , Ci si fe I aer sotto i verdi rami.

i 5 E così ai pronomi II , Le , Li , Gli , La, Lo. Bocc. nov. 16.<?.'Quelli teneramente prese, e al petto gli si pp^e. E nov. 27. 11.Vide la sua donna sedere in terra ec. , Udbi piena di lagrime edi amaritudine , e quasi per compassione ne lagrimò , e awicina-tolcsi , disse : ec. E g. 3. p. 7. Se Paradiso si potesse in terra fa-re , non sapevano conoscere che altra forma , clic quella di quelgiardino, gli si potesse dare. E nov. 8t. io. lo debbo credere cheessi il corpo di Scannadio non vogliono , per doveriosi tenere iubraccio. E nov. 100. 10. In presenza di tutti la sposò , e fattala so-pra un palafren montare, onorevolmente accompagnata a casa la simenò. Lab. 14 5 . Insegnano (alle figliuole) cc. come si debbiano ri-cevere le lettere degli amanti, come ad C'se rispondere, iu che guisametlerglisi in casa cc. , e molti altri mali. Filoc. 6. A costui si do-leva , quasi come, davanti il si vedesse. E 7. 4 2 8 * llarto ascoltò conmaraviglia le parole di Filocolo , e più volte reiterar le si fece.

*6 * Talora questa particella quando è unita al vei bo , pub uel verso

cambiarsi in Se ; il che ha luogo così nel numero del meno comeni quello del più. Petr. p, 1. canz. 4 E per farne vendetta e perctdarsc. E p. 1. son. 183. Dequa duo tal romor nel mondo fasse.E p. 2. canz, 5 . Che nostra vista in lui nou può fermane. Ar. Far.34- 82. Poi giunse a qued clic par averlo a nui , Che mai peresso a Dio voti non lersc.E 11. 6j. Fur di tanta cccelleuzia chan-teporse A quante n* avea il mondo potean forse. E 18. 162. Otlau-la ivt 01O'-sc fur quel di messi per fi! di spada.(Ciu)

17- (Mas.) Settima sillaba del solféggio moderilo introdotta perevitare V antica mutazione. (L)

. Avverbio che afferma', contrario di No. [Latinamente Ita, Fi\Lat .utique , sane , ita. Gr. vod. (Dal lat. sic così. In isp. si , in ungh.hiszeri , in illir. jes. in ingL^e* vagliono il medesimo. In ted. so cosi,e molte voJte ha senso di attenuazione.) Bocc. nov. 28.8. Adunque,disse la donila, debbo io rimatici* vedova? , rispose labate.

2 * In questo sign. spesso si trova con altre particelle che lo fannoaffermare con maggior ejjicacia ; onde diciamo : Corto , Risposedi , Forse die , Mai, Si bene , Signor e simili. E cosìancora : Penso di, Posto che si , Ben sai che si, Or ec .Cecc/i.Servig. 4 4 Porterete Cotesla scritta a Benuccio ; e se ella Staràa suo inodo , (clic penso di si) Dite eh e la soscriva. Bemb. Asol.I. i. E questi medesimi sollazzi , se avviene alcuna volta che sienoda ogni lor parte di duolo e di maninconia voti , il che non puòessere , ma posto die , allora per avventura ci sono eglino piùdannosi e più gravi. Geli. Capricc. B>t. Rag. 5. G. Che le ca-varono da altre nazioni? A. Ben sai che. Fir. Lue. 5 . 7. Orche mi par che tu favelli fuor di proposito. (Cin) Pass. 77. Disse1 abate : Or credi tu che sia Iddio che tutte le cose veggia ? Rispuosela peccatrice che. Segner. Pred. 5. 6. So che ( dovean direprobabilmente) che queste trombette fan bel sentire. (A r )

i [fi con la corrispondenza espressa di No. F. §. i 5 .] Pass. 14' La-scia lo «certo della penitenza indugiata ialino alla morte, la quale èincerta, se sia valevole o o no.

4 , . .. on > COIT ispondenza di No , fece luogo a diverse manieree tre. oldan.Sat. 4 Perocché o no eh altri risponda, Ad ognigrau problema non fallisce. Rem. Ori. 3. /^. Osi o no eh.* Carlo-g i credesse , Non so } un tratto gli IV buona cera. E 64' 6* Oue