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[Vol. VI. - Vol. VII.]
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miglia urtoUa , or or no sommersa Ad ogni punto sta per affon-dare. JS'irif. Fies. igy. Ma pure avea alquanto di speranza , Or sior no , e stava in dubitanza. (Cin)

5 * Si e no accompagnati co nomi di tempo si usarono ancora peresprimere vicenda di operazioni con certo ordine alternate. Seder .Fit. Pestare (i. grappoli ) con istanghe o con mazzapicchi rotondi cheabbiano la caperozzola piana , almeno un di e un no. E ap-presso : Facendo e rifacendo ciò un e V altro no. (Ciu)

6 [Talora gli corrispose altra negazione diversa dal No. ]Bocc. g. y.tit. Si ragiona deile beffi , le quali ec. le donne hanno già fatteasuoi mariti senza essersene avveduti , o.

7- * Dicesi Dir di o Dare il, per esprimere il consentimentodi chi si sposa, o di chi si arrende agli altrui voleri. F. Dire di , §. 4. Tac. Dav. ann. 11. Veggo che parrà favola ...... che

1 eletto consolo si trovasse il accordato a sposar colei di eramoglie del principe ; . . . ella udisse le parole degli Auspici, dicessedi, sagri ficasse agl Iddii. Tir. Lue. 4- 5 . Dio l volesse che iuonti avessi mai più visto, e che mi fussi prima cascata la lingua, eh i*avessi detto di si. Macchiav. Comm . in vers. i. 1. Ma quanto piuda me stessa ripenso , Tanto più questa impresa mi par dura, Talché,se ancor gli avessi a dare il, Non entrerei in questo labcriuto.(Cin)Cron. Amar. Mann. p. iog. Rispuose loro : e non mi pare conve-nevole che persona che venga per grazia alla fàccia dellimperio, nedebba andare Scontento , e peri dico sempre di. Fav. Fsop. i3 .Disse la cornacchia all aquila ec. ae voi mi volete di io lo vinse-gni , io lo vinsegnerò. Laquila disse di si. (P)

* Dicesi in ischerzo Dir di di chi s'inchina e comincia adaddormentarsi. F. Dire di , §. 2. (Cin)

- * Preceduto e seguita da Che ju usata per minacciare. Fir.nov .

2. Se tu non intendi ad altro , tu mi farai pensare a di quelle coseche io non ho mai pensato sino a qui, c che si e che che tu rideraiun. E noy. 3. Levatevi di coati nella vostra mal otta % sgraziatoche voi sete , e che che io vi do di questa mezzina nel capo. EAs. I. 4- Seguita pure di piangere ; che eh io troverò modo checoteste lagrime ti gioveranno poco? (Cin) a

10 * Talora si replicò , e non pure una volta, ma più, per maggiorenfasi. Guariti. Past . Fid. 2. 2. « 5 \ altro vuoi che iamor mio?Deh non altro. S.,, tutto tei dono. Malm. 8 . 65 . Si,$ mabasta , poi nou aver fretta. Fir. Lue. 5. 7. Ah si,, voi avete ra-gion voi , voi siate voi c non lui ,,. Frane. Sciceli, nov » g2.Yuogli una cappa di cielo ?, ,. (Cin)

11 [Talora è posta ] per veemenza di sdegno. Lat. ita ne. Gr.iwà.

0 pus. Bove. nov. 26. 18. tu mi credi ora con tue carezzeintìnte lusingare , can fastidioso clic tu se'.

Fi Talora per figura d'ironia , maniera frequente e proprissima.Bove. nov. 5o. 16. Pietro ec. domandava pur se da cena cosa al-cuna yi fosse a cui la donna rispondeva : , da cena ci ha ; noisiamo molto usate di far da cena , quando tu non ci se.

1 3 Talora per forza di maraviglia. Lat. scilicet. Gr.^Xx^^.BocC,nov. 7 2. t2. O sìe , disse la Belcolorc , 6e Dio m ajuii, o non la-vrei mai creduto. ( Qui giuntavi /'E alla maniera de contadini. )

1 4 * Talora prese dopo di se la Eh , il che gli diede una cenaforza di più. Maini. 2. 5g . eh! soggiunse TOrco : fate mollo!Voler eh io entri dove sondue cani. Min. Annot . ivi: Si eh, mododel dire che si usa per dimostrare che abbiamo conosciuto fingannoo cattivo trattamento che alcuno ci abbia fatto o abbia in animodi farci ; quasi dica: Cosi eh vorresti chio facessi ? ovvero Cosimitratti eh ? (Ciu)

Talora usato con l'articolo ù espresso 0 sottinteso inforza dii.ome. Petr. soti. i35 . Non so sil creda, e vivomi intra due , No no nel cuor mi suona intero. Dani. Purg. 3i . 14 Mi pinscroun tal fuor della bocca, Al quale intender fur mestici- le viste. Bui.ivi; Un tal, cioè una tale aflinnazione , cioè debilcmente pro-ferta ec., al quale ec. fur mestier le viste , cioè fu bisogno eh iochinassi lo capo, che è segno dalfirviiazione. Dant. Par. i3. n4>

E questo ti tìa sempre piombo apiedi, Per farti muover lento co-ni uoin lasso , E al si c al no che tu non vedi. Urb. E con questipensieri più volte dandarvi, il cl no nella lor mente vacillando,non sapevano che farsi. Seti. Ben. Farch. 2. 1. Della qual cosa mipare di poter mostrale una via speditissima, e più agevole di ninnaaltra ; e questa è , che noi diamo i bcntlizu in quel modo che glivorremmo ricevere, soprattutto volentieri, prestamente, e senza sta-re punto sospesi trai el no. » Ar. tur. 24 . 34- Pigliar di titu-

bi

non ebbi poi che doglia e pianto. Petr. canz. 21.6. iovo de dubbiosi scogli, Ed arrivi il mio esilio ad un bel fine, Ch 1rei vago di voltar la vela , E làncore gittar in qualche p 01 j (lBemb. Pros, 3. 216. Ella (la particella) dapoeti si P°° evece di Così; a cui si rende la particella Che in vece di Cor« equesta maniera: Sio esca vivo dedubbiosi scogli, Ed arrive d * , s jesilio ad un bel fine, Chio sarei vago di voltar la vela: cioè, y'esca io vivo degli scogli, come io sarei vago di voltar la ve * a '^/£ao IW significati di Così., Nondimeno, Almeno ec. ,la corrispondenza delle particelle Che , Come ec. [ F c t 1 ^ come. ] Lat. ita ut. wVTt.Bocc. nov. g^.12. Quivi tenendo 11 ^la sua affezion nascosa ec. , nellamorose panie sinvescò» ^quasi ad altro pensar non poteva. Cas. leu. 68. È dunque o e ^sario di far con diligenza , che 1 uomo abbia a memoria * e uzioni e le figure che si leggono negli autori. » Fil. S . Gio, ** li ^3iy. Si gli uomini , come le femmine di Firenze , andarono*Agost . C. D. 5. 2 . Se luomo nasce sotto 1 uno che 1 a ^punto del cielo , che duri ancora quella medesima parte dehscopo ec. (Y) $

a Ed in questo significalo alcuna volta si dice e tanto,ed intanto, ed in tn! modo e simili.Bocc. nov. 2 3. g . Le pron®d operar e per tal modo , che più da quel cotale non le sartidato noja. E nov. g6. ig. Tanto e si macerò il suo fiero a PP etl Jche ec. lìbero rimase da tal passione. Lab. 5i. Mugnaia sitanta forza ogni umor da dosso , che a ninno carbone e a 0^pietra divenuta calcina mai nelle vostre fornaci non fu così dalatro fuoco munto. Pass. igy. Che le cose samino cd intanto» ^quanto elle ajutino e inducano ad amare Iddio. » Fìt. SS. P,. 0 ^i6g. E fu e tanta tempestate per tre giorni, che non si potè sterrarc. (V)

3 * E colla corrispondenza di Quanto. Salv. Oraz. pfa32. Anzi nel suo Decameronc lo credo io perfetto, dico quan t0 . a ;stile clic a quella materia è richiesto , quanto nelle loro ora2'°si siano per avventura Cicerone e Demostene . (Cin) 4

f E si adatta benissimo non che co verbi , ma pur cocogli avverbii eziandio. Bocc. nov. 1. 12. Egli è stato si nia vjpiuomo , che egli non si vorrà confessare.^ nov.3. 3. Ma cra ? fo-cile di sua volontà non lavrebbe mai fatto. E nov. 12. i3*minciò a ringraziare Iddio e san Giuliano, che di malvagia II , ^come egli aspettava, V avevan liberato. E g.ó.p. 4 Ed è ben &stia costui, che egli si crede troppo bene che le giovani sieno si sC qq*che, che elle stieuo a perdere il tempo loro. E nov. 4° ^ \f\igliendogli il lato, in sul quale ora, in sullaltro volg «vo*»si destramente il lece, che dato delle reni nell un de lati dell ^ec- , lapiegare , e appresso cadere.Petr. canz. 8. 1. -y,il filo a cut sattcnc La gravosa mia vita, Che, saltr i non }' a ^ a ;,Ella fia tosto di suo corso a riva./? sou. i^S. Le note non

dal di eh Adamo Aperse gli occhi , si soavi e quetc. E c a ' li '

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- dolcemente i pensici' dentro allalma Muover mi scoto eC,, eritornar convienimi alle mie note. Dani. Par. 2. 28. Volta | c ' a jj lieta , come bella. Bocc. inirod. 28. In abito lugubre, qi |a " efatta stagione si riebiedea. Cas. leu. 27. Perchè io sono asse* 1 c ^non copioso di parenti nella città.» CU. -8. Erano.220. A* c ,. s ifanciullo clic era si aggomitolato per modo chel capo co p lCraggiugneano insieme. (V) .

22 [Ed anche co nomi superlativi.] Filoc. 5. 2/2. Ma ciò fo °! c0 uperciocché nel cuor mi saccese unira si ferocissima, che q« a .j l gli!lei mi fece allora crucciare. Dani. Cono . 160. Alla più gente. 0 ;pare di larghezza nel diametro d uno piede .- c si e ciòche oc. il diametro del corpo del Sole e cinque volte quanto 4 j adella Terra .» Sega, Stor. L 2. Voglio per lor parte p re S a \ii sfnon tenergli presuntuosi per queste donando da farsi appresso jjottimi e saggi cittadini nostri signori. Ckiab. Rim. P>

Viioliieeimn i/zirmiirlut linci» rmtlt'll/l/' ^ (C'ilt'S £/">! .V (rlO » J/>?

p.imperoecnc tuia e u-slm u st uegmssuno e si divino, y* (

23* EU alcuna volta si collocò anche dinanzi all infinita oi siihi. Dav. Coll. Tu ci puoi rimediare col fare , eh egli *metter barbe se non giù basso. (Cin) jjà'

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17*

duite particelle affermative fu distinto il volgare delie altrer ' ' JSuov. p. 62. (Mdano 182 7.) Se volano g;ia:darein .lingua di , noi nou troviamo cose dellepresente tempo centocinquanta anni. E Conv.<0. Per questo comcnto la gran bontà del volgale di

la ingiuria alla vendetta Tra il si Zerbino e il no resta confuso. (Ciu)[&' col segno del secondo casa unito alt articolo.] Bocc. nov.Oy.Tu puoi ec. aspettare se egli vi verrà , che son certa del.

* Dicesi Lingua, Volgare ec. del o di si, La favella italiana ,< l lLe ^ to fu preso per distintivo di essa , nella guisa appuntoette ciutfe pdi ttce 1 * ' - ti *........ .7 ri,,!in niii'n

genti. Dant. Fit.in lingua d'Oeo è .

( per runa ) anzi ilTratt. 1. cap.

si vedrà, (p)

***, ~ ^ Paise del o simili dicesi l'Italia , o più particolarmente

la J uscitila, avuto riguardo a quel certo sibilo o ronzìo con cui pro-feriscono tal voce 1 2mentii , per Ut pronunzia loro propria dellaiftera^, che tante volle sembra confondersi colla Z. Dant. In f 33.Ahi 1 isa, Vitupero delle genti Del bel paese dove! suona.(Cioè , della 1 1.srana, che non poteva intender V Italia .) (P)jq- [Ancora in qualità di avv. ma non pr, priameuie affermativo ,na vai ii significati. D ordinario corrispónde a Così e al sic latino ambi usati] per espressione di Desiderio. Lat. utiuam. Gr. 43 *.Rim. ani. M. Cin . ji. iòsa io morto quando la mirai, CUalleo

4 * Preceduta da Ma , sta in forza di Bensì o del se'mp ^- lf ,_Cavale. Specch. Cr. 228. Gli Saducei non credevano l a l *^ c co sGz ione, ma li Farisei . Fit, SS. Pad. 1. 2g. rev r tIan°al tutto occulte ec. , ma quelle delie quali veggiouocipio. (V) Bocc. Teseid. 7. Che cot.yl morte troppo ,.M

grada , Che nou farebbe senza Iella vita, Veggcndola non 1 ^pi-si d Acuita. Col. Ah. Isac. p. :j. Ed è costume eli 11 ai>i llia J)t) i c*contaueute ululare uno favellamento in un altro; ma s sCallalicheremo d avervi alcuna diligenza. (Gin ) r^aiit 9 , C

> Replicalo in corrispondenza , in vece di Cosi come i , pi! >quanto , nella stessa pwsa del Lat. cuui Lum. Gr. f* 3 ® 56

. G. F. 12. g. 3. Questo re Ruberto fu il piti savio fl0 p.tra Cristiani ec. , di senno naturale, di scienza. B ^ cC '^^ p<;r io mestier nostro ec. , e per la volontà ch L * ^ g ì p^ 1

13.

y. Era Cimone , per la sua ibrm a » aS i

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511 *

rubarci. E nov. 4*la sua rozzezza, c sj per la nobiltà

to a ciascun del paese. E rumi. 22. Efigenia da moltedi Rodi fu ricevuta , e riconfortata del dolore avutopresura, e della fatica sostenuta dei turbalo mare- j jìcc^1 era ciò caro ad udire, si per colui cu

iày. Oh quanto m per que che ciò ascoltavano intenti , si pei-quali era detto. M. F*8. io3. Esso Abate erapratico, c spato, e nellanni:li stati c le signorie temporali.» Pii. SS. Pad.

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