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SJLIjBO
Silibo. * (Bot.) SÌ-lì*bo. Sm. F . G. Lat. silyhuzn. (DaM’ebr. sillnn spina,ed hibra alimentimi praebcre : Spina aliincntatricc. Alti i dal gr.lambano io comprendo.) Specie eli Spina grassa o Cardane da mari-giarsi. Genere di piante della singenesia poligamia uguale , c {Iellafamiglia delle cinarocefale , distinto dal calice panciuto nella basecon squame aderenti fra l or o ed embriciate, le corolle jlosculase er-mafrodite , il ricettacolo guernito di paglie, ed i semi terminati daun pappo paleaceo lineare caduco ; da Faillant stabilito con unaspecie di cardo non avendo esso trovati i giusti caratteri del carta-mo o Zafferano saracinesco. (Aq ) (N)
SiucAiìio, * (Fikil.) Si-li-cà-ri-o. Add. e sm. F. L. Così chiamavansigli Operai occupati a mantenere gli acquedotti presso gli antichiRomani . Lat. silicarins. (Mit)
Silicato . * (Cium.) Si-li-cà-to. Sm. Sale formato dalla combinazionedell acido silicico con una base salificabile. Lat. silicas. (A. 0 .)Silice. (Min.) Sì-li-ce. Sf. Terra molto diffusa nella natura , ove peraltro non la si trova mai pura ed isolata ; essa fa la base delle pie-ire dure indicate coi nomi di Quarzo , Selce , Sabbia , Ciottoli esimili. In is(<ito puro è bianca , insipida , inodora , insolubile nel-I acqua ec. E riputata dagli uni come ossido di silicio , dagli al-tri quale acido silicico. Aon sélve nella medicina, ma sì nelle arti.(A^Focaja.) (Boss) ( 0 )
^ * P £r Selice o Selce , eh’ è più in uso. Cr . (A)
Siliceo. (St. Nat.) Si-Ii-ce o. Add.m. Della natura della selice. Ondedicesi Quarzo siliceo , Terra silicea cg. (A)
Sìlice&ho . * (Arche.) Si-li-cèr-no. Sm. F. L. Banchetto funebre , coiquale termiuavasi presso i Romani la cerimonia del funerale, e con-
SILLABA
secondo alcuni .
Gr. xtpàriov. ( Siliquagnoso.) Cr. 5 . s 3 . 7. Mirabil cosa di questo frutto ( dellaYedemo in ciò , che in una siliqua, ovver guscio, produce i suo 11e ramiceli! , nc’quali i suo* frutti sono.
2 — Ed è anche Sorta d' orboi'e detto altrimenti Carrubo 0 ^
inella e Siliqua dolce nelle officine ; fa il frutto simile a àdelle fave. Pallad. Febbr. 33 . Le silique, cioè carrube , si sclll ^ )]0no in seme e in piante del mese di Fcbbrajo. E nov. 7.piante di melocotogno , e di melograno , e di cedro, nespolo1,sorbo , silique, e piante d’ agresto ciriegio da poi innestare. O' E;Iceti. Fior. La scorza della minore siliqua. E 2 f ^ seme di ( 1 ’ ^minore siliqua crediamo che si possa usare pel vero cardamomoGreci. (N) < . , Jsi(l e
1 — (Filol.) Sorta di moneta {antica, ed anche Peso antico ad' Egitto . Anche i Romani ne avevano uno dello stesso nome, c ., ( . ll ela tci'za parte dell' obolo e la sesta dello scrupolo : diciotto slformavano la dramma.] Fit.SS.Pad.2.212. Ogni giorno f aC< jj 3 ^in-ai maschio una certa moneta che si chiamava siliqua , e allamina due.
rdi'i 1 ‘
Si liquastro. * (Bot.) Si-li-quà-str<*, Sm. Albero leggiadrissimofamiglia delle leguminose , coltivato per V ornamento de j h*boschetti , grazie all ombra che danno le sue foglie rotonde e a, 0bel verde ; i suoi belli fiori ivssi a mazzolini , che nascono r $delle foglie , hanno un aspetto molto piacevole , e sono anco 1 ^
nelle insalate e si confettano alla stessa guisa de' capperi. ( . L -i*munemente Albero di Giuda , e da' botanici Ceroide, F. Labsiliquastrum Lin. (D. T.) (N) M t/J s i!i'
i- ■ • ‘"ìT" 7777ài. narenlied amici Siliquatico. * (Ardii:.) Si-li-quà-ti-co. Sm. V. T.. Imposta
sisleva orduuirmmentc m una cena che davasi ai pai enei co amici , . _ ... • >
del defunto. Lat. silicerniiun. ( Secondo alcuni, vien dal lat. sileoin corna io taccio nella cena : poiché nelle cene funebri solca le-gnare il silenzio. Altri eia silentes cerno io vedo silenziosi.) (Mit)
Licirr» * (St. Nat.) Si-lì ci-c o.Add. m.Di silice. Onde Acido silicico
Silicico.
chiamarono alcuni la silìoe per la sua solubilità negli alcali fissi,Lat. silicicus. (A. 0 )
Silicio. * (Min.) Sì-lì-ci-o. Sm. Metallo produttore della silice , me-diante la sua combinazione coll’ ossigeno.Nello stato puro si mostrafornito di grande lucentezza metallica e di colore più bianco diquello dell ’ argento . (0)
Silicoma. * (Cium.) Si-li-có-na. Sf. Nome data alla base della sìliceda quelli che la reputano pai o meno simile al boro od al carbonico ,e non copie metallica. (A. 0 .)
Sjliojla. (Bot.) Si li-cu-la. Sf. Pericarpio secco ed a due valvole , di-viso in due da un tramezzo che resta dopo la caduta di quelle ;la sua larghezza eguaglia quasi la lunghezza ; non contiene cheuno o al più due giani. — , Siliquetta , sin. (Da siliqua, di cui si-ile ula è diui.) (Ga) (O) (N)
Silici;loso. * (Bot.) Si-li-cu-ló-so. Add. m. Che porta o produce si-ile ule. Ordine della classe tclrudinamia di Linneo . Lat. silicido-sus. (A. O.) (N)
Siliuar. * (St Mod.) Si-li-dàr. Add. e sm. Lo stesso che Selidar, F. ( 0 )SlLiiìiNAUio.* (Filo).) Si-li-gi-nà-ii-o.^/^. e sm. F. L. Siliginarii chia-mavano i Romani Coloro che facevano il pane colla siltgine o eliclovendevano o dist> iluivono. ÌaU. siliginarius. (Mit) (N)
Siligine. (Bot.) Si-lì-gi-ne. [Sf. F. L. Così chiamavano gli antichiQuella 3 svi ta di grano gentile [ che noi diciamo Segala 5 sebbenealtri credono che la diligine non fosse già segala , ma bensì unaparticolare e scelta qualità di frumento superiore al comune ; ed al-ivi estendono tal nome al maiz . Lat. siligo triticuui sdigineum.Gr. (rspihxXis. (Secondo alcuni, vien da seligo io scelgo.Y. Segalai)Tes. Pov.P.S.cap.tS. Fa polvere di farina di siligine, ed inghioUilac . 0n . aCc 'l° di cocitura di ruta. E cap. 3 o. Fa poltiglia di Ialina didiligine , ed impiagala in sulla verga.
Sili maio , * Si-li mà-to. Sm. Lo stesso che Solimato , V. Nome cor-rotto di quello che comunemente dicono Sublimato corrosivo ’ s se-condo i chimici , Deucloruro di mercurio, lìenv. Celi. 0 >ef. 106.Prendasi mezz’ oncia di silimato, un’ oncia di vetriuolo cc.(Y) E Fit.2. 56 f. Mi liscisi cb’ eglino 111’ avessino dato in uno scodellino disalsa ec. una presa di silimato. E appresso'■ Fglino mi avevau datoquel poco del silimuto. (G. Y.)
Silimdi. * (Geog.) Si-iim-di. Hume della China. (G)
Silio , * Si-li-o. N. pr. m. Imi. Silius. (In ebr. seia elevazione. In gr.syle preda. In celt. gali, sait guardia, custodia.)—Cajo. Poeta epicolatino, console sotto Nerone e Fiicllio y soprannomato Italico. —Altroconsole amato da Messalina . — Generale romano dannalo a morteda Sejano . (B) (Mit)
otLio. (Bot.) [A 1 /!?. Pianta che ha lo stelo con la scorza liscia, cd al-quanto verde. ; i rami quadrangolari -, le foglie quasi sessili, opposte,<Lu f e qUae , dentate ; i fiori piccoli , di un verde bianco, umbellati,e f Sl \ n parti. Fiorisce nell’ Aprile, ed e comune, nei boschi
tJ'J 1 *’ Sll 'pi.] Detto anche Fusaccine, perche del suo legno si fan.JTA, a ,! ùi W,-„/ tornio. Lat. evo, ' "
bi»l»c ai silio.^ C "''- 37 - Se vuogli scacciar
01 il / C> - ^ a me dicinale , del seme della quale si fa la imicil-ageme , ed e anche detto P,i!lo , Pàllio e bulicarla f e si prende
ìì ss, rr's.'S-» <■
j-i, d taccia c-uoceree gomma adragante , c silio.
SiugcA. (Bot.) SUi-qua. iSf.V.L. Q ae u a capsld „ composta di duevalvole con due suture lon H uudin„ti opposte, la quale ha i uranialternativamente attaccati, ed e nell’ interno divisa ila un diaframma.Questo frutto, ossia pericarpio, appartiene alle piante eroe ifere ' cforma L'altro ordine dilla classe tetradincunia -, dette perciò siliquose.Più cOfi.uncfuciUe ] Buccclloj Gu&cio, —, SGiqna, sm.] Lat siliqua.
qua , istituita sopra tutte le merci che esponevansi nelle f e f e , ,,#»
’•atore e dal venditore. L u
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mercati, e che pagavasi dal compratore e dal venditore. f u £ Ujjt)tata dagl' imperatori Teodosio e Falenliniano.JjUt. siliquaticum t ;Jl ,Siliqdetta. * (Bot.) Si-li-qiiét-ta. Sf. dim . di Siliqua. SìUqf l ln f,
quc't-ta. Sf. dim. di Siliqua.
lunga e spesso incavata alla sua sommità. Lo stesso che Sd^ 3 *Bertohni. (O) _ _ .^gg,
Siliquoso. * (Bot.) Si-li-quò-so. Add. m, Che porta o produce 81 •Lat. siliqnosus. (Ga) (A. O.)
Silistiua.* (Grog ) Si-lì-stri-a , Deista . Città e Sangiaccato dell achia europea in Bulgaria . (G) wll o*)
Silita. * (Zool.) Si-li-ta. Sf F. G. Lat. xylita. ( Da xyloa Mj/’e/"Genere d' insetti da Paykull stabilito nella seconda sezione ^dine de ’ coleotteri, i quali forniti di mascelle cornee , arcU aindentate ed aguzze s'insinuano nel legno morto , dove si Bnel Nord dell’ Europa. (Aq ) V ($U
Silittar. * (St. Ott.) Si-lit-tàr. Add. e sm. Uffiziale che porta* 0,al Gransignore. (Ne) < gfttit
Silivri, * (Geog.) Si-ii-vri , Selivri , Selimbria . Lat. Selimbi** a *della Turchia europea nella Romelia . (G)
Siljan. * (Geog.) iAtgo della Svezia . (G)
Silkote. * (Geog.) Sil-kò-te. Città dellIndostan. (G) a r
Silla . * N. pr. m. Lat. Sylla , Sulla. (Dai celt. gali, suilspetiativa.)—Lucio Cornelio . Cavaliere romano,poi questore,
m. Lat. Sylla , Sulla. (Dal celt. gali. suil sperm’^V,^
_^.«.jirlio. C'.nonlìpre rnninnn nni finfistm'e.V 1 ' .J£>
’etore wre di A
bitm di Roma , che morì privato cittadino, col soprannome folice e di Epafrodito.— Nome di altri illustri romani della ^te 8Smiglia. (B) [Mit)
1 — * (Geog.) Città della Nigrizia . (G) Jtfe rei
Sillaba , Sìl-la-ba. [ Sf. F. G. Focale o] Aggregato di più e t)ft o e[con una o più vocali, che si può pronunziare in undi cui sono composte le parole.] T.at. syllaba. Gr. ffvWctfa-dal gr . syllambano io comprendo : e questo da syn insieme,^no io prendo : poiché la sillaba è comprensiva di più lettere.)
28. Tanta era la diversità delle piaghe c li modi delli impi a £ anon in versi , dove il dicitore è costretto a dire in certo n ,M jidsillabe , e a venire a certa rima , per consonare nella suachi le volesse trattare in parole sciolte ec. , non potrebbe | j t , si!"a pieno. Tes. ììv. 8. 10. Chi vuol bene rimare, dee ordina' * c [i<!labe in tal mudo, che’versi sicuo accordcvoli in numero 1 . ^
Y
uno non a
.. . _.bbia più che 1 ’ altro. Red. Annoi. Dìtir. f * n P S .fi
tori antichi aggingnevano la lettera N alla prima sillaba . ,v;i‘ !l7
nomi-»necessariamente
Farcii.Ercol. T. 2. p. 2 20. Jn ciascuna sdlaba s 1 bi-corne in lutti gli altri corpi, tutte e tre F
i-o Ibi 1si
laighr/.za. La Imigliczza fanno gli spazi! , ovvero i tempi ilei ' achiamati da alccmo grammatico Intervalli; perchè ogni sl ( j-, prr''^sua natura o breve u lunga, non ostante clic possa essere e t j poi' 1 'e più lunga e brevissima c limglnssima, secondo il tempo cin pronunziarla , rispetto così al numero come albi f[ ì dd a ,, iiil|{? g 1
evoiiymus [cnropaeus Liu.]G;'ire i serpenti ec., togli ec.
prei
■^/vWiov,in acqua gomma arabica ,
c . ^ Spirti! ,
perchè ciascuna sillaba si profferisce o aspirata , cioè con ^ qui 1 ’*’fiato , la qual cosa gli antichi segnavano nello scrivere c ° a00 fl 1 ' 5nota li , o con minore, il che i Latini non notavano con 8 '®suiio, e i Greci con una mezza h. (N) _ ld of , ' tU 7 .
— * Dir le sillabe volgarmente vale Parlar chiaro.riinosff 1 ' |e 81
corneale checchessia. Pag. Com £ sapete, dianzi le ho delabe; ma gli è stato come predicare a’porri. (A) . . c0« xl1
— * (Mus.) Consonanza della quarta nella musica antl ’ „ |
nemente detta Diatessarom (O) ^Ji
a — * Chiamatisi Sillabe aretine le Sei sillabe Ut u' 3La , colle tinali Guido cl' Arezzo segnava i primi seiscala. (!■)
sitc'H
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