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[Vol. VI. - Vol. VII.]
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5 9 2 STESSUTO

3 _ * Talora si usa come aggiunto di nomi per accrescere in fino

al supremo grado una determinata qualità del suggello di cui siparla.Geli.Capr. rag. 4- Uomo non solamente buono , ma la stessabontà, Eitrch. Stor, l. 12. Si raccomandò all'abate de’Bartolini ,cd egli il quale non pur era gentile, ma la gentilezza stessa, lo fcc#nascondere segretamente in casa di Giovanni suo fratello. (Ciri)

— Talora fu usalo in luogo di Stessi. Cavale. Med.cuor.1T 4. Tuttiquegli che troppo amano sè stesso , o altrui. E Discipl. spir. i3o.Quelli solo sono virtuosi, a’ quali seguitando la divina grazia, fannoa sé stesso lorza. Passar, sèi. Sono molti , che per essere tenutiumili e giusti , spesse volte egli stesso si biasimano. (V) ( Ma nelprimo esempio la frase se stesso riene individualmente a riferirsi aciascuno di quegli uomini già collettivamente accennati. E quantoall'ultimo es. del Pass, è vero che nella stampa di Puerile 1725 silegge Eglino stesso , ma è vero altresì che le due edizioni antichecitate dalla Cr. e il testo a penna del Salvini hanno Eglino stes-si.) (Gin)

5 — [j4liticamente fu detto 3 Stessi nel caso retto del minor numero, [edè modo fuor d uso.l Dant. Par. 5. l33i Siccome il sol, che si celaegli stessi. »Prunc. Sacch. nov. 16G. Fa nel capo tu stessi un nodoscorritoio. Dep. Decam. 43- Si dice egli stessi qualche volta , cheper l’ordinario si direbbe egli stesso ; ma non si direbbe già essostessi , o quello stessi. ( V) Morg.s. 83. Se c‘è armadura o cosa chetu voglia , Vattene in Zambia e pigliane tu stessi. E 7. 72, Per lemie man non piaccia a Dio che in a, Quantunque a morte si dan-ni egli stessi. Beili!'. Pros. I. 3. E quantunque usino i Toscani didire Egli stessi , più tosto che Egli stesso , non perciò si dirà an-noi a così Esso stessi , ma esso stesso , forse per la diversità de’finieh# è ili quelle voci e non è in queste. (Gin )

e — Ed anche unito a pronomi di caso obbliquo. Cavale. Pun•gii. 144. Or perchè mi iodi tu a me stessi? (V)

Stessuto , Stes-sù-to. Add. m. da Stessere. Beiliri. Disc. 11 . Perchèle lilamenta per le libre di lei con sono stessute ancora, nè con-•innate. (Min)

Stetario. * (t ilol.) Sto tà-ri-o. Sm. E. G. Erma o Busto che presentala testa e la parte superiore del petto. ( Da stethos parte supcrioredel petto.) (O)

Stetolesmio. * (Filol.) Ste-lo-dè-smi-o.^/n. E.G.Lat. stetbodesmiura.(Da sthelhos petto , e desmos legame.) Era presso gli antichi unabenda che serviva, come oggi il corsetto, a dar forma e risalto allemammelle. (Aq)

Stetoscopio. * (Med.) Ste-to-scò-pi-o. Sm. E.G. T.at. stethoscopium. (Dastethos petto , e senpeo io osservo.) Strumento medico immaginaloda Laennec , per esplorare steli ammalato le pulsazioni del cuore ,e perfezionare la diagnosi nelle malattie del petto. (Aq)

Stettiho. * (Geog.) Stct-tì-no. Città e Bcggenza degli Stali Prussianinella Pomerania .— Nuove Stettino .Città degli Stali Prussiani nellaPomerania. (G)

Steuees. * (Geog.) Stèu-bcn. Contea degli Stati Uniti. (G)

Sieri 1 1Nvlui. * (Geog.) Stcu-ben-vil-la. Città degli Stati Uniti . (G)Stevart.* (Geog.) Stè-vart. Contea degli Stati Uniti .— Isola del maredi Bering. — Gruppo di cinque isolette del Grande Oceano equino-ziale. — isola del Grande Oceano australe. (G)

Stevartovka. * (Grog.) Ste-var-tò-vna. Citta della Scozia. (G)

Stejer. * (Geog.) Stè-jer. Città dell' Arciducato d Austria, (G)Steykikga. * (Geog.) Stey-nìn-ga, Città d' Inghilterra. (G)

Ktezica. * (Geog.) Sté-zi-ca. Città di Polonia . (G)

Stia, (Ar . Mes.) [Sf.] Chiusura fatta per tenervi animali. ( Il Mena-gio dice che questa voce sia gotica, lo penso che venga dall ingl.sty porcile. In sass. slige o stigan v. ‘ il medesimo. In celi, brett.ss basso , onde a-is abbasso , e ti casa .- delle quali voci il compostopuò valere casa bassa, 0 casa eh’ è abbasso, dove appunto tengonsigli animali. In gali, sios abbasso, e tigli casa. In tcd. Ictus thier, inoland. /iuiì dier casa di animali. In ar. istysad habere septum adeontinenda pecora. In illir. ilari, in isved. stai casa: in pers. estuaIncus quietia.) G. V. 6. 71. 1. Uscio il detto lione della sua stia ,correndo per la terra. E 10. 187, 1. Nacquero in Firenze due leonidi leone e leonessa del Comune, che stavano in istia. Erano.Sacch.nov. 25. Il prete doloroso ec. no fu menato cosi capponato a unadlia, e là alquanti di si fece curare.

2 — Gabbia grande, dove comunemente 6Ì tengono i polli per ingras-sargli. Lat. cavea. Gr. obdìiov. Eir. Lue. 1. 1. Ma chi volesse te-nere un prigione in modo che non si fuggisse , bisognerebbe legarloa’piedi di una bolte di trebbiano ec. , di una stia di capponi gras-si , ec. » Mini. Eranz, 3. 92. E stando come polli nella stia , Sivivono a piè pari spensierati ec. (B) SAviti, Annoi. E. B. 3 . ». 1.Stia, quasi stiva , cioè stivamento, dal latino stipare. (N)

Stia dilf. da Gabbia e da Capponaci. Stia è vocabolo generico checomprende sotto di «è tutti gli altri che esprimono qualche partico-la'e chiusura in cui si tengono racchiusi gli animali irragionevoli.Gabbai è nome aneli’ esso di chiusura generica, ma distinto da Stiaper la particolare eua costruzione , edseurfo uu utensile formato distecche (ti legno o di ferro, congiunte da regoli a guisa di cancello 5c pero £ meno generico di Scia, Capponaia è luogo 0 gabbia par-ticolare in cui stanno i capponi.

STIACCIA; Stiàc-cia, [Sf, 4 e (/ t ’] SchifM~cia. [Questa ed altre voci si-mili , come Stiacciare, Stiacciata) Stiafìb, Stiamazzare, Stiantare, Stiau-za , Stia (fa , Stiavina , Stiavo cc t , sono pretti idiotismi fiorentini, jJ/av. Graz . Gcn. delio. 148, E noi potremmo trovarci alla stiaccia.Jiuon. Pier- 2*3* Cor. jNclle cui dure braccia La colse il zoppo alla’iigcgnosa stiaccia. s.S.y. E 1 ]>c9o sopra i petti lor rivoltosi. Fecedi lor non molto dolce stiaccia» Mnlm. 7. 2^. £ clic sia il vero, tedeve ne faccia 11 Garani , scampato dalla stiaccia. » ./Ver. Saniin. ìz,33. Cmm: 1 ’ ucce! pi «so alla stiaccia resta, (N)

5TIANZA

2 — [Dicesi Destare o Rimanere alla stiaccia e vale Essere slifi c ‘ a ‘to.] Buon. Eier . 4 ■ <■ *»■ Parti, o di questo rnur, che ti sta ’n iaC "eia , T’ aspetta di restar tosto alla stiaccia.

2 — [ E fig. vale Esser colto o Entrar nelle insidie.] V ■ R 1 ® 1nere, §. 16.

Stiacciare , Sliac-cià-re. [Alt. e ri. pass. Fiorentinismo. E. e di ] Scb®edare. Lat, collidere, elidere, opprimere. Gr.xa.TOLfi.Trar, trvyxporii'liuon.Eier. 4• r. i. Fistiatoi , che alla testa di due strade Par cuccellino a te, messoti in mezzo Per istiacciarti il capo. E 4‘f £< ‘Stiaccitis’il bicchiere , Dove’l palato il tocca, c vada giù. . PCam. 34- Se c’è alcuna , a chi la fava piaccia, La megli 0 1 .franta abbiam che ci si faccia , Con un pcstel che inlino i 6 USstiaccia.

2 — * E detto delle uova. Buon. Eier. 5.1. 4 - E va’n ctl . cl j l «)e datti uova a stiacciare, E batti chiare, e pon da parte i torli- ( '2 — Taroccare, Incollerirsi ; che anche si dice Stiacciare com’ un P „chio. [ V. Picchio, §. 2.] Buon. Eier . 4 ■ 6. Stiacciano o cuoc

bue , Che per quant’io mi credo, Vorrebhono ire altrove. . .Stiacciata, Stiac-cià-ta. [Sf. Fiorentinismo.] Focaccia. E.e di Sebi

ciata. Lai. placenta. Gr. oCkaKois. Eir.As.174. E tutte queste traPP 0 ^c questi inganni t’avverranno la mercè di Venere, a cagione cl®ti lasci trar di mano una di quelle stiacciate. Lasc.Spìr • 3. 9- -Ringraziata sia santa Chiara. L. E la sua stiacciata benedetta.nirTane. 4 • 2. Tale un penzol d’argento in scn si pone , Ci® n ° n „jjpon da fare una stiacciata. Malm. 7. 21. Ben se n’avvede, e b.mette a entrata Di macinarsi e fare una staicelata, ( Qui fi& ur ‘mente, cioè, stiacciarsi, stritolarsi.) p,

Stiacciatina, Stiac-cia-tì-na. [.S /.j dim. di Stiacciata. [FiorentinisM^'^e di'Schiacciatola.) Malm. 1 . 5». E per lo meglio si risolse - 1 J 1 ,Tornare a casa a queste stiacciatine. » Pros. piar, pari. 3- ‘ , £ J a o-Cic. pag. 208. Benché ser Agresto dica che mandasse per unaciatina unta , ec. (B) p e E

Stiacciato, Stiri r-cwito. A di. m.da Stiacciare. [Fiorentinismo. K‘ fiip.Schiacciato.] Lat. elisus , opprcssus. Gr. ixTiàkip.fi>os. Bongh. a3si. Si veggono di sua mano una Nostra Donna dentro nell'fful®di stiacciato rilievo. Ricett. Fior. 5o. La noce moscada è 1 '-

losca'

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di un arbore delle Moluccbe ec. , il quale produce la II 'CC y'di grandezza ec. quanto una pesca mediocre , ma più stiacciaStiacciatoka , Stiac-cia-tó-na. [ Sf. accr. di Stiacciata. ]grande. Buon. Tane. 4• 0• Tornava appunto mogliama dalE aveva in grembo quattro stiacciatone. _ .

Stiaccine. * (Ar. Mes.) Stiac-cì-ne. Sf. pi. Ferro con cui si sca ‘

: M.

e si stiacci an le carte che si fanno por arricciare i ca P e \' f. Gl'St 1 atto , Stiàf-fo. [Sm.Fiorentinismo. E. e di’ ] Schiaffo.Lflt. j pugnalixókaQcs. Cani. Curii. 197. Del liuto al tempo andiamo Col P^que-culate c stiafli. Lasc. Sibili. 4• 4- Se io non avessi rispe*' 0eti Gentiluomini , io ti darei uno stiaffo. Sebi*'

Stiamazzare , Stia-maz-sà-re. [N. a ss. Fiorentinismo. U-edi ]mazzare. fa 1,

Stiamazzo , Stia-màz-zo. [Sm. Fiorentinismo. E. e di' ] Scbian®* 2 ’ a ve'clamor. Gr. xpa.vyri. Dav. Coll. 197. Tra la gente clic vi », n „, < 5 J -dere , e noja e sturba , c gli stianiazzi spaventa. Borgh. gb

Nel quale, senza esser veduto, l’uccellatore colla civetta ,stianiazzi , c con gli altri suoi strumenti al tempo convene? ^ ba-cila l'arte sua. Buon. Pier. 5.1. 6. ,Zufolate, bussate, ®g. g c Iiia"mazzi , Alla civetta olà. ( Li questi esempi è nel sig ,umazzo , J. 2.) p. /£})

Stiascia. (Bot.) Stian-ci-a. Sf Lo stesso che Sparganio ,

Sri ascio , Stian-ci-o. [Sm. 'Fiorentinismo. E. e di ’] Sch® n c y feta — [ Per istiancio , Per stiancio, posti avverbial. Lo st ? SS ” n0 sg uat *iscbiancio , A schiancio, E.] Fir.rim. i5. Se di lei s °*? ir( lo- ,do Di sottecchi o per stiancio Fan eh’i’ mi consumo c,i ind cC ,'Stiantacirasdole ,* Stian-ta-gi-ràn-do-lc. Add. esosi, com■ c .? Jpà c ‘ ^Par che valga quanto Bellimbusto o Gonfianugoli. B e ‘ u L di L "iqo. Quel pancacciere stiantagirandole di quello sci°P crciano. (N) . „ re tos ca [ .

Stubtaiialabbi. * (Bot.) Slian-ta-ma-làn-ni. Sm. Nome vol n a ^ fl asdell'Adonide estivale , grazioso fioretto annuale scarlattofra le biade. Lat. adonis aestivalis. (N) Sch® J.** |d

Stiantare, Stian-tà-rc.[^tt.e n.pass.Fiorentinismo. E. e ai i g . E L

Lat. dìscinderc, evellere, eradicare. Gr. tx.piXfiw. Cant.fi tc fi è

tagliando fa l’oro stiantare Nel filar , sempre dolers* u . fie , V c fIl forte cordovan morbido e netto In pregio alto si g t n0.•le forme e i colpi del bassetto Senza stiantar sostoe •qualche volta gli è rotto e stiantato . Malm. 6. 84-fi . f.

tutti una risata , Clic fecegli stiantar sino il brachiere- nfcrC cC ®>.yjStiabtativo , * Stian-ta-tì-vo. Add. m. Lo Stesso che za ta tiva-i‘’ «è,Car.F1cheid.2S. Cotai legnami sono tutti rnater'a_ ìr n ,. e iid ntS " >0 ‘Stiantato , Stian-tà-to. Add. m. da Stiantare, E- L* * nti® 3 '

e di’ Schiantato.] I-at. discissus. Gr. Scb®®?

Stiastatuha , Stian ta-lù-ra. Sf. Fiorentinismo. E-f r|ta | t ,ra- r /Liri®Aret. Com. Quel colpo non è già rottura , 0 staio ,i st ^Stiantereccio , Stian-tc-réc-cio. Add. m. Che agev „ 0 li *1?°'

Stiantativo. sin. Cant. Cam. pag. 275. ( 0 . ....TfO'l

Stiabto

certi bei fregetti stianti fanno Da fargli lor P a fj' 0 nereOref. 42. Essendo di necessità che nel la? 0 ? 31 faf c ‘

nasca qualche piccolo buco, o stianto , cc. ( / .... gcli® nZ ’ ’pafib ’Stiabza. (Cliir.) Sliàn-za. [Sf. Fiorentinismo. '• nuan 10 u c le v " ’Stor. 14 . 527. Le trovarono roso dello stom ^ Or fcon una stianzar nera sopra quel roso- ' ,,r - r f se P Il ‘io ’1 pur dirò , vergogna , Un’ altra volta , e l