TRACCIATO
5 "'•* E n. pass. Beni. Tass.Amad. c. 11. La donzella gentil a cuin on cale Quivi più soggiornare , in pie levala . . . Trecciossi lieta icapei crespi e d’oro. (M)
TREGENDA
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^cciato , Trcc cià-to. Add, ni. da Trecciare. P^. e di* Intrecciato.■Bern . Tass.Amad. c. i3 . Ma lesta tuffa di purpurea rosa E d’odo*Jjjto e bianco gelsomino, Così folta trecciata e così ombrosa Cbe nonentrava il raggio mattutino. (M) Sahin.Iliad.23.5gS. Che z cavai1 tond’ unghia per la via In alcun modo non si rintoppa^sero, E irj, °ccbi ben trecciati t ihalfassero, ec. (Bj‘J-cciERA. (Ar. Mes.) Trec cié-ra. [Sf.] Ornamento perle frecce. Lib.
. m ° r • bj. L’amanza può ricevere licifamenfe discriminale , trcc-f ^ ra ) ghirlanda d’oro o d’argento , affibbiature o cinture. G. ff.
• 1 5^. 2. Che nicma donna non potesse portare ninna corona ec.,Tn 1 fe ^ e ’ n ® treccierà di nulla spezie. (Così il testo Davanzi)^cciolima , * Trec-cio-lì-na. Sf * dim. di Treccinola. Bemb. lett.trecciolina bionda , occbiuzzi vispi cc. (G ' T '
V.)
^cxdola , Trcc-ciuò la. Sf. dim. ^/Treccia, dell' uso ; altrimentiS I te , C 4 Ctta - W
'.Ar, Mes.) Treccinola chiamano i fabbricanti di carta 11 filato3 _ °}fi >ne . della forma. (A)
(Marin.) Treccinola della barchetla ; aUjìmnìti Punici H.Ì , Sa-j?. a del Iodio : cosi diresi Una cordicella divisa con varii nodi perTe, t ‘ SUraie 9 cammino della nave. (S)
2 C !' ; , ' r -A . Tréc-co la .[Add. e sf. Lo stesso che] Trecca, F.Ar.Len.o. Cerco per le treccoie , ìndi innanzi al castello , e a’ pizzica-
toli
l «BCco
Vo dimandando , s’hanno quaglie o tortore.
^ Mre , Trcc-co là-re. N. ass. Ciarlare, Berlingare-, voce che( . ll c >’edono derivata dalle Treccoie, che per lo più sono ciarliere.sto 'I * 0 P are C * 1U s ' a corro,l ° ( ' a taccolare, e che derivi, come que-lla! '"gl- t0 la H ( ciarlare , discorrere in brigala. Altri forse, pers. terkende sermo futilis.) Arel. Kag. E vo’ dir treccolare ,Pee°j- berlingare , e sciabordo , non insensato , non per altro cheTr Bc d ' rs i nel mio paese. (A) (B)
SE • Trec-có-ne
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*Jno
- - [Add. e. sm.] Rivendugliolo cK frutte, legumi,
hiilif f *."»««. hot. oscnlentonim propola. (V. Treccare. In ted . derb'ok d ''vendugliolo , il treccone. In ingl. trurcker, in cclt. brett.B'didl " aralt iere , chi fa de’baratti, de’cambii.) G.F. 11.gì. sf. La ’f 3 delle trecche e trecconi fiorini )')'! d’oro. Geli.Sport- sf. sf.
2 , che non vi è se non trecconi e rivenduglioli. Farcii.Par loro peravventnra cosa strana e non comportevolea favellare cc. con quella stessa lingua , con la quale favi I-Gr^j 1 lecconi e i pizzicagnoli. C. I trecconi e i pizzicagnoli ins ncQ , a "no favellavano grecamente ? F. Favellavano , c le trecchefruste / 1 ’ P 0 'chc una rivendngliola alla pronunzia sola conobbe Teo-8 ' ac CoH° n ess( ' re Ateniese . HJalm. 3 . 58. Co’pescatori al Mula oratfr y a Domineo , treccon de’ ghiozzi e delle lasche,tic,./, o Ovato in forza di un. per Bottega o Negozio da treccone.]s, ar e ' ( / : fori. ^ j 0 voglio a ogni aralo vedere se e'mi vuol pre-sto v „ e / 1 . bucati, per aprire ancb’ io un poco di treccone in iner-ir ec chio.
^ ^l„r C °I ie da R (tru ^° 1 Rivendugliolo , Rivenditore. Ramilo
ttJii
>to,
che
compra cose da mangiare in digrosso per rivenderle a
Poi 7 ’ Anche ii Rivendugliolo compra per lo più comestibili, perto mrn c,, dcrJi l se non che pare che anco ad altre specie di cosePer . crc .'«bili ■ " “ " ' '
ad ' c "
si possa applicar questa voce.Il Ramilo v a per le fiere,
Ri-
tiri Cllta > Per 1 » vie.- il Rivendugliolo d' ordinariosi tien fermoy to can J°. II primo ha un traffico , il secondo un mestiere.
,e è voce più nobile. Aneli'esso compra in digrosso e rivende.
non robe comestibili. Il Rivenditore puònegozio , può trafficare in buone mercanzie , può
Già
av c t la «lo al minuto
^'! c »dcrP ZZ ' n ° e ne S oz ' u > i-' -j .. — — ■;-
®.il c ®d altri che le rivendano ancora più al minuto. Treccone
r lis sittia en w'f, liol ° di frnlti ? lc S unii, erbe e simili , td è persona, j> r, ' r cn ( j er ’ uso presente il Treccone è uno che nel comprar per''""«in . S ln ? e g na di mettere in mezzo la gente.
( Ie(f «'Uic ^dit.) Tre-ce-nà ri-o. Add. e sm. T. L. Così die evasi3 \ rt| Ceija.; a m dizia romana chi comandava a trecento uomini. Lat.Sce »cm s ’ («IO
ai "I’neraf r *' ’* ^re-ccn-cin-qnàn-ta. Add.com. comp. indecl. J\'a-?)* Si { > /! e c he vale tre centinaia e cinquanta unità.Beli'. Uom.ili.3i 0. Sr- ■ 11 concilio a r-onel,,,tinnii " " ' ‘ "
E
p-'-SeqJ “emo a Constantinopoli di treceiicinquanta vescoviXs' 1 ' 9 ° o Vlss, d° cc - più che anni trecencinquanta, si mori.(V) Diod.
E Noè visse dopo ’l diluvio trecencinquant’ anni. (N)? c ’ale ch n °’ * Tre-cen-di-ciàt-to. Add. com. comp. indecl. Nome nu-f, da®, ® u ole Tre centinaia e diciotlo unità. Diod. Gen. isf. isf.trec.-ndiciolto de’suoi allievi. (N)
Tre-cen-té-si-mo. [ Add. m- ] Nome numerale ordina-trecentesiinus. Gr. rpiaKoinoirroV. Bocc. Fit.
l fsp!? ><>, as se. i ' ** maniera oltre al trecentesimo anno si crede chetlìISTì
ti"' R^re ’ lrecendei * T i
‘ icco/q 'cl 1 le ' ccn -ti- 8 ta. Add. e sm. Autore del trecento , cioè^t>n eni ,,y c yoquar lo ., ovvero Chi scrive italianamente nello stile„>o, -p re Praticato dopo il secolo terzodecimo. (A)e i (e c cnt 0 ccn*to. [Add. com. comp. indecl.] Nome numerale. Tredi 1. Gr. rpiaicoVioi. Nov. ant. q -* T: " boi-.
«ini
——■j m romea „ , r g, 220- Di SP'CL
queste condizioni e patti, ec. Serti. ■ •
' -v* , T ° scelgono novanta i migliori. italiana V età in cut
«criuÌ Clt .’X J3tcesi 11 trecento nella lelleralu ^ ,^ 00 -, e pren-
desi n„ as ‘, tc ' le la nostra lingua , che fu d . v i sse ro in <1^1t'»',J ' r, i. 10 late voce a significare gh » u, °' , ,q. V.)
- Calvin. Cas. 11 trecento non disse mai c ■ ( £ ila liatn del' Onde Autori del trecento dtconst gli 4uU
cw 0 x IV. (tk) indecl.Eome ntt-
,• Trwcn-yen-tò-no.^tM. co», cwnp.' indec
1. Un bor-
ni romeaggio, e lasciò trecento bisanti a un suo
merlile che catnprcnGe Tre centìr.aj i e ventuno unti?',.Salo . Arvrrt.l.s.12. Venti anni appresso» cioè negli anni mille tricenventumj.(V)Tr.ECHBDip.vA. * (Arche.) Tre-che-dì-pna. Sf. F. G. Lat. trechedipna.( Da trecho io corro , e dipnon cena. ) Fette assai bella con cuii parassiti deir antica Roma correvano qua e là onde scroccare lecene de’ricchf, era, per cosi dire, la livrea del padrone della casa.Fossio però la crede una Decorazione de’ vincitori ne’ sacri spettacoli,per la quale venivano ammessi ai sacri banchetti. (Aq)
Treci. * (Arche.) Trc-c i.Add. e sm. pi. Lat. threces. Specie di gla-diatori , che portavano un piccolo, scudo rotondo, con un pur ro-tondo pugnale. Il loro nome deriva , secondo Resto , dalla somi-glianza delle loro armi con quelle de' Traci. (Mit)
Turco , * Trè-co. JV. pr. nt. ( Dal gr. trecho io cono.) —• Guerrierogreco ucciso da Marte e da Ettore. (Mit)
Treueci , * Trè-de-ci. Add. com. indecl. Lo stesso che Tredici , F.Salv.Awert.i. 3. 1. i5. Tredeci appo i Toscani sono le pronunziedelle lettere mutole. Bemb. Stor. e. »5. E già tredeci anni vi erastato. E 3. 37. Tredeci anni prima. (V)
XriEnEciMo , Tre-dè-ci-mo. Add. [m. comp.] F. A- F. e di' Tredi-cesimo, Decimoterzo. Gr. S. Gir. 7 1. Lo tredecimo grado avere iltimore di Dio .» Bocc.g. io. n. 3. E cosi successivamente insino alladuodecima e la tredecima volta tornata , disse Mitridanes : ec. (V)
0 .—*Significò ancora Trigesimo, quasi Tre volte decimo. Cavale,SpecchiCr. iSS.Come dicemmo nel vigesimo nono, e nel tredecimo capitoIo.(V)Thedicesisui*i. * (Milit.) Tre-di-ce-si-mà-ni. Add. e sm. pi. F. L. £soldati della tredicesima legione romana. Lat. tertiadecimani. Tao.Dav. Credevasi i Cremonesi aver ajntato Vitcllio anche nella guerrad’Ottone : schernito ( come sono insolenti i plebei della ciltà ) 1tredicesimani lasciativi a fabbricar 1* anfiteatro. (Gr)
Teedicbsimo, Trc-di-cé-si-mo.ysfe/d. m. Nome numerale [ ordinativo ditredici. Lo stesso che Deci nioterzo, F. —, Tredecimo, sin.] Lat.tertiusdecimns. Gr. rpurSaihiÀscros. Pros. !ior. 3. i3S. Papa Gre-gorio tredicesimo ec. il Fiorentino Concilio Greco avendo fatto stam-pare , due soli volumi ne mandò qua.
Tr.EDiei , Tré di-ci. fAdd. com. indecl.] Nome numerale, evale Tresopra il dieci. — , Tredeci , sin.Lat. tredecim.Gr. Ssnarpùs. Frane.Sacch. nov. tgs. C La donila per paura non si levò a vegliare piùd' un anno ec., infuor che] da ivi ben a tredici mesi , essendosi lacosa quasi dimenticata , ch’ella ricominciò. » Gr. S. Gir. 3tì. Lotredici grado sì è Io timore del Nostro Signore. {Qui tredici è in luo-go del numerale ordinativo Tredicesimo.) (V)
2 — * (Gcog.) Tredici Comuni. Così diconsi quelli sparsi nella parteAlpina del territorio veronese , i cui abitanti serbano le fame , imodi ed il puro linguaggio tedesco del centro dell' Alenugna. (G)
2 — * Tredici isole : Gruppo d 1 isolelte del Grande Oceano equino-ziale , nel gruppo delle Caroline. (G)
Treiv inv. * (Gcog.) Città di Francia nel dip. deh’ A in. (G)
Tkevfubta. * (Grog.) Trof-fùr-ta, Città degli Stali Prussiani nellaprovincia di Sassonia. (G)
Tue Finii. * (Grog ) Città e distretto del Basso Canada . — Fiutnpdell' Isola Haiti. (G)
TnErooi.ro. (Bot.) Tre-fò-glio. [ifm. F. e di ’] Trifoglio . Tes. Pov. P.A’, cap. 5. Se fomenti il capo della cocitura del trifoglio , e poiimpiastri l’erba alle tempie cd alla fronte, toglie la vertigine. Rorgh.Mon. %44- Vcggonsi ancora alcune piccole monete d’ ariento condue di questi trifogli. E 2Nell'argento era sotto i pii di sanGiovanili una volpe a rovescio , e non il trifoglio.
T RE fogo, (Ar. Mcss.) Tré-fo-lo. [Ani.] Filo attorto, del quale presoa più doppii si compone tu fune. [ (.li Aretini dicono irefano.J(Da ire fili.') Fegez. Rombola è quella che è fatta di tino a tre tre-foli , fé gittano lè pietre- rifonde, rotandola sopra 'I capo una volta,e queste son dette migliori.]
Tee fratelli, * (Gcog.) Gruppo di tre isolani dipendenti dall' isoladi Francia . (G)
TregakUose. * (Gcog.) Tre-gan-nó-nc , Trcgarone. Citta d’Inghil-terra nel paese di Galles. (G)
Tregenda. (Filo!.) Tre-gén-da. {Sf] Nome inventalo da persone sem-plici [>er dinotare alcuna favolosa brigata che vada di notte attornocon lami accesi-, [e diconsi quelle essere anane e altri spiriti. Cosianche ehianmno la pretesa Assemblea nella quale l immaginazionedei de mono maniaci e de’ demonografi ha riunito i diavoli, i fattuc-chieri , le streghe e simili strani .fantasmi.] Lat. larvac. Gr. gopuo-rùstitz. (V. qui sotto I’ opinion del Sa vini.) Pass.3^. Cosi si Iruovache i demonii, prendendo la similitudine d uomini e di femmine chesono vìvi, e di cavagli e di somieri, vanno di notte in isehìeia percerte contrade , dove veduti dalle genti , credono che sieno quellepersone , la cui similitudine mostravano , e questa in alcun paese sichiama tregenda. £ ofn-esso : Ben si tmovano alcune persone ,e spe-zialmente temmine , che dicono di Ior medesime , eh’ elle vanno dinotte in brigata con questa cotale tregenda. Patnjf.g, Benché stanottesenlù la tregenda. Morg.18Ai7.i- Apollin debb'essere il farnetico,
E Trivigante forse la Legenda. /, Ree.10. Che noi scontrammo tantilumicini , Che mai -vedesti piu nuova faccenda, Ognun brucò, eh’ el-1’ era la tregenda.» Buon. Tane. 5. sf. Orsù eh’ e’ sarà stata la tregen-da. E Salvin.Annol. ivi : Tregenda, una pricissione lunga, forse dalnumero latino treeenta. (N)
2 — [Onde Andare in tregenda ira Andare di. notte in compagnia conlumi accesi per ispaurire la gente.) P aS s. 34y. E qual diceche vedemorti, e favella con loro, e che va di notte in tregenda con le streghe.
2 — * E per metafi. Andare aggirandosi senza proposito alcuno.
F. Andare in tregenda , §. 2. (A)
5 — * Moltitudine e Quantità di gente , quasi dal latino Treeenta.Maini. E serriti» le porte a chiavistello , Perchè quaggiù nel pianoè la tregenda , Che uc viene alla volta del oastrilo. (A)