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TUORLO
piit Dieesi Tuono relativo , Quello ohe ha qualche analogiatuon" Meno lontana col tuono principale. I relativi più prossimi a’il t 1 i }t 'i sono il quinto ed il quarto maggiori, ed il sesto edS'orj 20 ™'.' 0,v > quegli de' Tuoni minori, sono il terzo e sesto mag-5 ’ e d il quarto e quinto minori. (L)
g ~~ * Dicesi Tuono sesquiottavo. p r . Sesquiottavo , §. a. (N)lra c ~ì- Diconsi Tuoni di caccia , Quelle piccole ariette che icervo ‘ e> 'Ì a cava U° sonano per guidare i cani nella caccia di uncat 0 ? “'altre bestie , e che hanno ognuno un particolare signifi-j c ne quelli comprendono ; sono in numero di diciannove. (L)ch e T" Diconsi Tuoni ecclesiastici , Gli otto modi degli antichii p,.i ° no stabiliti ad uso del canto ecclesiastico. Quattro ne sono^“gaìi^L)'’ £ S ‘ c ^ ,aman0 autent ‘ c * 5 quattro collaterali, e diconsi
pio Dicesi Dare il tuono e vale Imporre il canto, Daivi princi-o n ^ona,idolo. Salvia. Disc.Accad. 3. tóS. Io ho avuto il caroriti u' dare > P er cos ‘ thre , il tuono al musico coro de’ gentili spi-a'--~Vr 1 8'°j os * carmi . . . proromperanno ec. (Pe)i, 10 - Dicesi Rimettere in tuono efig. vale Rimettere uno per lato Rat. ad bonain frugoni redigere. Gr. >;;:rTTCi' «59 ts xoiùt.
te ( e ^T Dwesi Rispondere a tuono e vale Rispondere aggiuslatamen-,, ^ proposito di quel che si dice. Min. Malta . (À)fig. r"^D‘cesi Stare in tuono [e vale Inluonar bene, Non istoriare ; e]«Sta re ta fi hene , o Stare in cervello , o j Non uscire de' termini ,i, ^ convenevole, y. Stare in tuono , §§. 1 , i e 3.
®tar e '•* . Stare in tuono con alcuno = Andar seco d’accordo. V.
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l3 * i $• 4 • (A)
Par e c ; 1J,ces ‘ Tenere in tuono , [e fi".] vale Non lasciare errare ,c °«ti ne 16 non esca del contegno o modo dovuto. Lai. in officioi/ ( * r . tv Siovrt xari^eov.
( b:i r . J'cesi Uscir di tuono e vale Sluonare ; e fig. Perdere il Jilo, b'. n 0 ‘pnamcnto , Non rispondet e a proposito. E. Uscire, §■ 2; e
4 ^ (Pi U, ' e - (A)
tirilo, ^‘gore , Robustezza , Energia, Forza; e più propria-
^ÓHetin mezz a , Resistenza , Pensione abituale degli organi ; al-Pri attl 1 Tono. l, a t. robur, vis, ordo. (Dal gr. tonos che vai pro-le (|| Jr tensione, e che vien trasportato a significare il vigor del-Ml. ( e ’ ,* n fatti torioo vale io rendo più teso, io corroboro. In cult.f e al n €lne .forza , possanza.) Red. nel Diz. di A. Pasta. Restitui-® ci 'e i| °f >r '° tuono quelle fibre che tessono ec. E appresso: Manie-rine (jj 5an 8Ue ec. nel loro tuono e nella loro naturai simmetria e or-febbr» H art '- E apprèsso : Stamattina veramente la Signora è senza.* ^ *» tuona (A) (N)
‘•'mi/, a-' 1 . Teucre in luouo per Tenere in sistema, in ordine; e perQn a i <Cei * anche di Macchina complicata. Segner. Incred. 1.10.felice ”|' < f uu orinolo , affinchè non erri , ricerca di necessità untll0 Hci. cc - ad ora ad ora il rivegga , lo ripulisca , lo leugaia
’ n 1,10110 1° stomaco, le viscere, le fibre cc. ~ih,. ,t' Smetterle in sesto e nell* ordine loro conveniente. Pa -
t * jg ì
110110 a]l e tuono nello stesso senso . Red. L’acqua ferrata dà
/ , le *M ai, g u idite dello stomaco. (A)
W py- t ^portato all'animo o a cose morali ed astratte. Giamp.a? tui to cib i Bernard, cap. 4- Da leggerezze poi e da scherzi, e1? ip ovn i. Che suole troppo rallentare il tuono dell anìina, si guar-k C ^ buri) em ^°* (P* V.) Buon. Pier. 5- 4 * *• Sempre sul tuono} intiri 4nZa ^ Ura * E Salvm. Annoi, ivi : Sul tuono, Sulla tensio-'^*^ Zai ? cnto ) caponaggine , ostinazione. (N)
5 ^ Uon tuono, ed è Francesismo d’uso, che vale Giusto ,
jj* * Gióvane, come suol dirsi, del buon tuono.(G.V.)
Canape . (Dal gr. protonon le corde che leganote ,U ° n > L 3 .’O CiriJf.Calv. 6. 14. Poi l'alcon fece restringer
r ^°ni, (]^ nav * » e fece di lulte due bande, Condotte sotto a certi
len^ 0r e, K ‘^ a Folgore , Baleno. L’ esplosione dell'elettricità èia
pio. . 'la Olialo A .1 r ... 1 _ -I - 1 :l
’ ,a quale è aìcompagnata da una subita lllc j ™^| a
*°l So ** Uno «trepito, eh’è il Tuono . Oi.de ^
ip Ca tQij reca danno. Dio adopera più i Tav.nl pei ispa P
ìSS- S? 7l^S r ^ÌTuorla./:^,^,
V atl rbì^l a di checchessia.— , Torlo, sin. ( In at. lorulus P *d °t>o ct ,„ la c tenera del legno intorno al midollo : e pero tnolni e11 ' itit, r !’ C ' r tr °P° sia stalo applicato ad altre cose, che sonoiu v<! rei ?°’ COm ’ è 11 cirro del masso.Io ar. turr ongo, rad» et, cur ni '*P co Pr *" lp " um - I« pers. tir cujusve rei optuna species.) Rie ■Cp^ap.5 7 .Q Witi clle n C ,- antico furono più nel tuorlo della terra.a'I della * n somma arse tutto il midollo e tuorlo e cai . .
p" a terra U f de ‘ Franc - Op. div. 14 5 bmeome «JU» ®
fc . tc ^è nn \ a è il tuorlo nel cielo. Borfìh. Ong . I • 4
, Z , ll,wìo . per chiamarlo cosi , della Toscana , dove no.Talchi' 0 più dc| f altre sue parti si mantenesse aUi "' a cl T "’'”;. ( .fl, , f°rsc m .d’ ,[ do nostro, come io Io chiamai, tuorlo , e r
» !! ,a ì? ffiTvi 8 '' 0 . dìle « cuor* di tutta Toscana , si trovò sempre o fa-ti, rarte ’ ° difeso dal sito. . n ,ii> al.
ì>\i ct lh dell’uovo , che ha il suo seggio in ««*> ?» “M a “aZ sl dice Rosso d’ uovo. Lai. vitellns. * • PSS, C^’ .^ohr. P. N. 3 9 . U terza mamera s,1 = «l'fdoli 1 . e s,tI11 o^3 n te al tuorlo dell’uovo. Tes* B • *àii^esse il, OVo > che aggira il tuorto , noi teuessc e innrlo
f dl *4 . «gli cadrebbe in sul guscio ; 0 lu0 "°
l, r. M,. b albume , certo eoli cadrebbe nel fondo dell uovo.S " a - (Jif canz - s 9- 3. I «ornaceli ch’ella sputa, Pajon tuorla wll*^«cuò, y ìlx
TURARE
Tdpas. * (Mil. Amer.) Noma sotto il quale gKsmlichi popoli del Bra-sile onorano uno spirito che presiede al tuono. (Mit)
Tuparan. * (Mit. Amer.) Tu-pa-ràn. Dio o Spirilo che, secondo latradizione degli Eduli 1 popolo della California , ribellò contro ilCreatore del Cielo e della Terragne fu sconfitto, e confinato co'suoiaderenti in una gran caverna sotterranea , custodita dalle balene >e dove vanno tutti gli uomini che muojono in battaglia. (Mit)Tuparro. * (Geog.) Tu-pàrro. Fiume della Columbia? (G)
Tupimambi. * (Geog.) Tu-pi-nàm-bi. Indiani del Brasile . (G)Tupinisquini. * (Geog.) Tu-pi-nin-quì-ni. Indiani del Brasile . (G)Tdpisa. * (Geog.) Tu-pi-sa. Città dell ’ Alto Perù. (A)
Tuppel . * (Geog.) Lo stesso che Toppel , V• (G)
Tòppete / Tup-pe-te. Foce bassa e imitativa esprimente Colpi , Tiri eStrepito di combattimento , unita peraltro alla voce Tappete. Salvia.Annot.F.B.3.4.11. S* è fatto, dichiarilo noi, un toppete tappete, cioècolpi, e tiri ci sono intervenuti 5 dal greco tuptete o tupete, rvimre,TVTftTs , un pai a picchia e martella. Tappete si aggiunge come perassonanza. Tuppete si dice anche in Calabria ( ove non poche vocisono rimase del greco) per istrepito, combattimento. (A) (N)
Tdpua. * (Geog.) Tu-pù-a, Una delle isolette del gruppo di SantaCruz nel Grande Oceano equinoziale. (G)
Tupvas$t\ * (Geog.) Tu-py as-sù. Isola dell’ Atlantico. (G)
Tuqueque. * (Geog.) Tu-qtiè-que. Fiume della Columbia. (G)Tuquoa. * (Mit. Afr.) Tu-quò-a, Divinità malefica adorata dogli Of-tentotli , che la riguardano come il principio e la sorgente di tuttii mali. Eglino son persuasi che nutra essa sopratutto un odio parti-colare contro la loro nazione 9 e non mancano di attribuirle tuttele sventure che loro accadono. Ciò che raddoppia il lor timore , sie che ignorano quali sieno le azioni che offendono questa bizzarradivinità 9 e che sovente loro accade d' incorrere nella sua indigna-zione anche senza saperlo. In tale stato d'incertezza le tributano fre-quenti onori , onde prevenire gli effetti del suo risentimento. D'or-dinario le immolano un bue ed un montone , mangiandone la carile 9e servendosi del grasso per istrofiriarsi il corpo. (Mit)
Tur. * (Geog.) Fiume d’Ungheria . — Città d Arabia , detta ancheTor * F. (G)
Tura. [A/ij U turare, [e Ciò che impedisce ai fluidi di poter correre.Per lo più si dice a quel Ritegno che i ragazzi della plebe so-gliono fare per passatempo ne' rigagnoli delle strade dopo la pioggia ,per impedire il corso dell* acqua. La Tura che si fa ne' botri e similidicesi più comunemente Pescajuolo.] Lai. obturatio. Gr. ip,$pa.yfjbó*»Malm.g.2g. Coni’a’ fanciulli, quando per la via Fan la tura al ri-gagnol con la mota.
a — * Per sitnil. ed in ischerzo , Far tura = Trattenere , Impedire *Ncr.Samin.12.4i» Ma Turno intanto e Lotto in piede bau messo Sulrivellino, e fan col petto tura A Donfical, che sù saliva aneli’ esso (N)Tura. * (Mit.) Soprannome od Epiteto di Marie, tratto dai suo im-peto nelle battaglie, e dal suo preponderante valore. (In pers. Uif*strenuus athleta : terir terrefaciens. In ar. teris e terig firmus, du-rus , nervosus : teraset firmimi esse. In celi. gali, tar attivo.) ( 0 )
2 — * (Geog.) Fanne della Russia asiatica. (G)
Tura, * Turino. N. pr. m . accoro, di Bonaventura , V» (B)
2 — * N. pr. f. accorc. di t Bonaventura , F'* (B)
Tur accio. (Ar. Mrs.) Tu-ràc-cio.CtS'/H. Lo stesso che ] Turacciolo, V»Sen. Pist. 3 l. £' vi ci convien fare più forte turaccio che que llocon che Ulisses turò gli orecchi a’compagni suoi, quando e’ trovòcantare ia Serena. ( Il testo lat. ha : spissamentum.)
Turaccioletto. (Ar. Mes.) Tu-rac cio lét-to. Sm. dim. di Turacciolo.Lo stesso che Turacciolino, F.Fag.Pros. Turaccioletto di sugheroda chiudere o sigillar bocca o fiaschette. (A)
Turacciolino. (Ar.Mes.) Tu-rac-cio-lì no.[* 5>».3 dim. di Turacciolo.—,Turaccioletto, sin.Lib. cur. malatt. Se ne farcia un bocconcino nonpiù grosso di quel che si sia un turacciolin da fiaschi ordinarli.Turacciolo. (Ar. Mes.) Tu ràc-ciò lo.[òm.] Quello con che si turanoi vasi , o cose simili. — , Turaccio, Atturaccio, sin. Lat . obtura»raentum. Gr. tppocypós, nrwp». Lib. Astivi. E poi leva il turaccioloda quel foro che avevi serrato innanzi nella pila. Benv. Celi,Oref.125 . In cambio distoppa vi si debbo porre turaccioli di (erra fresca,fatti sì che si possano cavare.» M.fìin. rim. burt.i.so 3 . Ho una va-sca , ma 1 ’ ha una pecca D’un certo suo turaociol benedetto , Ch’o-gni volta mi fa qualche cilecca.(B) Gozz.Rim, {Bibl.Euc.It.iy, 24$.)E con forza rigogliosa , Rovinosa , Il turacciolo sbalza ec. (N)
3 _* I? per simil. detto ad Uomo piccolo e grasso . Fag.pros . Vehq*iel turacciolo ! ( un sei'vo.') (G. V )
Turamento, Tu-ra-mén-to. t Sm.] Il turare. £«*.obturatio. GrJppotypÓs.Cr. 4.47.5. Lo svaporamento dell’acUo caldo ec. apre loppiUzionicioè i turamenti del colatojo , onde esce la rema. 1 7
2 —* (Chir.) Operazione che consiste nel fermare lo scob di certi li *quidi chiudendo , mediante corpi estranei, U cavità che U sommini-strano o te aperture per le quali giungono all'esterno. Questa ope-razione si pratica in due maniere : il Turamento diretto applican-do la flaccidi o gli simili immediatamente alte superficie che met-tano sangue, comprimendole con vario grado di forzai V indirettootturando gli ori/izu esterni delle cavità nel cui fondo avvengono leemorragie onde costringere il sangue ad accumularvi, a riempierlee formarvi de grumi atti ad arrestarne il corso (03Turante , * Tu-ràn-le . Pan di Tara*. Che turà.V. di re". ( 0 )Turare, Tn-ra-re. [/f«.] Chiudere o Serrar l'apertura con turaa-ctoh, zaffo e simili y\ altrimenti Serrare, Stoppare, Suggellare,Atturare , Otta,-are.) Lat. obli,rare, occludere. Ór. (.Ohm-
rare , dall cbr. alar turare, chiudere, sbarrare. Altri dal lat. nb a-vanti, e dal gr. thrra porta. Alcuni da thus, thuris ; poiché i Sacer-doti nell intraprendere le sacre funzioni chiudeano i loro occhi conl’incenso , onde non esser turbati.)
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