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[Vol. VI. - Vol. VII.]
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UGA

ccano , ed a- ministri che le ricevevano \ e quando non erano chie-ste , ma erano fatte e mandate per proprio interesse di quel magi-strato che le faceva , non vi era spesa alcuna % e però , affinchè talilettere, le quali non si pagavano , si potessero distinguere da quelleche si pagavano , scrivevano nella soprascritta ex ufficio , ma lab-breviavano scrìvendo ex ujfo : ed i tavolaccini o donzelli ebe le consegnavano, non leggevano se non ex ufo , e distinguevano queste duespecie di lettere , dando a quelle che si pagavano il nome di Letterecol diritto , cioè colla dovuta spesa : ed allaltre il nome dell ufocioè senza spesa . Di qui è nato questo detto A ufo , che vuol diresenza spesa , e serve in ogni occasione. (A) (N)a * Dare a ufo , lo stesso che Dare gratis. F. Dare a ufo. (N)Ufo diff. da Macca , Abbondanza. Macca nel toscano vale Ab-bondanza ; e perche di cose che si trovano in grande abbondanzase nha quasi A ufo , se li* ha cioè con piccolissima spesa, pciò siscambiarono in alcuni dialetti dItalia i due sensi, e si disse A maccain luogo dell A ufo toscano. Macca del resto per Abbondanza èvoce familiare, sapplica a cose comprabili, e a cose per lo più damangiare.

IIca, * Guida. N. pr.fi Lai. Huga. (Dallebr. hhag festa , solenni-, tripudio, o piuttosto dal celt. gali, aogh ovvero aoigk eroe. )(B)Ugartiloc. * (Mit. Scand.) U-gar-ti-lòc. Divinità danese , della quales* ignora la figura, le funzioni ed il culto. (Mit)

Ugraldo,* Ug-bàl-do, TJcbaldo, Ucboldo, Uabuldo, Ugboldo. N.pr.m.( V. Ubaldo. In iogl. hogh bold il bravo del eolie. In sass. o^a ter-ribile, e lald bravo.) Musico , poeta e filosofo francese del se-co/o ottavo. (Mit)

Ugberi o , * IJg bèr-to. N. pr. m. Lai. Hugobcrtus. (Dal sass. oga ter-ribile, e beorht bravo, valoroso: Valoroso e terribile. In celt. gali.uig cognizione, ingenuità , e beartha puro, fino.) (B)

Ugeina, * (Gcog.) U ge-i-na. Città dell' Indostan. (G)

Ugello. (Ar. Mes.) U-gél-lo. Sm. Tubo di rame, che porta il ventonella fornace. (In turco ulghu canale. In ar. cegiag fumo.) (A)Uc-ento, * (Geog.) U-gén-to. Lat. Uxentum .Città del Regno di Na-poli in l'erra d Otranto. (G)

Uggero , Ug--ro. ZV. pr. m. Lo stesso che Ogcro , F* (0)

Uggia , U'g-gia. [Sf.) Propriamente Ombra cagionata dalle frondedegli aibon, che parano i raggi del sole 5 [ altrimenti Aduggia-mento.J Lai. umbra. Or. trini, ( V. Ailuggiare. In pers. duggel te-nebrae , caligo , àugi a obscuritas ooctis. In ar. idgia caliginosumet nubilosum esse , dugen obscmitates, caligines, dugiun e dejgiugtcriebiae, dugiuv tenebrosam esse noctem. ) Sen. Pist. Si convieneschifare il caldo della stale per ombra e per uggia. Cr.1 6. 8. Fa-

UGNERE

Gr, (TKispas. Datf.Coll.i85. Il susino generalmente ama luogo grasso»basso , fresco , umido e uggioso.

2 [Aggiunta di Persona , Sospettoso/] Inquieto .

Ughello , * U-ghèl-lo , Ghello. TV. pr. m», diin. di Ugo , FUguetto , * U-ghét-to , Ghetto . N. pr. m. dim. di Ugo, FUghjno, * U-ghi-no , Ghino. IV. pr. m. dim. di Ugo, F. (B)

Ugia. * (Geog.) U- a. Fiume Scozia. (G) . 1: e

Ugioli , U'-gio li. [Sm. pt. Foce usala net modo basso 3 Tra lI S 10 , 0ibanigioli, che vate [T>a luna cosa e Calti a,] In tutto e per u ^Con tutti gli annessi. Fir . nov. 7. 261. Ancor che egirasse ^suoi danajuoli , che fra ugioli e barugioli egli stavano a ca /?°/0/i*lanno a trentahè e un terzo per cento il manco il manco.Pier. 1.5. 7. En capo all anno Tra ugioli e bgrugioli l a 11Casa sempie col suo.

Ugliano. * (Geog.) U-glià-no. Isoletta della Dalmazia . (G)

Uglice. * (Geog.) U-gìi-ce. Città detta Russia europea. (G) «duriUgna. [Sf. Lo stesso che ] Unghia , F. Beva. Ori. 1. 6. ^'^ aSl j e nlc*è quellugna di serpente , Che danno gli può far poco 0 i» u rm3»Gal.Sist. 2 46- Lo piegassimo ec. solamente quanto è un nero ® $j» Red. nel Diz. di A. Pasta. I quali ( vermicciuoli ) col ro ferano aperta la strada a penetrare fra la guaina e losso dj(di un* aquila) a tal segno , che l* osso scorgesi tutto quant 1così dire, tannato e trafo ato. (N) .

2 Dicesi Aver nell ugna e Jìg. vale Avere in potere o ti* a

F. Avere nell ugna. (M) e

3* Dicesi Essere o Esser divenuto carne e ugna con aleno 0 ^ gs-

Essere o Divenirgli molto congiunto d*interessi o d'amici%tA»sere . C. <2, 3 c (N) . , r e &

.a, Quasi niente'Ir 1

.] Buon.Fier.3-

4 [/fg.1 Menomissima parte (li checchessia , Quasi niente ! . Q]Ccjuesto senso Ugna si preferisce ad Unghia.7 * rp: '"

U*

la superba inritrosita donna Non si spiegò, non si pur inos*^ ^n Ambr.Furt. 5. 4 Venirmi dietro , e da me non siugna. (Lat. ne lutimi quideni unguem.) (V) f Tln^ 3 ^!

Ugna, uc luumi «juiucuì uugmair.^ ^ r ) _.* (

UgnàcciA , U gnàc-cia. SJ'. pegg. di Ugna. Lo stesso che U '

ntc

F* Fortig. Ricc. 16. 48. Io tengo cerio che il gelatosaliremo a.-sai piacevolmente Con queste ugnacce. (A) ( '^e gr®**Cecch. Lament. st. 3i. Etifine hammi una cliioccia 311cito Con quell ugnacce. (Br)

Ugnare, U-gnà-re. ÌV. ass. F. e di' Augnare. (A) tr

Ugnata , U gnà-la. Sf. Intaccatura fatta verso la pun^ 1 0ììll pFdi coltello , temperino o simili , da potervi firmar *prirlo facilmente. (A) j ta# (A)

Nell'uso, Graffio « Graffiamento *

altrimenti Gnghj^^futa»

, , 00 2 * uso, vjrt culiu, uriiiuuiiiciiiu , uk> unenti vg- j-j.

rehbono per luggia loro, o delle lor radici al postutto le piante de Ugnatura. (Ar.Mcs.) Ù-gna--ra. [Sf] Lo stesso che eC ,\

pruni consumare, e tornare a niente. Frane. Sacch.rim.8. Fuggi per Soder. Colt. 53. Spicca ancora il sermento che aDio adunque cotal ugge , Che stirgon fuori di maligna pianta.» Red.

nel Diz. di A. Pasta. Le piante cercano con ansietà il sole, e lariaaperta e sfogala , sfuggono in quel modo migliore che possono l uggemalefiche , e con movimenti invisibili si storcono per {scansarle. (N)r * Onde Fare uggia == Ombreggiare , Far ombra.Buon.Ficv.3.2 g. Fra le colonne, Le qual fan uggia al porco vomitante. ESalvia . Annoi, ivi: Fan uggia , cioè fan ombra al porco vomitan-te: porco detto di mercato nuovo: un cignale di bronzo vivacissi-mo , clic bulla acqua. (N)

u * MGanconia (Dallar. vegee dolor, luctus. In turco agi dolor.In pers. veghyC molestia animi, moeror. In gr. ho goos il lutto, dagoao io piango , ed achos dolore. Alcuni credono che uggia in sensodi melanconia sia così detta per tropo.) Remò. Leu , 4 ***tutta la sera in un uggia ten ibile. (G. V.)

3 Uria , Augurio. (Dal celt. gali, agh fortuna, successo , felicità:anche timore. In turco eju oghttr buon augurio.) Sen.Pist. Niutiouomo ha si buona uggia o buona ventura nebenefìcii fare e nellecortesie , che spesse volte non sia ingannato.

4 (Odio. Onde ) Avere in uggia, a uggia zx. Avere in odio , Odiare .(Voce vegnente dagli Arabi, i quali hanno vegni ahliorrere , ingra-tain habere rem, dove g si pronunzia come in giu.* vceghm oduun,malevoìcnlia ; egem fastidire , nauseare cibum : «fin molestia afficere:cegv uffligere : izgiar taedio afficere.) Ciriff. Cnlv. Credo che ii ser-pentario m' abbia in uggia.

2Ed Essere in uggia , Trovarsi in uggia, Venire in uggja [oin ugge] e simili vogliono Essere in odio , in fastidio. Lai, odioesse, odio haberi. Gr. purriitàcu. M. F. p. .97. E per tanto era inuggia e crepore adelti Francesco e Niccol ò.Rim.ant.Faz.Ubert.io3.Cosi mi ti uovo in ugge Acicli, a! mondo, allacqua, ed allInferno.

Uggia diff. da Tedio , Noja. Uggia propriamente vale Quellom-bra non sana , gettala dagli alberi, che intristisce i sottoposti ger-mogli. Quindi di cosa che produca una importuna tristezza si diceChe la fa ungili, Che viene in uggiti, Che si ha in uggia. LUggiadunque è una specie di Tediti, congiunto a un principio di tristezzae di avversione alla persona o alla cosa. La Noja p ai essere più pas-seggiera deh' rjg^ia , può essere più leggera; quasi sempre è menrista e non è accompagnata da un sentimento davversione. È sem-pre men che il Tedia.

IJ,violaste , * Cg gio-làn-tereg. (0)

pGGioLAttB , Ug-gio--re. [N. uaa.] Dicesi del Mandar fuori certavoce lamentevole , che fa il cane quando è in catena , e vorrebbesciolsi* ( al hit. ejuture guaiolare, cangiato, come per solito,^1 jin g. In ar. veghv vox, clamor : agg clamare, dove il g si pronun-zia, come in già: ed seg-ag vociferaus. In celt. gali, eigh grido,lamento. In Ld. wehk.ag lamento, da weh dolore e klag grido. Al-cuni traggono direttamente uggiolare dall onomatopea.)

Uggioso, Ug-gìò-so. Add-tn. Aggiunto di Luogo [ vale Ombreggiatofoltamente da alberi c MUGcfde t ] sottoposto all uggia, Lai. opucus*

Spicca ancora il sermento clie s l, j yeC cU " fa.sente il capo, che si lascia alla vite, con quattro ditafa un ugnatura a uso di bu tta, e fendi a ricevute .|j jjclhla vite , ec.» F'asav. Fit. Agli scarpellini dava i modeture e delle commettiture. (A) , qitAiaf*** 9

2 Onde Tagliare a ugnrftura dicono varii artisti il 10 .

che anche dicesi Augnare e Ugnare. (A)

Ugnella. (Vetcr) U-gnèlda..V£ Escrescenza cornea P

sprone. (Al XJaì e l

' * - -Ol 1

Ugnente , * U-gnèn-te. Pari, di TJgncrc. Che ugne. **">

F. di reg. (O)

Ugnere, U -gue-re. Alt . anon*. Aspergere, o Fregare* 0 -r^rre«* c h. ga^.'grasso, odo o altra cosa che abbia dell'untuoso. (fcd cC 0 * 5af®

Intignere, luungcre, sin. Lat. ungere. Gr. XP £'* ^ ^J®g e »l P 311 ^ung ovvero ong che vale il medesimo.) Cr.g- <'8 ^

vecchio, sidee due o Ire volle col grasso della g 3mlcvaiTicntv.Pocc.nov.ig/3y. Fosse al sole lega 10 ** ij ^ele* - oS a 31di mcle./f rioi^.3s 25. Costui avendo! già tutto cn io p r ^ e V 1'

S. M.Madd.1 7. Ugnevagli (/ piedi) con quello » n o volt 1 |1|lSsótto c di sopra. Frane. Sacrft. Op.div . i3y* . ic caji a tei 7 * 1le ugnere la Maddalena Jesù Cristo. La P r l,ia J U an .veli° iristo ; la seconda, come si mostra per que^o ^ v cr a r 0 pF

noi trovo filtro ' l J sp itlt

quando andò per ugnerlo morto , c

C °"^e di

to. » Cavale. Au. A post. 28. Hanno fatta

e diletto figliuolo Gicsù , lo quale tu ugncsU nioF" *

Santo. (V) i*i pd^ta

Per simit. [Impiastricciare con checchessia-^ .j JlCS t 1

Vuoisi leggici niente con una penna ec. innacq 11 j^rte

dolo con questi penna mollo nellacqua. m'ag a c ^ lC

Per metaf Medicare. Dant.Par. 32, 4 * ,j pj'US 1 *

Favolett. Q JC

sti

dava'

pU

1 /

Pari, di Uggiolare. Che uggiola, F. di

chiuse ed unse.

4* * Piaggiale, Adulare. Rrun,

E di dietro mi pugne. (Br) iutan<'ia ,s

5 Dìcesi Ugnere il grifo o il dente e vale ff o , ^ 0 pi( fotiàf

larmenle Mangiare del buono. [F. DcnletK ^

6 Dicesi Ugnere le carrucole, [e fig- ra e ^ L.è

ed anche Adulare , Lusingare. [ F Cff~J C oa f 3 , & P*

7 - Dicesi TJgtier lo mani, e fig- rule C °' r , n // h .Spir- S 0.

Mano, »3/.] But. pecunia corruinpcie* ina"j- pl'° s

cominciaron tutti a uguermi Gagliar nanic ^ jj0 . fiali 0 ^ f,

v.)

8 * Dicesi Ungere le noie, ^Vuoi ottenere? Ungi

Dìcesi UgnereStivale , ( 3.

? '1 /f-ffigide Pi°33 r<!

I* stivali, C eJ'S

un , M ,

10 Diceì; Yt

che Ji t condir - Utì0 rC in rc ^ e v

^ -.... ÌOtl( l a c/ b deputata. G. F- io, 2x t .

tacendolo ugnere he.» Mor.S- yffj' ve »*umici? il (pia)e tratto dalla signoria ( * ifyvalQ*

tuf 1

del reame di Scozia fu più beniguo che Salimelipopolo, unii (mento cercò il suo su)' unse iu rei c poiché lcbhc unto