VERACISSIMA IVI ENTE
Feracemente diff. da fieramente. Seguita per questi avverbii lastessa diversità che pe’sost. Feracità c Ferità e per gli add. Fe •race e fiera. Oltre a ciò ha Feramente nell'uso gramaticaìc qual-cosa di più che non appartiene a Feracemente j che quello può stareper Però , Pure ec. \ non cosi questo.
^eracissimamentb, Ve-ra-cis-si-ma-nién-fe. sfar, superi, di Veracemente.Lai. verissime. Gr. «Xr^ècrrara. Sedurr. Mann. Seti. 14. 2. Gliavrebbe , ciò non ostante , veracissiinaruente tirati tutti. » Sannaz.Arcad. pivi. 6. Egli veniva tale, clic veracissiinamcnte pareva illroj;mo Paris, quando nelle alte selve, tra’semplici anneriti, ili quellaprima rusticità dimorava con la sua Ninfa. (B)
Veracissimo , Ve-ra-cis-si-mo. [Acid- w, 1 superi, di Yerace; [altrimentiVerissimo.) Lai. vcracissitnus , verissimus. Gr. a. X>j 3 sVra.ro?. Anici.iot . Tu , o solo amico, e di vera amistà veracissimo esemplo, oc.Rocc. Leu . Pia. Ross. 28$. Manifestissima cosa è , che lui , mae-stro veracissimo , alcuni chiamarono seduttore. E nov. 1 . 5 2. A meVegna quel veracissimo corpo di Cristo , il qual voi la mattina so-pra. l’altare cousecratc. Lsp. Pai. Nost De rami dell’albero diVeracissima misericordia , c de’suoi continrmi. » Fast. Ger. 8. 5 o.A sè chiama Aliprando il pio Buglione, Duce di quei che ne portarle prede, TJom di libera inente, e di sermone Veracissimo c schiut-lo , ec. (V)
'rracita , Ve ra-ci-tà .[Sf] ast. di Verace. [Firtù per la quale l'uomo€ ni parole e in fatti mostrasi tale quale è il sentimento dell'animo jaltrimenti Ingenuità ,] Verità. — , Veracitade, Veracitate , sin. Lat.veritas. Gr. àx^ux. Guicc. Stor. 10. Simulando il contrario, comecontro la fama della sua veracità,
Feradtà difi’, da Ferità . Quella dificrenza eh' è tra Ferace e Feroc tra Feracità e Ferità . La Ferità d n< Ila sostanza, la Feracità nella^Manifestazione di quella.
* e RAcruz. * (Geog.) Vc-ra crùz , Veracrore , La Vera Cruz. Città e^*8 tato della parte meridionale del Messico. (G)
* e _iìadicb*’te , Ve-ra-di-cén-te.f^tfù/. esosi, coni conip.F. A.] Che diced ‘'ero *, [meglio Veridico ,3 Veritiere.-—, Verdicente , tsin. Lai. ve-ridieus. Gr. àky)$wos, Fai. Mass. La veradiccnte fede dello indivi-v r ^amento.
nf ' ^ 0, ^ cramon,e > roaestro, voi le sapete troppo più che io non avivai creduto. E nov. p 3 . 6. Veramente io mi fatico in vano. Pel
ioti,
P,
» r * 9 ' Perocché non sono cose vere , ma sono figura de beni veragi.(V)^acrmente, * Ve-ra-gc incinte. Ara. F. A. F. e di' Veracemente.Giovd. 5 o. Veracemente io dignitadi mondane sono tutte spi-v «o S e. (V)
•«agri. * (Grog.) Ve-rà-gri. Lat. Veraeri. Antichi popoli delle Alpiv ' ,e &< Falle Perniimi. (M,l) b
Y' iiAr 'OA. * (Gcog.) Ve-ra-gù-a. Città e provincia' della Columbia fG")Gambute, Ve-ra-mén-le. Aro. [Usato per dinotare esser la cosa lateìn fatti quale vieti detta 0 da mostra di essere ; altrimenti Vera-( r? c , n r te ’ In vt r0 * verità ,] Con verità, lu verità , Certamente,^•^lacemcnte.) Lat. vere , certe. Gr. , 5 r,Xa 5 ^. Rocc.nov.
avrei.. Pelr.
20/. Alto pensiero, E veramente degno di quel petto. Dant,, 79 - Che veramente provveder bisogna Por lui o per alimi.
p ' 'dhidimeno, Con lutto ciò, Pure, Però. Lat. verunifamen. Dant.te?^f f * Veramente quant’ io de l regno santo Nella mia mente po-
lar tesoro , Sarà ora materia del mio canto. (V) E Inf. 33 10.fion so chi tu sie, né per che modo Venuto se’quaggiù: ma Fio-^ n tuio Mi sembri veramente quanto i* t’odo. E Purg. 6 - 4 $. Vera-cnte a cosi alto sospetto Non ti fermar, se quella non ti dice Ch<‘lu-ha tra il vero e l’intelletto. E Par. 7. 61. Questo decreto, fi nte,8 o 8e pullo Agli occhi di ciascuno ec. Veramente però eh’ a questov ^ u °, Molto si mira e poco si discerne , Dirò perche tal modo fuì ! 1 U *gno. (M) *
"'cesi Veramente Che per Eziandio che , Abietiche. Biun. O-y' 3 P er M. Marceli. , citato nella }ae. Bari , alla voce Delivro.v 0 V a ' n< ' nfe c * ,e quanto a Cesare fossimo in alcuna colpa d'umano er-4 — *»’ iL u, * av * a noi siamo prosciolti e delivcrati per lui. (V)
$ ___ rlur'm Sj veramente , F. (A)
Vea 4K l-hcesi O veramente , e vale O vero. V. 0 veramente. (N)(Mit. Scani).) Ve-ràn-di. Una delle Parche itegli antichi^atuu' (In celt. gali, uiranta potente, ardito ) (IVÌit)
-— pj' i ^ e “ r à ni-a. JS.pr.J~. Lat. Verania. ( Dal lat. verus vero.)..r e 9 tiatlro pi ime vestali scelte da JSltma. (Mit)
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__ . iV. pr. m. Lat. Veranus. ( \ . h eroina .) (B)* z ‘ * (Geog.) Ve-va-pàj. Città e Dip. del Guadinola. (G)El,E ‘ - v * (Grog.) Ve-ra-pél li. Città dell' Indoìlan inglese . ((
Ve.
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ra re. Alt. e n. F. A. F. e
,. cinico , parlastimi , verando quella parola ; de abundanlia cor~j t3 ° s loquiiuv : credo in vostro core amore abonda y perche paroP promesse maggiore porgestimi. (V) . •
(Boi.) Ve-rà-tro. CVi». F. L. Genere di piante erbacee pe-J iin i detta esandria triginia, e della famiglia delle omardluiee jstólto da fiori poligami col calice corostanti - •
di,
Everse * • wuluc
dicin a i' P ecie \ * ra q ua H te più ovvie e ricevute per gli usi me-tei, or ; 1 * on ° il bianco ed il nero, erroneamente confuse con gli et
tpogim € i re
oliino di sei sepali paien-capsole con semi alati. Se ne conoscono
••uri »• ---r, I vv /y
*l l Mlip e Riamale elleboro bianco e nero. Le radici son forni!e did^Ti^ ca ' <stlCa j e sono adoperale nella scabia , ed in diversi1e Restie.} (Secondo alcuni, ha preso il suo nome dall’ tdle-
Vec e tl ^ ro > cui è simile , e che fu detto anch’esso veratrum quasitiinjQ? 5 a motivo del fiore o della radice nera. Vedi altre*erair P re,so ^ Lemery ed il LiUleton. ) Lib. cur. malati. IIto, ^ 31 ec nocevolissimo , se non si usa al tempo, e ben correi** ***ÀGcin ,tt « Co ^ tosco Mastro Batista mescoli il veratro.
j Vcr-bàc cip. CA'm.1 pegg. di Vtvbo, [net sigiu di Parola.
VERBO 4oi
Cattiva parola. Foce poco usala.} Rusp. son. 3 . sn 5 . D f onde con-dusse già le ceste piene D’ogni verbaccio fracid * n intignalo.
Verbale , Ver*bà-le. Add. com. Di verbo t Di parola ; [contrario diPer iscritto.]
5 — (Gram ■) Aggiunto di Nome dependente dal verbo , o formato dalverbo. [In questo senso si adopera anche inforza di im.] Farcii .Ercol. 2ò 3- Dall’ altro lato noi abbondiamo de' verbali (noon), comefattore , ovvero facitore , ec. jj Salv, Avveri, t. 2. 12. Nc nomi verbalic nelle cadenze di molte voci ha del poetico. (V)
Verbalmente , * Ycr-bal-mén-te. Avv. In modo verbale , cioè dì vivavoce , A bocca. F. dell uso. (A)
Verrasco. (Bot.) Ver-bà-sco. [ Sm.F.L. Lo stesso che ] Tassobarbasso,F. Lat. verbascum. Gr. <p\opos. ( Ferbascum , quasi barbascum ,dice il Lemcry , a cagione del pelame che copre il suo stelo. Foiscmeglio dal gr. eiropocos o sia iropocos lanoso.) Cr. alla v. Tasso-barbasso.
Verbena. (Bot.) Ver*bé-na. Propriamente era il Rosmarino t erbasacra presso gli antichi , colta in un luogo sacro del Campidoglio,con la quale cingevansi la fronte i feciali nell’ intimar la guerra ;e per estens. Qualunque erba sacra , o Fronda 0 Ramo a’ alberosacro. Oggi e Pianta che ha lo stelo quadrangolare, circa due. pie*di allo } ramoso ; le foglie opposte , sbrandellate , un poco grinzose ,sessilì ; * fiori piccoli , dì tin colar violetto pallido , in ispighe sot-tili , ramose e terminanti. E comune lungo te strade , nei campi , enegli ammassi di sassi o rottami di fabbriche. Fiorisce nell ’ estate.1 medici t adoperano come deostruente , vulneraria, capitale e feb-brifuga. Chiamasi anche Erba colombina, Erba croce, Yerminaca, re.
■—, Berbena , sin. ] Lai. verbena [ ofiìcinalis Lin.] Gr. setptcrt^wv.(Dal gr, htero botane erba sacra : e questo da hieros sacro , e óotancerba. In bielt. varlen o bar/en.) lès.Pov. PS. La corona di ver-bena, posta in capo, toglie ogni doglia. E appresso: Toglila verbena,e tritala con uovo oc.
2 — Per Vermena. Rem Ori. 2. 26. 5 g. Perchè volendo saltare unamacchia , Per le gambe lo prese una verbena , Come si piglia al vi-schio una cornacchia.
Yeurbrare , Ver-bc-rà-re. Alt. v. L. e A. Meglio Percuotere , Basto-nare. — , Diverberare , sin. (In celt. gali, ui/e tutto, e burnì bat-tere. Jn ar. vebl percntere fuste.) Boe z, Costei se’l forte Borea* ,gingnendo, Verberi ec. (V)
Verbbrato , * Vei-be-rà-to. Add. m. da Ycrberare. Jac. Colon.Son.al Petr. E se le voci vive e morte , tutte cc. gridassen come verbe-rate putte. (P)
Verbicausa,* Vcr-bi-cà-u-sa. Avv. comp. che scn'vesì anche Verbi causa.F. L. e A. F. e di* Esempigrazia. Farcii. (A) Remi. Leti. 2. 3 . g2.Credendo quel di ec. essere mercore, verbi causa , esso ora giobia. (N)
Verbigrazia , Vcr-bi-grà-zi a. [Avv ] f'. comp. e L. Per esemplo. [Lostesso che Esempigrazia , F. — , Vcrbicansa , sin.] Lat. verbi grafia,excmpli caussa. Gr. Xoyov x^C tV -Cavale. Med. cuor. Fu c la giustiziaperseguitata dalla ingiustizia , cioè li giusti dagl’ ingiusti *, verbigra-zia , ecco Abel , che fu lo primo innocente , ec. «V. Gio. Grisost.Come , verbigrazia , quando una nobil donna e signorile , volendofare ec. Rem. Ori. 2. 5 . 5 . Se quella catena , Posta sotto le menseapparecchiate , Volesse , verbigrazia , dir la pena Delle genti eh’ alventre si son date.
2 — Ed in foi'za di nome. Rem. rim. 1. i 3 . Però sia detto per unVerbigrazia , Ch’e’non si dica poi ec. Fine. Mart. noi. 56 . Allo-gandogli il libro a tante carte , Un verbigrazia da chi voi I’ avete.
3 —* Fu detto anche anticamente Per verbigrazia invece di Verlvgra-zia. S. Agost. C. D . 5 . 1. Gli matematici che , per verhigrazi » ,dicano: Quando Marte sta cosi posto, significa il micidiale. (Vj
Verbizza. * (Gcog.) Vcr-bìz-za. Fiume della Turchia europea nellaBosnia. (G)
Verbo , Vòr-bo. (iYoi. Pi Verbi m., e Vcrba fem. F. Dizione, ]Parola . Lat. v<rbum. Gr. Kóyos , pri/xx. (Dal celt. gall.^arò pa-rola. Nella stessa lingua earb parlare.) G.F.11.2. 2 6. E con fintoche in Latino, come la mandò, fo>se più nob le , e di alti verbie intendimenti per li belli Ialini di quella , ci parve di farla vol-garizzare. Dant. Inf. 25 . 16. Ei si fuggì , che non parlò più verbo.Ar. Far. 3 o. 45 . Non vuol più dell accordo intender verbo, Masilancia del letto , od arme grida. Fr. Jac. T o. 20. g. 0 mia vitamaladetta ec. , Che sprezzò figgi e statuti, E di Dio le sante vcrba.» Frane.Sacch. nov. 180, Messi r Giovanni aminotelo per forma chenon disse più verbo. Menz- sai. 5 . Non è lo stoico altro che vcrba,E che magre sentenze ignudo e grame. (V)
2 _ [Onde A verbo , A verbo a verbo, ] Verbo a verbo , postiavverh. valgono A parola a parola , Per t appunto ^ [ Senza mutarni una parola. F. A verbo a verbo.) Lat. adamussini. G.F. 11. s.25. La quale in questa nostra opera ci pare degno di mettere in notaverbo a verbo.» Salvia. Dtsc. 4 * 8g. Fu tradotta a verbo. (G. V.)
t — (Teol.) Verbo divino o di Dio e talora anche il Verbo assoluta*mente s* intende Gesù Cristo , Figliuolo di Dio. Lat. vcrhuin. Rocc.FU. Dant. 247. E in altre maniere assai mostrarci V alto misteri*della Incarnazione del Verbo divino. Dant. Pur. 7. 3 o. Finché alVerbo di Dio discender piacque. » S. Catt . Leu . 2. 2 8. Pròna che'1 Verbo, unigenito figliuolo vii Dio , incarnasse. (N)
3 —- (Grani.) Verbo è termine gramaitcale che dinota azione [o lostato e maniera d’essere di checchessìa. Si coniuga per modi etempi t ed è parte dell* oratone tanto principale fra l' altre, ch'ellaha sortito H nome in particolare che comunemente è datò a tutte.H Verbo è attivo , passivo , neutro 0 neutrale o intransitivo, neutropassivo, transitivo , sustantivo , personale, impersonale, primitivod naturale , anomalo , semplice , composto , derivativo ec.J Dant.Par. 18. gì. Diligile justiuam , prunai Fui 1 verbo e nome d) lutto‘1 4 'ptfilo. Maesttuzz, 1. Quando qfuìda parola voglio si eoa-