Volume 
[Vol. VI. - Vol. VII.]
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VESDRE

Vescovo che Io alcuno luogo ha temporale g'uridi/iouc ? V>t. SS.Pad. i. 20'à. Questo Ammonio ec. fu eletto Vescovo d una cittude.F appresso : Siate certi che io non sarò Vescovo . Beiti. Otl. 3 . 44 f Rnggier ridendo giù dal poggio scese , El Vescovo aju' , ches * annegava.

a [Dello anticamente] per Sacerdote de Gentili , [/ quali peraltro

Usarono questa voce non per indicare m insito della Loro religione)Ma soltanto i* ispettore di dodi o politiche istituzioni.) Vii. Bari .

5 * E più fece inorare l'idole aVescovi detempii.

V escavo di li*, da Pontefice , Prelato. Pontefice e il capo dellecose e delle persone sacre; Prelato , persona pòsta innanzi agli altri*n sacra dignità. / esvovo è prelato che» in virtù dima consecra*2l one speciale, è scelto ad esercitare giurisdizione sacra in mia dio-cesi determinato. Nelluso comune, Pontefice non si dice che ilSommo , cioè il Papa; ma Pontefici altresì si chiamavano tno ! ti sa-cerdoti del paganesimo. Sommo pontefice nella legge molaica eraAronne e i suoi successori. Pontefici ai chiamano i vescovi santid ;| Ua Chiesa onorati. Pontefice chiamasi un vescovo, sol quando sil^tti di considerare in lui il personaggio venerabile che dirig : lecose sacre della sua propria d.òC>».

E suRE. *(Geog.)Vi-sdi e.Fiume delta Prussia che sbocca »e//'Our//ir.(G)espxonski. * (Grog.) Yc-sigòn-sk.i.' Culli della Russia europea. (G)'«caria. (Bot ) Ve-si--ri-a. Sf. Lo stesso che Vescicaria , V. (\)(Geog.) Citta di Plancia cap. del dip.dett'Alta Sa* na.{G)e $pa. (Zool.) Ve-spa. [óf Genere d'insetti imenotteri, le cui specietutte sono armate , come le api , d* un punitolo che versa un li-quido acre nella ferita che fa l'animale pungendo.) Lat. vespa. Or.

{Vespai secondo alcuni, è da vesper sera : poiché di sera fai a maggior caccia di mosche. Altri da vis forza, c da peto io cerco-*n ar. vesb assalire, intiere in alium, vespa assultus , impelila. )ììocc.tt0 ^- ig> 38 . Dalle mosche e dalle vespe e datafani ec. fu non sola-mente ucciso, ma infitto allossa divorato. Oant. Inf 3 . 06 . EtanoSnudi , c stimolali molto Da mosconi e da vespe eh rran ivi. EPtirg. 32 . 133 . E come vespa che ritragge lago , A traendo lacoda maligna , Tragga dal fondo.

r~ y iE fx-ì Petr. son.191. Onde amorose vespe Mi pungon si, cheY n hn qual sento e ploro.

e spajo , Vc-spà-jo. [Ò'/n. Propriamente Nido od Abitazione di vespe;altrimenti V< speto,] Red. Ins.fo, Come fanno per appunto le vespe,9tando , spiccandosi daloro vespai, bramano pascersi di qualcheJ^rpo umano. Buon. Pier. 4 - 4 Qual da vespai lor sbracando

^ ho visto Nugol di calabroni , Gregge assalir pascente.

^ * Moltitudine di vespe aggregate; ed e usato mie he fig.Romann'JR')

* ['Dicesi pioverhial. Borre le dila entro a \espai,] Stuzzicare il ve*s P a jo (e valgono Irritare chi ti può nuocere, o chi e disgustato, o chi/ Pn o p;ù di te. L . Porre Je dita entro avespai, e] V. Stivzzic. re. G 5 .*7 Dar fuoeo al vespajo = Violentare a uscir fiora un'* che siadentro.) Muint. 5 . 37 ., Sla quitta , le die egli , e ti conforta , Ch io^ °glio adesso dar fuoco al vespajo.

(Ar. Mes.) boria di ornamento prezioso fatto a similitudine deltiip S pu, Buon. Pier. 1. Introd . Deciuffi vi saran , delle pianelle,e **Ì n i 9 cappi , fior , diiizzatoi, Vezzi, vespai, lisci, acque odorate,di dimoi, ivi: Vespai, ornamenti prozio ! fatti a similitu-

dille vespe. E q f. 1 Svespajano : levano i vespai, lorni-genti doro con gieje , fatti a foggia di vespe (N)

TT (Archi.; iSolajn che si Ja sollevalo alquanto dal pavimento, perfendersi da pencolo di fuoco e d umido. » Ba (l/n. / oc. Dis. allaSasso maschio. Dove sotto gli ammattonati si fai anno alcuni suoliquesto sasso ( maschio ) , non potrà mai P umid- che esce dalla6 j rra gingnerc alìammutlonato ; usami però molto questi suoli nelle^ l| toide , e son quelli che noi diciamo vespai.

(Mcd.) Sona di malore a più bocche. < he per acrimonia du-V fis ° n luogo talvolta m alcuna pane del corpo. (Ne)

^Pajoso , Ve-spa-so. Adii. m. Sforacchiato a guisa di veSpajo ,se^ W ,<04 °* ^ * 9 ' 7 2, 2 ' ^ vizii dii cacio son questi , cioè soglieeco o vesnajoso ; la qual cosa avveri à, quando saia poco premuto,Y^ 4«VPO ^le.

&, ano, * \e*spa*si-à no. N. pr.

s>o.)

. . in. Lat. Vcspasianus. (Da Vespa -

dea'. THoUavio. imperatore romano, successore di Pitelho, fon-e c dinastia del suo nome, padre di Tito e di Domiziano

V«'-< B ) (Mit)

" sldd. pr. ni.Vu 04s a , 0 C " , '. le .d^V- S i, 3s ,ani

Di Vespisiano. Salvili. Cas . i 55 . PossenteTito « Domiziano. (N)

. Ve-spà-si-o. A. pi'', m. Lat. Vespasius. {Vespasius , quasi

' Et>p

\^t rasius

. tu sera

d a T- v, ' 5p "

ra

KspL > 1 a f Us > vesper sira: Natos c *,°» Vc-spe-ro. Ani. P. L*La

di s»ra ) (ti )

spero. Sm. P. L.*La sitila di Venere, che compariquando quel pianeta è occidentale , altrimenti Espcro.g > huspcrus. 6'r. i'u-irtpos. ( Hssperos , secondo alcuni . è

> su ^ s P°. flie , Set ì uor : poiché segue il sole.

ilV'

Altii da hesperos se*

a Cui etimologia V. Vespro.') (ìYlit)

, &< ,a D ora laida verso la stia ; altrimenti 1 Vespro , V.

Dnnt' p" ,U ^ ora lar( hi verso la sera ; altrimenti 1 Vespro . lril tro at^ *. 2:i - Vfspero è già colà , dove è sepolto Lo corpo,a *1 Tartan/^ 3 C *° ^ ac, v ° in h |'i Ar.p'ur 24 104. Ma stordi in modoa ^ °» C ^ e rilù ^° ^nn sapea s'era vespero , o dimane.

^ >u dad^cll ' ZZ ° Vw P fro A* to vrspero. V . Vespro , J. 1 , «]'Shcie f n '-* 7 » Da ora settima intìuo ad alto vespero voglionoora * J 5 , 11 - n ' aiio - {H lesto lat. ha: bora decima.) » E Gen. 26.*nfin 0 all CC i* n - a 1 c, °? * n a Bo vespero. E P'ehr.27. Dallora settima-Dalla 3 cioè da nona uifino ad alto vespero. E Giu°n.

) Cs pero. ^p**! 03 j 11 ^ 110 a d ora ottava o nona , cioè infino ad aito' brevi ij' a dudio divide U giorno in 12 ore , più lanche e mit» : Che il < n cresce o scema.) (\) ? 1

« 7r» .* ^-«l^ro del mondo per la Pine del mondo.) Mae -

/»' 7 - Del qualP vcuù. /

1 Giudei al vespero dei inondo ayranùo fame.

VESSAMKNTO 4 ai

Vespertilio. (Zool.) Ve-sper--li-o. Sin. V. L. V.e rffPipUtudto.

Lat. vespertilio. Or. vvKTtpts, {Vespertilio, da vesper , perchè escedi sera al cader delia luce. ) S'rgr. ior. Cap. lod. Jncmt. Quasiè venuta fora, Che pren fui gli animai qualche liposo, E I vesper-tilio sul si vede fn-iva. (A)

Vespertillo. ( v Zool.) V e*sper-ti!-lo. S'm. V. L, Lo stesso che Vesper-tilio. V, e di' l-'ipu-ti'rllu, aunaz. rcod. prò*. <). Già ogni uccellosi era per lesovrav egn oli l<n I r<* raccolto mi >.uo i»ih..rg ) , fuorache i vespertilli, i quali idiota dcdal- n «.ivano dail^ usale - averne,rallegrandosi di voline per l'amica oscurità deli.» node. K A i H)Vespertino, V< sp:j.ti-ii'. '-dd. ut. Dt or /tro,eliora de- esnro,D'ta sera,Lat. vesp i tinus. f ' r > v: * Ba. Du r,<v. E molto ben

distinguere sapea Dai mai tu tino' il v<. sp< ri : n civpuse, d ai .. ci si. 021.

Quando, sendo retrograda, va alai cou^uuizi'Ti ve: rerliiia. del soli#.

2 [Ed usato an h* a modo d avcethto , vate Ar 'orno , AVLL ora di vesp -o.J Buon. Piti'. 4 5 . So. lo osco vespuTi.io, E tat-uerò nottunif*.

Vespeto , Vv-sj è lo. Sm. Lo stesso che Vespajo nel primo sign.Iied*lett. Molte e umile s no le razze delle vespe , e differenti di figurae di iavoio sono i loro vespeti c abitazioni. (A)

Vespetta. (Zool.)Ve-spét-ta.A 1 /. dim.di Vespa. Vadisti,1.64-Berg.Qàio)Vespistrello. (Zool.) Ve-spi-strcl-lo. Sin. V. A. V. e di' pipistrello*Salvili. Annoi. F. B. 2. 1. 6. Pipistr 11 . , uccelli che volano tunotte, detti perciò in greco 'wKrtpihss, e in iat.no vespertdìoiws, e danostri antichi , più vicino allorigine della parola, vespistrelli.(A)(B)Vespone. (Zool.) Ve-spó-ne. [S'm.) accr. di Vespa. Vespa grande.Menz. sat. 4 ' E al bcuUichio di q ie* concetti, strani, Par che nel-lorto intorno alluva ronzi Un mucchio di vesponi e di tafani.Vespmmo. * (.Geog.) Ve-sprì*mo. Città e Comitato d'Ungheria . (G)Vbspao ,-spro. [Affi, sino, di] Vespero. La Sera , o L'Ora tardaverso la sera. Lat. vespri'. Gv. hrx^x. {Vesper dal gr. kesperu : equesto , secondo alcuni, vien da eos giorno , e da peras termine :Termine del giorno. V. il Littlet n.) Bocc.nov. iS, i. la sul vesprola mandò allalbergo, dove And.enccio tornava. Pass. 216. Dandoil sigmre della vigna tanto a collii che era entrato a lavorar la vi-gna la sera a vespro, quanto a colui che era venuto la mattina pertempo. Guid. G. Ordinato già il sde nel mezzo die, e quasi de-clinando aconfini d i vespro.

a* Dìcesi Mezzo vcspio e Alto vespro ; ed a bene intendere aqual ora rispondano , è ria notare che , dividendosi il giorno inquatti o parti eguali , Mezzo vespro è la metà dell' ultima pa' te delgiorno % come Mezzi nona e la metà della terza, e Mezza terza, lametà della prima. Dicesi poi Vespro <* Alto vespro al principio diessa quarta parte del giorno , co-ne Nona al princ p o della terz i:a differenza di Tei za , che è la fine deità puma pane, e Sesia della seconda, (fumdi è chiaro poche Mezza terza iwrsja innanziterza , e Mezza nona per contrario sia dopo nauti , e così Mezzovespro dopo vespro. D<mt. Conv. 1 yf. E' da sapere che ec la Chiesausa nella distinzione delle ore del di timpoiali che sono in ciascunodi dodici o grandi o piccioli, secondo la quantità d» Isole; e peroc-ché la sesta ora , cioè il ur zzo di , è ia più nobile di tutto il di ,e la più virtuosa , li suoi uflicii ha preso quivi da ogni parte, cioèdi prima, e di poi quanto puote , u pei ò 1' ufficio della pi ima partedel di , cioè la terza , si ebee in fine di quella : e quella della tersaparte e d ila quarta, si dice iielli priucipii ; e però si dice mezzaterza prima elio suoni per quella parte; e mezza nona , poiché perquella par te è son do r e cosi mezzo vespro. E però sappia ciascuno,che nella diritta nona sempre dee sonare nel cominci.uncino dellasettima ora del di. Baca. g. 7. fin. Essendo ancora il sole alto amezzo vespio {Cioè, fra nona e vespro.) (V)

2 Una delle sette ore canoniche , che si dice tra la nona e D com-pieta. Lai. vtsperac. Gr. so-m'pxt. Maestruzz. 1. 38 * E cosi dell'al-tro ore del , le quali iulìno a vespro si possono due tu mattina.E 2- 54. E simigliantcmrnte dicendo vespro e mattutino, e rota Cvue.Vii. «v. Gir. 3 . Uno die stando Girolamo a due lo vespro cosimifrati, subitamente uno leone entrò dentro nel mouasterio. P U.S s.Pad. 2. 3 y 6 . E terza , c sesta , e nona, e vespro , e l 1 ufficio dellanotte non menticare.

3 Lora nella quale dice il vespro, che è dopo mezzodì . Lat,vrsperae. Gr. dna'pxt , iff^.piv oV. Maestruzz. 2. 27. Quando si deecominciare a guai dar la lesta? Risp. Dall un vespro all altro. Uvee-nO\ 77. 6t. Essendo già vespro-, e parendo allo scolare avere assaifatto ec* , verso la ca^a delia misera donna se n andò. E nov . 80.8. Il seguente , passato vespro , la dovesse aspettare. Petr. son*86 Che a nona , a vespro , all alba ed alle squille Le truovo.

h U segno che s> colla campana sonando a vespro. D. Gjo. Celi.

. iett. j 3 . E vegnrndo la sera ec., come la campana toccò il vespro,il fanciullo rendè I* anima a Dio . (V)

5 _ Proverò. Cantare il vespro a imo = Fargli/%ma gagliarda ri~pi emione , o Dirgli Uberamente lamino suo. [V. Cantare , §. li.JLat. libere loqui. Gr. 7 rxppna-id^tv. Morg. j 6. 58 . io gli ho a can-tar poi ii vespro, s io mi crncciov '

(3 ._ Tra vespro e nona n**n va tuor persona .buona : deilo , perche

gli uomini gentili e di condizione in quell 01 a stanno per lo piùin riposo , o in casa.

7 (St. Mod.) Vespro siciliano : così dicesi La strage de'Francesi fina m luna 'ictU* ai tocco del vespro de//u Pasqua del 1282, re*giuiihto sude duo 8 iciii*' L ano l. U Angtò. (N)

- a E per si/ftil. si dice di Strage grande e improvvisa , 0alcun' aitm strana disavventura. Lasc . Pinz. 4 9 % 'Va , che tusentirai il vespro siciliano. Maini. 11. 1. E se d amor cantò concetra in mano, Dirà col Liro vespro siciliano. . .

'Vf.ssamento , V<s-sa-inén*to. òm. V. e di' Vessatone. (A) Voc-ab.dHPiem. Berg. (Min)

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