FR-OIMENTI
Per quai cagione il sole in si poche oreA l’Occano arrivi i d'i del verno ,
T] perché poi nell’ eniisfero infernoFaci in la notte allor tante diinore.
Qcesti pur del vostr’ animo regaleSono i piii grati, e placidi diporti,
A quant’ al tri pon dar splendide corti,Quest’ unico diletto in \oi prévale.
Cio che in ciel già leggeste, e su le carteQui descritto vedete in rozzi versi,
D’uopo non è che sian limaii e tersi,
Clic la materia qui supplisce ail’ arte.
Ri eus a ogni ornamento alta dottrina,
Che per se sola assai diletta , e piace.I)’ogn’ altra musa Urailla piîi veraceFugge ogni vana pompa, c peregvina.
Tuli.io , che quanto a declamar fecondoTanto ehbe in poes'ui lo slile ingrato,Tradurrc in versi osù l’opre d’Arato ,
Che lutto descriveano il cielo , e il mondo.
Avro splendor bastante, Urania mia ,Dal nome vostro, a cui del ciclo il cantoCon più giusta ragione offrir mi vanto,
Ch’ Alessandro la sfera a Laudomia.
Movdo diciam quest’ ordine di cose ,Ch’ alla vista mortal si rappresenta ,
Di cui l’orbe terren centro diventa ,Ove Dio l’uonio ad osservar ripose.
Cosi se d’abitar ci fusse datoO lima, o corpo taie in se sospeso,