LIBRO PRIMO 57rio,& inſignoritoſi della gran Babilonia,& infieme ditutti i paefi& regioni, che fi tronano di là dall Eufra-te,& di qua dal Tigre; ſi haueua ancora prepoſto nel-l'animo, hauendo vinto tutte le dificultà del viaggio& delle guerre, di volere andare piu innanzi verſoilmare di Perfia a cambattere Aarbilo Re, che confi-dandofi nel fito& nella fortezza del paeſe non gli ha-neua voluto mandare ambaſciatori. Per laqual coſahanendolo indicato nimico, ſpinſe innanzi l’efercito,&'effendo entrato nell Iſola done egli fignoreggiana;lo coftrinfe hauendolo vinto a render vbidienza all Imperio Romano. Onde accreſciuto piu d'animo, perchetutte le imprefe gli ſuccedeuano fortunatamente, eſſendofi condovto già con l’armata ſua nell'Oceano, fi pensòdi andare all’acquifto dell India, per poter ſolo paffarela gloria di Ale[Jandro Magno, alquale non per altro
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portaua grandiſſima inuidia, fe non perche hauendo‘Traiano
Lia cominciato a regnare fanciullo, fi haueua potuto inuidiauapromettere cofe maggiori nell'animo fuo, che non ha- a piueua potuto Traiano, che gia ſi trouaua vecchio. Per dro Ma-
laqual cagione hauendo ſoſtenuto poco tempol Impe- gno.
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rio, non gli potendo riuſcire l andar piu innanzi per ladifficulta di molte coſe, che ſe gli parauano conrarie; fivide pigliare di mano vna manifeſta vittoria di quei popoli,& l’acquifto di quei nuoui regni:& perciò hauen-do dato a Roma auiſo di tutto quello, che egli hauenafatto in accreſcimento dell Imperio; gli fu dal Senato& dal popolo drizzato yn arco trionfale: oltra che perſernare viva la memoria de ſuoi fatti, haueuano fabri-cati molti belli edificijnel tempo del[no Imperio. Poiche egli hebbe ordinate le coſe di Aſia, hauendo diſe-
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