DNELL’ANTICH RT A DI ROMAeſercitij ne ſuoi tempi,& perciò vi fi raunauano attiàBiani& mercatanti fi per vendere come per com pera»re;& fragli altri artigiani vi era gran copia di libra-ri; iquali di diuerſe forti lettere vendenano i libri ſcritti in penna con grandiſſimo prezzo per la difficultà di' quell arte, non eſſendo in quei tempi la non mai a ba-| Stampa ſtanga tanto lodata Stampa; laquale per induſtria diquando& a i; 8—|
da chi ri. due fratelli Alemani, non è però dugento anni, fu per
| trouata. vn raro ornamento& commodita delle coſe piu mara-
| niglioſe di quefta noſtra età ritrouata, lode veramente
| degna di quella induſtrioſa natione. Ma poi che difcoy=_‘ada rendo variamente di molte coſe, ſiamo venuti a deſcri-Ù a del Teatro di Marcello ilquale fra i molti cheerano in Roma in quella prima antichità ne tempi no
| ſtri fi ritroua piu intero; non farà fuor di propofito,
| che io, nel modo che hoggi appariſce, lo rapprefenti indiſegno; acciò che hauendo intefo ne difcorfi paſſati illettore qualche particolarità, che dell'Anfiteatro fi ri-cercauano, poſſa ancora il medefimo intendere de Tea-tris iquali co Circizcon gli Anfiteatri,con le Naumac-chie,& con altri cofi fatti edificy furono ordinati dal:popolo Romano per cagione della loro vana Religione;penſando eſſi col rappreſentare fimili ginochiin publi=co, di poter mitigare lira de gli Dei,<& di rinouare afche con- pofteri la memoria delle feſte Confuali fatte in honore
|"di Nettuno; attefo che Romulo col fecreto configlio di- quello Dio, miſe a effetto nella celebratione di quefte
| feſte il rapimento delle Sabine che egli haueua delibe-fato per conſeruatione della città, di far torre alla gio-
i uentà Romana;& per conſeruare ancora perpetua la
i memoria dellacelebratione delle feſte della Dea PalI che