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LIBRO QUARTO 172dèndo ne tẽpi noſtri reliquie che dimofttino il vero, mene rimetto al giudicio de piu dotti di queſta antichitàQui pongono ancora il Tepio& l’altare di Tano Setti-miano. Ditre porte che ha il Traſtenere habbiamo dique a pieno ragionato: reſtaci che della terza diciamo,come da gli antichi fu detta Aurelia,& ne noftri tẽpi?thiamata di ſan Pancratio per cagione della bella chie-ſa che Simmaco,& altri dicono che papa Honorio 1.edificò fuori della citta; laquale? Stata dipoi cagione;che la porta fi chiama di fan Paneratio. Procopio, cheſcrine le coſe ſucceſſe nella declinatione dell ImperioRomano, raccontãdo per ordine tutte le guerre de Got-ti, le felici impreſe di Beliſario, chiama qᷓſta mede?ſima porta Pãcratiana, per la ſopradetta cagione: E f=Sendo gSta ſtata ſituata nella fommità del Ianiculo, detto hora Mont’orio, vogliono che da Aureliano Impera-tore foſſe in qᷓfto luogo poſta: ma altri di cõtraria opi-None tẽgono che ᷣſto Imperatore nõ faceſſe mai ini opera alcuna; mache qᷓſta foffe chiamata Aurelia per ca-Lone d'un certo Aurelio homo cõſulare di grandiſſimaautorità in Roma; il quale deſideroſo di laſciare a poſteri il nome fuo vino, fece fare vna etrada, che fi diſtẽde-ua per la maremma Toſcana fino a Piſa citta antica,nobile. Ma eſſendo quella per[patio di tãti anni gua
a fi come facilmente di fimiglianti opere auniene,&auẽdola Traiano fatta rinouare, fi dice che dal fuo no.Me la chiamarono poi Traiana: mane tempi noftri banpreſo il fuo primo nome di Aurelia,& dal medeſi=Mo nome di Aurelio fi crede che la porta ancora foſſenedeſimamente Aurelia detta, eſſendoſi medeſima-ente quaſi per ynaoſſeruata conſuetudine da gli an-2 4 tichi
Porta Au-relia.
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