14
» chezza a tanta amenità e armonia;» ed è forse fra tutto le lingue mo-» derne la più atta ad ogni sorta di» poesia. Ora ella giudichi, mio signore,» quanta consolazione ho io dovuto» prendere nel ricevere la sua cortesis-» sirna lettera e la sua traduzione —» Non sono abbastanza versato nella» sua lingua per ben sentirne tutto il» pregio; ma la mia prima cura è stata/> di cercare alcuni di quei passi, la» cui grazia consisto tutta in un pic-» ciol giro, e svapora come un sodio» nella più picciola variazione. Cercai» alcuno pitture, le quali ricevono tutta» la loro vivacità da certe picciole mezzo» tinto. Ti-ovai tutto ; nò mai fui così» contento di me come allora. Lessi poi» subito la sua versione con un paio/> de’ miei amici, i quali per un lungo» soggiorno in Italia si hanno resa più» famigliare la sua lingua, e che sono» allievi del gran Winkclmann (1);
(1) \VinkeÌYAu*w, (nn-tfti) di ftrnmleljurgo, pre-sidente delie anlu'ldià ui Horna , vi consacrò ili