SAGGIO SOPRA I,A FAVOLA - SEZ. Ili 55V’ebbe in Francia olii sostenne che rinven-gono e la condotta dcll'apologo debbano esat-tamente uniformarsi allo regolo della inven-zione o della condotta del poema epico : ciòpotrà dirsi di certo regole generali, cho con-vengono ad ogni specie di poesìa narrativa.Nel rimanente io non veggo in qual modo iritratti di Achille, di Ulisse, di Enea possanogiovare a chi voglia dipingere la Mosca , ilTopo e TAgnello.
SEZIONE IV.
INGENUITÀ DELLA FAVOLA.
Io stimo cho non occorra diro di alcunedoti per cui Intavola può esser bolla, e senza cuipuò esserlo ancora. Tale è la brevità fra loaltro ; o abbiamo in molti maestri favolo benlunghe e allo stesso tempo perfetto. Così dialcuni parziali ornamenti , di cui disputano irotori più por vaghezza di farlo cho por biso-gno ; la favola riceve il lor soccorso o no fasenza ; e nulla essenzialmente perdo o gua-dagna.
Non ò lo stesso di duo qualità, lo quali sonodella sua natura; nè può esser bella senza diesso, e appena direi cho possa esser favola.Questo qualità sono la ingenuità e la lepidezzano' pensieri egualmente che nello stilo : ed io