132
A. D. BERTOLA
X.
IiC due Pecorelle.
Sazie del pingue (1) pascoloDi fresche erbe novelle,
A parlamento venneroDue buone Pecorelle.
Sorella, i lupi assaltano :
Spiegami, io non comprendo,
Perché ad offender m’ahbianoColor ch’io non offendo ?
Sì disse la più giovane,
Cui l'altra: oh! v’han ragioni:
Senza gli empi, sarebberoTroppo felici i buoni.
XI.
Il Flore e la «orerò (2).
Vedendo Rovere annosa e forte,
Un Fior lagnavasi della sua sorte :
La vil d’un albero losca verduraPur fino al termine d'autunno dura;
Ed io d'amabili colori adornoHo sol la misera vita d un giorno.
Udì la Rovere e al Fior rispose :
Son tutte fragili le belle cose.
(1) pingue - opimo.
(2) Quost’auroa favolotta, non mal abbastanza ammirata, no®tome cortamente il paragono con qualsiasi altra ; ohò in 1^Vha lingua elettissima, sana morale e grazia non comune. G»*fu inserita, unitamente ad altro, in vario collezioni di oserà?di bello scriverò; nè rui so davvero il perché non labbra iu"elusa nella sua Appendice il prof. Raffaello Fornaciari.