A. D. BEUTOI.A
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vitd da mo tentato non erano state colpito nelvero lor lume da alcuni, i quali crederono ine-sattezza ciò ch’è artifizio. In oltre uomini illu-stri o del miglior gusto recarono successiva-mente vari pareri intorno a una parte dellomio favolo : io ne seguii alcuni , altri no , orisposi porche nol potessi : ora ho stimato cheo que' pareri e quelle risposto potessero altruiosser utili non solo a scrivere di siffatti com-ponimenti o a dar giudizio do’ già scritti ; maancora a sciogliere certo più avvolte quistionidi letteratura o di lingua.
Pertanto io son vomito tratto tratto scri-vendo alquanto annotazioni : questo poi avvi-cinato una all’altra, mi sono sembrato legarsiscambievolmente tra di loro, trarsi dietro conmolta naturalezza più sottili riflessi, o prenderòquasi da sò medesimo un certo ordino : ed eccoinsensibilmente un Saggio sopra la Favola. Ionon ignoro e i trattati o lo osservazioni e iragionamenti sopra la stessa materia : ignoroperò che siasi ancor detto ciò che può dirsenesopratutto riguardo ali’Italia , a'nostri scrittori,all'otà in cui viviamo.
Ricorderò in primo luogo i favolisti (1) più
(1) Favolista. L’ autore usa sempre questa parola chesuona come la francese fabuìiste. Trattandosi però diuno scrittore del secolo passato, e massimo in materia,per la quale dovea necessariamente aver tra mano fa-volatori francesi, non ò a meravigliare se ha adoperataquesta parola molto in uso a' que' tempi.