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A. D. BERTOI.A
Nella liquida stanzaPar che una via prometta:
Già s’insinua, s'avanza,
Ma non lambisce ancora:
Quando ecco il vin repenteUn servo versa suoraImpetuosamente;
E la Mosca vi pere,
Incauta, senza bere.
Credi ai vecchi, e la mentePiega alla lor ragione:
Un indugio prudenteTi giova, e non t'espone.
XXXVII.
La Volpe e II Cervo.
Vieni, non temer, vieniDisse una Volpe a un Cervo,
Per questi campi ameni
Ove belva non è da starti a fronte :
Qui senza guardia scendono dal monteLe pecorelle, e chiuse fra’ginepriStan qui timide lepri ;
Vieni, re qui sarai, sarai padrone,Come altrove il lione.
Il Cervo s'inoltrò : co’ pronti veltriTosto l’assalse il cacciatore attento,
E lieto della preda usci del campo ;Indi potè la Volpe a suo talentoPer molti di sicura,
Scorrere i pingui colli e la pianura.Chi la tua vana ambision fomenta,Spesso a tuo danno i suoi vantaggi tenta.