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A. II. UEKTOLA
Venian lievi posandosiSu gli alberi per via ;
E un d essi empiva 1 aereDi dolce melodia.
Presso già son, già adocchianoI bei cespi sronzuti:
Già Rassicuran, eccoliNella rele caduti.
La prima accorrer videsiDell'armonico incantoSilvia invaghita, e prendersiL'augel dal dolce canto:
Eh no che non ingannasi;Sceglie de' due quel ch’haD'azzurre piume e croceeInsolita beltà:
L'altro che scuro e ignobileIla il manto, appena guardaAver de' (1) al manto simileDura gola e codarda.
Il vago augello in picciolaVien chiuso aurata stanza,
E di pigimeli e miglioNuota nell'abbondanza.
Piti giorni intanto passano.L'augel saltella e gode;
Ma Silvia impazientasi,
Che il canto ancor non ode.Silvia delusa! attenderePunte a sua posta il canto;Era l'amabil musicoL'augel dal brutto manto.
(1) Ue - dove.