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Un padre fanatico e calcolatore, una madre bigotta s e sorelladi un cardinale che aveva gran voce, dovevano certamentesu queste previsioni aver fatto i loro conti. Carlo non erail primogenito : non ispettavano dunque a lui i diritti dimaggiorasco, la potenza e la fortuna del casato. Convenivaper lui scegliere tra la spada del soldato ed il sajo del prete :così voleva l’etichetta feudale. I genitori pensarono adunquedi assecondare le intenzioni di lui (0, che rispondevano sìfedelmente ai loro desiderii, e Carlo si diede tutto attornoper la casa a rizzar altarini, a contraffar le cerimonie delpresbitero, le nenie dei salmi, le arringhe del pulpito. Inqueste minuscole rappresentazioni religiose egli si spassavapiù che in altro divertimento ( 2 ).
A dodici anni, con grande gioia de’ parenti, Carlo vestival’abito clericale e subito era investito di un pinguissimo be-neficio, dell’abbazia dei santi Gratiniano e Felino in Arona,per lui tenuta in serbo .
Le speranze nutrite cominciavano a maturare i loro primisaporosi frutti.
(1) Locatelli, Vita di s. Carlo , pag. 13.
(2) Locatelo, ivi, pag. 8, 9.