CAPITOLO XIII
Dal 1570 al 1573
Accordo fra il re ed il pontefice — Tentativi del Borromeo per incagliarne le pra-tiche — Il cardinale vieta ai preti del Bergamasco di pagare i tributi— Fa cac-ciare dalle valli svizzere gli insegnanti non cattolici — Altre sue pretese e misuredi rigore tra gli Svizzeri — La carestia in Milano — II Borromeo tenta mortifi-care ed abbattere gli spiriti della cittadinanza — Il divieto di vendere commesti'bili in giorno di festa — Lagnanze del Senato e risposta dell’ arcivescovo — Mortedi Pio V — Mene del Borromeo nel conclave : Gregorio XIII — Il Borromeo sidispetta col nuovo papa, che lo guarisce da certi scrupoli — Rinunzia a tutte lesue cariche in Roma — Il Borromeo dal papa rimproverato di malafede — Labeccheria dei preti
La contesa tra il governo e il Borromeo dal pontefice erastata data vinta al cardinale, ma senza dubbio tra Roma eMadrid dovettero su questo punto intervenire dei secreti ac-cordi o compromessi. Dal papa vennero al Borromeo ammo-nizioni ed eccitamenti a temperanza ed a prudenza. I Tri-bunali arcivescovili ripresero i loro lavori ma, relativamentecon moderazione ed il numero dei laici da essi carcerati eprocessati nel triennio 1571-73 ascese a soli ventinove (0.
Altro effetto degli accordi fu un breve del pontefice cheordinava all’arcivescovo ed a tutti i vescovi della provinciaecclesiastica milanese di consegnare, quando ne fossero ri-chiesti, alla giustizia secolare i facinorosi che per deluderla siriparavano nelle chiese (2). Poco dopo, a moderare l'azione deitribunali ecclesiastici, il papa decretava che tutte le cause pecu-li) Nola esistente nell’Arch. Spirit. Arciv. di Milano , sez. xiv, voi. vii,classe. 2. n
(2) Breve 4 ottobre 1570 di Pio V , Archivio suddetto, sez. xv,n. 516/264.