CAPITOLO VI
Gravi cd inumane minacce ai violatori del digiuno quaresimale — Un’ordinanza de-gna di Bernabò Visconti — Opposizioni della cittadinanza — Il Borromeo sordoalle lagnanze del suo vicario — Si decide ad una gita a Milano — Lo zio papalo colma di nuovi favori e gli appiana la strada — Il Borromeo eccita il duca diFerrara a molestie contro gli emigrati pontifìci — Pomposo suo ingresso in Milano
Molte opposizioni e molestie si sollevarono contro l'Or-maneto pel Seminario affidato ai Gesuiti : qualche reclamo inproposito fu indirizzato anche al Senato e non pochi giunseroin Roma al Borromeo stesso (0, che non li degnò di risposta.
Poco tempo dopo l’Ormaneto, d'accordo col Borromeoe col governatore Cueva, in un suo decreto minacciava aiviolatori del digiuno quaresimale « le pene imposte dalle sacrec leggi ed altre ancora, ad arbitrio » ( 1 2 ). Il giorno seguenteil governatore, con altro bando uscito dalla stessa officinatipografica, decretava che in Milano non si potesse, durantela quaresima, macellar carne se non nei macelli deputatiper gli infermi, nè venderla se non ai muniti della licenzaparrochiale ; — che nessuno potesse portare in giro nèesporre in vendita uccellame, uova, latticini o altri cibiproibiti; — che gli osti e i locandieri dovessero guardarsibene dal dare a chiunque cibi di questo genere o dal tol-
(1) Locatelu, Vita di s. Carlo , pag. 103 ; Sala, Dissertazioni e notecirca la vita di Carlo, pag. 196.
(2) Ordinanza del vicario arcivescovile 27 febbraio 1565, nell’ArchìvioCivico di s. Carpoforo in Milano alla serie Governatori; Cueva.