i nipoti del suo predecessore Paolo IV , tra i quali anche uncardinale, mentre li sottoponeva ad un processo che niunomai conobbe integralmente, nemmeno gl’ imputati stessi edi loro avvocati, — processo che fu creduto vendetta del par-tito gesuitico o spagnuolo — e li faceva tutti ammazzare ( 0 ,cercava egli pure di tirarsi dattorno qualcuno della sua pa-rentela a cui commettere pienamente sè stèsso ed il timonedella Chiesa.
Di nipoti ei n’aveva parecchi, ma all'occhio vigile dei Ge suiti non era certamente sfuggito l’ingegno mediocre di Carlo Borromeo e la sua indole taciturna, cupa, energica, inclinataal fanatismo religioso. Era questi l’uomo che essi dovevanoproclamare fra tutti * la corona e la gloria loro » e che« non prima finì di mostrar loro coi fatti il suo grande amore« che quando fini di vivere > (2), ed era questi l’uomo che do-veva meglio rispondere ai desideri del pontefice.
Subito Pio IV se lo chiamò al fianco. I reverendi pa-dri alla loro volta si cacciarono al fianco del giovine favo-rito e per tutto il tempo che egli dimorò in Roma , lo eb-bero affidato alla direzione del famoso padre Ribera, ai cuiconsigli egli doveva in ogni occasione attenersi (3). Da quelgiorno uno sciame di Gesuiti gli fece seguito ovunque siportasse e la Compagnia di Gesù non abbandonò più la suacreatura fino alla morte.
Nel breve giro di un mese il papa creò il Borromeoprotonotario apostolico e referendario in ambe le segnature,
(1) Cesare Cantò, Storia degli Italiani, cap. cxlvi; Mons. Sala,Fascicolo conclusionale dell’opera circa s. Carlo Borromeo , nota xiv,
(2) Daniello Bartoli , Degli uomini e dei patti della Compagnia di Gesù , libro III, cap. xxv.
(3) Loc avelli, Vita di s. Carlo, pag. 61; Sala, Biograpia di sanCarlo, n. 21.