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Vita di San Carlo Borromeo rapportata alla storia / Cino di Villaflora
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Incoraggiato dalle sue lodi, il Senato di Lucca proibivaai mercanti lucchesi il soggiorno nei paesi infetti deresia ;imponeva ai locandieri la denunzia delle persone da loroalloggiate, se non parevano loro abbastanza cattoliche; proi-biva ai non cattolici di fermarsi nel territorio dello Stato, colpremio di trecento scudi d'oro e della liberazione di un ban-dito a chi, trovandoli, li ammazzasse (').

Sotto di lui Roma e lo Stato Pontificio videro sorgereun gran numero di chiese, di conventi, di seminari, qual-che strada e qualche acquedotto, disseppellirsi qualche an-tico monumento, le Terme di Diocleziano in Roma trasfor-mate nella chiesa di S. M. degli Angeli e restaurata lUni-versità di Bologna. Nello stesso tempo egli fondava in Roma unaccademia settimanale le cui sedute furono dette NottiVaticane , accademia a cui diedero nome parecchi uominiillustri del tempo.

Altri documenti ci attestano la parte sostenuta dal Bor-romeo in occasione della congiura del figlio (2) del car-dinale Accolti contro Pio IV . Egli fece incoraggiare i tra-ditori e i delatori « anphe se complici » colla promessa di« ogni sorta di rimunerazione » e di « ogni autorevole di-« mostrazione » (3).

Nel 1562 Federigo, suo fratello primogenito, repentina-mente infermò e venne a morte. Forse tra quei due il ca-rattere cupo e intromettente di Carlo aveva raffreddato ilfraterno affetto. Certo è che egli assistette il morente, ma

(1) Raynald , ad annuiti IJÓ2; citato da Cantò , Storia citatacap. clxv,

(2) Cantò , Storia citata, cap. cxlvi.

(3) Lettera del Borromeo, 24 giugno 1261, tra i documenti dellafamiglia Gambara in Brescia .