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lerare che se ne mangiasse nelle camere da loro date apigione. Ai contravventori minacciava, per la prima volta,tre tratti di corda e dieci scudi di multa ; per la seconda,la galera per anni dieci ; per la terza, la vita. I notificanti,volendolo, c si sarebbero ietiuti segreti » ed avrebbero avutodieci scudi di premio (0.
Per questa sapientissima ordinanza, degna di Bernabò Vi-sconti , la sicurezza e la vita di ogni galantuomo trovavansia discrezione di un mascalzone qualunque a cui facesse golaqualche decina di scudi o a cui desse ombra qualche inco-modo nemico. Grande fermento essa destò perciò nella cit-tadinanza: un gran numero di cittadini si portavano dal vi-cario di provvigione invitandolo a farla revocare ed il Con-siglio Generale gliene dava espresso incarico. Il governa-tore a cui poco potevano importare i cibi quaresimali, collastessa facilità con cui aveva aderito al desiderio dell’Orma-neto, si arrese al voto della cittadinanza e con una nuovadisposizione temperò il senso della suà grida. Non così l'Or-maneto, che volendo tener duro nelle pene « ad arbitrio »vide contro di sè svilupparsi più gagliarda che mai 1' oppo-sizione (z). Se ne dolse egli col cardinale dipingendogli afoschi colori la situazione e conchiudendo, con una frecciata,non potersi ben governare la Chiesa milanese senza la presenzadel suo arcivescovo (3). Ma il Borromeo stava a Roma a godersii suoi trenta benefizi e su quest’ultimo punto fece il sordo.
Più volte l’Ormaneto tornò alla carica presso l'arcivescovo,ma con melate parole questi continuava a confortarlo perchèsi volesse dar pace. Volendo tuttavia quegli andarsene ad ogni
(1) Grida 28 febbraio 1565 del governatore Cueva nell'Archivio Ci-vico di s. Carpoforo, serie Governatori ; Cueva.
(2) Locatiìlli, Vita di s. Carlo, pag. 105.
(3) Locateli.!, ivi, pag. 103.