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Vita di San Carlo Borromeo rapportata alla storia / Cino di Villaflora
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sue possessioni e ridusse la spesa annua a ventimila zec-chini, somma sempre strabocchevole, ragguagliata alle condi-zioni monetarie del tempo. Il resto fu distribuito ai conventi,alle chiese, alle pie istituzioni e per allettare gli Ebrei al-lapostasia dalla loro fede anche « agli Ebrei che si con-vertivano > (0.

Il cardinale diede nuovo impulso al foro ecclesiasticocreando nell' arcivescovado due tribunali, uno per le causecivili, laltro per le criminali con due appositi vicari, ed alloro servizio assunse fanti e birri, armati di tutto punto, edun pubblico banditore.

I ricchi beni degli Umiliati facevano a lui gola come giàa Filippo il Bello i beni de'Templari . Ancor vivente lo ziopapa, egli sera da lui fatto rilasciare un motuproprio ( 2 ) colquale veniva soppressa la prepositura di San Giovanni degliUmiliati di Milano e la casa coi suoi redditi era applicataal Seminario diretto dai Gesuiti . In appresso trovandosi an-gusta questa casa, il cardinale faceva erigere il nuovo gran-dioso Seminario , tuttora esistente a Porta Venezia: poi manmano altri a San Giovanni delle Case Rotte, a Santa MariaFulcorina, a Santa Maria della Noce, a Celana, a Somasca,ad Arona, ad Ascona , in vai Capriasca , in Valsassina. Que-st'ultima valle ebbe da lui, che credeva nelle streghe e nelletregende, anche il regalo dellInquisizione .

I Gesuiti seppero da pari loro lavorare il vergine terrenodei Seminari attirando i migliori giovani loro affidati nellereti della loro compagnia. Vi fu un momento in cui i gio-

(1) Locatelu, Vita di s. Carlo, pag. 138.

(2) Motuproprio 5 maggio 1565 di lio IV, esistente nellArchivioArcivescovile Spiiiiuale di Milano , sez. XV, n. 433/181.