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Vita di San Carlo Borromeo rapportata alla storia / Cino di Villaflora
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priore vigilando e riferendo sulla condotta dei loro compagni (i).

A poco a poco un terzo della popolazione di Milano sitrovò iscritto in queste confraternite o congregazioni laiche,con particolari statuti, con capi ed ufficiali palesi e segreti,sotto gli ordini dellarcivescovo e sotto il sindacato dei Ge­ suiti che lavoravano di nascosto e tenevano il cardinale stessosotto la loro dipendenza. Le sole congregazioni della Dot-trina Cristiana salirono nella diocesi a duemila e quattrocento ;nella sola Milano più di ventimila persone'vi erano iscritte

Nellanno 1566 Carlo intraprese la visita della sua diocesiincominciando dalla città, e dappertutto portando innovazioni,minaccie, castighi. Volendo però lavorare sul sicuro, egliebbe anzitutto laccortezza dinvocare laiuto del braccio se-colare, che il governatore non esitò ad accordargli. Passandopoi a quella parte della sua diocesi che trovavasi sotto il go-verno della repubblica veneta rivolgevasi in via diplomaticaanche al doge di Venezia per averne aiuto: ed ottenutolo ( 1 2 3 4 ),faceva mandare ingiunzioni ai rettori delle terre da lui vi-sitate perchè gli prestassero mano nelle catture e nei sequestriche egli avrebbe ordinato (3). Era suo avviso dover il clerorichiedere ai magistrati secolari non già il placet , perchè,secondo lui, poteva farsene a meno, ma l'aiuto del braccioarmato (4), laiuto dei ceppi e dei patiboli.

(1) Giussani, citato da Locateli.!, Vita cit., png. 516-518.

( 2 ) Ordinanza 26 agosto 1566 del doge Priolo , nellArch. Arciv.Spirit. di Milano, sez. xv. ». 463/211.

( 3 ) Lettera 31 dicembre 1567 del Borromeo al Nunzio di Venezia;nellArchivio suddetto, sez. IX, voi. CXXil.

(4) Lettera 28 gennàjo 1567 del Borromeo al Vicario di CasalenellArch. suddetto, sez. IX, voi. vi.