i Gesuiti col grande Seminario : ottenne di poi man manofacoltà di imporre una decima sulle loro rendite ed una serquadi brevi e di « motupropri » che gli accordavano autoritàvessatorie e dittatorie sull’Ordine, l’autorità di rimaneggiarloa suo talento e di annullare perfino la nomina del PadreGenerale per sostituirvi persona a lui benevisa (0. Speravacon ciò il Borromeo di mettere ad estremo cimento la pa-zienza di quei frati e provocare avvenimenti che gli fornis-sero pretesto a più gravi misure. Gli Umiliati, infatti impe-dirono a lui ed al nuovo Generale che egli voleva loro imporre,di prender possesso delle loro case e ricorsero per loro difesa alSenato , al Consiglio Generale ed al papa. Questi invocò controdi loro l’ira dei principi e dei signori temporali ( 2 ) perchè aves-sero ad appoggiare il cardinale nei suoi disegni, ma il ConsiglioGenerale di Milano deliberava provvedimenti contro le ves-sazioni di lui ( 3 ) e mandava all’uopo una lettera di preghieraal papa stesso ( 4 ), Nulla potè arrestare il fanatico camminodel Borromeo. Egli proibì ai massari ad ai coloni dell’ordinedi pagare gli annui fitti nelle mani degli Umiliati, ma volleche li tenessero a sua disposizione e tentò di fondere l’Or-dine abborrito nell’Ordine dei Gesuiti ed in quello dei Bar nabiti (5).
(1) Motuproprio 30 aprile e breve io maggio 1567 di Pio V ; nel-l’Archivio Arcivescovile Spirituale di Milano , sez. xv, nn. 472/220 e473/221.
(2) Breve 2S giugno 1567 di Pio V , ivi, n. 477/225.
(3) deliberazione i luglio 1567 del Consiglio Generale ; nell'Archiviocivico di san Carpoforo in Milano ; titolo: Deliberazioni del ConsiglioGenerale.
(4) Lettera 6 luglio 1567 del Consiglio Generale e del popolo mi-lanese al papa ; Archivio suddetto, ivi.
(5) Sala, Dissertazioni citate, pag. 416.