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Vita di San Carlo Borromeo rapportata alla storia / Cino di Villaflora
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Grave lagnanza mosse il Senato al Borromeo per una vio-lenza che ledeva la civile giurisdizione e danneggiava i pri-vati non solo nel commercio ma negli stessi loro più urgentibisogni ( 0 . Rispose egli arditamente che avrebbe un po vo-luto vedere chi si era lagnato della violenza; che non eraper nulla stata lesa la giurisdizione civile ; che in fin deiconti spettava alla Chiesa giudicare come dovessero santifi-carsi i giorni di festa (2).

Frattanto il pontefice Pio V era morto, e Carlo, a ciòpressato dai re di Spagna e di Portogallo e dal granducadi Toscana , si recò al conclave. Ciò che operasse lo sivede dalle lettere che, a conclave finito, gli scrissero i dettiprincipi e il duca di Savoja (3). Per le sue mene fu elettopapa una creatura di suo zio Pio IV , il bolognese Buon-compagni, che prese il nome di Gregorio XIIL

Ma il Borromeo aveva fatto male i suoi conti. Il nuovopapa, anziché largheggiare di favori con lui e coi nipoti, amala pena potè favorire un suo bastardo (4). Volendo eglipertanto aver seco per qualche tempo il Borromeo per di-sporre con lui di alcune bisogne della Chiesa, limpermalitocardinale mise fuori alcuni scrupoli ed obbiettò che i sacricanoni lo obbligavano a risiedere non in Roma ma inMilano . Il pontefice capi di che si trattava e sebbene, se-condo la dottrina della Chiesa, contro il volere supremo di

(1) Missiva 29 gennajo 1572 del Senato , nellArch. Arciv. Spirit.suddetto, sez. xiv, voi. cxxxviii.

(2) Responsiva.. 1572 (senza data) dell'arcivescovo, ivi.

(3) Lettera 17 maggio 1572 del granduca di Toscana , nell'Arch. diStato in Firenze , Registro n. 1086, pag. 12 ; Lettere del Borromeo nellaBiblioteca Ambrosiana , a. 1572, n.52.

(4) Cantò, Storia degli Italiani , cap. CXLVI.